Punti fermi che illuminano “Le domande grandi dei bambini”.

“Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno; insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita”:

è una frase assolutamente inadatta alla catechesi oggi. Il problema, infatti, è quello di far gustare il pesce, perché venga poi voglia di imparare a pescare. Bambini e genitori hanno oggi un’infinità di “cibi” a loro disposizione: a loro non importa niente di imparare a “pescare”, se prima non hanno assaggiato quel nuovo cibo che è migliore di ogni altro sapore.

Questa constatazione può fare da sfondo alla presentazione dei caposaldi delle Domande grandi dei bambini:

1/ La catechesi è spesso troppo infantilistica e non desta alcun “gusto”, non fa assaggiare alcun nuovo “sapore”: si limita a proporre “attività” come disegni, parole da completare, puntini da unire, quiz, dinamiche di gruppo, cruciverba. L’esperienza cristiana e i suoi contenuti sono stati spesso mutati in “attività”, con la preoccupazione di far fare qualcosa, per tener desta l’attenzione. Le domande grandi dei bambini propone, invece, di puntare sui contenuti e le esperienze.

2/ Dietro Le domande grandi dei bambini sta un’idea nobile del cuore e della mente dei bambini ai quali Gesù ha detto di “venire da lui, senza che alcuno glielo impedisca”. I bambini hanno domande grandi e si interrogano sulla nascita e sulla morte, su Dio, sul bene e sul male, sulla scienza e la fede, sulla vita eterna, sulla felicità. L’itinerario parte dalle loro vere domande, riproducendole alla lettera, più che da idee pre-concette.  È l’esperienza di tanti anni di catechesi con loro e la raccolta sistematica delle loro domande che sostiene l’itinerario.

3/ Le domande grandi dei bambini è un itinerario per la famiglia e non solo per il bambino. Ogni domanda viene affrontata con gli occhi dei bambini prima e poi con quelli dei genitori. I genitori per primi, infatti, hanno bisogno di riscoprire la fede, ma anche il loro compito di educatori. Le domande grandi dei bambini sceglie di non parlare a parte ai genitori, scrivendo un libro dedicato solo a loro, bensì di rivolgersi insieme a genitori e figli. Perché nasca spontaneamente un dialogo fra le generazioni, mentre leggono lo stesso libro e guardano le stesse immagini, scelte appositamente una per una.

4/ Le domande gradi dei bambini rifiuta una catechesi che non tocchi ciò di cui si parla a scuola. I genitori, a loro volta, vivono in un contesto in cui la fede non è conosciuta e talvolta è anche ingiustamente ridicolizzata. Intende perciò essere un vero e proprio annunzio che mostri la novità della fede cristiana e sciolga i dubbi che assediano l’uomo. Non un itinerario che presupponga la fede e si limiti a far socializzare con essa, bensì una vera presentazione dei fondamenti della vita cristiana, come se ci si rivolgesse a persone che non credono, come se fosse accolta per la prima volta.

5/ Le domande grandi dei bambini intende sostenere l’esperienza reale e non artefatta che si realizza ogni volta che una famiglia incontra l’assemblea domenicale e, con essa, la Chiesa. L’eucarestia non è vista come il premio che si riceve al termine del cammino, bensì come il pane che si condivide ogni domenica, giacché chi è battezzato da bambino è nutrito dalla liturgia, anche se ancora non riceve la Comunione. Sia nella parte che si rivolge ai genitori, che in quella rivolta ai bambini, l’esperienza semplice e vera dell’incontro con la Chiesa che è madre viene sempre privilegiata, con indicazioni rivolte alle parrocchie perché vivano meglio la loro vocazione di generare alla fede.

6/ Le domande grandi dei bambini vuole essere un libro “bello”. Non si può, infatti, mortificare con immagini brutte il cammino di bambini e genitori. La fede è vera perché sa generare bellezza ed un itinerario di annunzio della  fede deve aiutare gli occhi a contemplare e stupirsi.

7/ Le domande grandi dei bambini è un itinerario di misericordia, perché conduce al cuore della fede, a quel Dio che non si limita a mandare libri o messaggeri agli uomini, ma si fa carne per “toccarci”. Propone questo incontro vivo con la carne degli uomini, invitando i genitori a condividere questa misericordia innanzitutto in famiglia, ma suggerendo poi come divenire segno della bontà di Dio per i piccoli e i poveri.

8/ Le domande grandi dei bambini ha una sua precisa struttura. Intende proporre fin dall’inizio quale sia la novità della fede cristiana, senza attendere di farla cogliere solo al termine dell’itinerario. In questo modo presenta anche – si passi il termine – una mappa concettuale principale, più altre sintesi analoghe, importanti perché anche i bambini che hanno difficoltà possano non perdersi in un cammino senza punti di riferimento, ma anzi sappiano sempre tornare al cuore di ciò che si trasmette loro.

I tre libri, scritti da padre Maurizio Botta e don Andrea Lonardo, editi dalla casa editrice ITACA, si rivolgono ai genitori e ai bambini dell’Iniziazione cristiana.

Nel primo La storia della salvezza. Il cuore della fede si presenta la fede cristiana fin dall’inizio, in maniera da riferire poi a quel cuore ogni altro tema.

Nel secondo e nel terzo, invece, Dal segno della croce alla Confessione e Da Gesù all’Eucarestia, si riflette con bambini e genitori sull’itinerario del primo e del secondo anno dell’itinerario.

Autore: don Andrea Lonardo – Direttore dell’Ufficio catechistico di Roma