Siamo già ad un mese e mezzo di scuola e non è passata la nostalgia delle vacanze.

Se non fosse per il clima mutato un po’ dovunque e per il cielo grigio, guardando fuori dalle finestre delle aule è possibile sognare ancora ed immaginare altro come dinanzi alla siepe del colle de “L’Infinito” di Leopardi, naufragando dolcemente in quel mare.

Però siamo in aula a lottare contro la forza di gravità che ci tiene incollati alla sedia, a cercare forze sovrannaturali che spingano l’orologio in avanti, ad accelerare i suoni della campanella. Così sembra una catastrofe e non serve a nulla, dunque è necessario trovare delle risorse per rendere questo tempo difficile in qualcosa di positivo.

Uno dei modi più efficaci per affrontare e superare una difficoltà è quella di “abbracciarla”, come avviene sul ring della boxe quando un pugile abbraccia l’altro non per affetto bensì per necessità.

Non sarà un gesto di affetto neanche per noi, almeno all’inizio, ma certamente un buon modo per vivere meglio la scuola. Se mi avvicino ad una materia che non amo, se la studio un po’ di più, se la conosco nei diversi aspetti, è facile che possa trovarne almeno uno utile e persino piacevole.

Un altro modo efficace è quello di fare coppia o squadra, alla maniera di Batman e Robin o dei Fantastici 4, perché insieme – mal comune mezzo gaudio – si divide il peso, ci si aiuta a comprendere, ci si stimola allo studio e non manca neanche qualche buona risata.

Da curare pure l’ordine e questo lo dicevano spesso gli antichi: Serva ordinem et ordo servabit te! Il materiale scolastico non è un optional, ma un insieme di strumenti di lavoro; averlo o non averlo, una parte o tutto, buono o rotto, non è mai la stessa cosa. Vale per i quaderni e per i libri che, trattati bene, sapranno ricompensarci! Vale soprattutto per gli appunti da prendere bene in aula, magari scrivendo la data della lezione, non saltando da una pagina all’altra, usando penne di colore diverso o evidenziatori (ma non abusare!), rileggendoli e riordinandoli a casa senza far passare troppo tempo.

A proposito del tempo: fissare l’orologio o chiedere l’ora di continuo al compagno, non lo fa passare più velocemente, invece può servire nello studio personale del pomeriggio o della sera darsi dei tempi definiti di pausa e studio regolati con una sveglia.

Evitare pure di rimandare lo studio di una materia o degli argomenti, poiché le pagine accumulate non si autodistruggono da sole e non vengono raccolte come l’immondizia. Quindi, studiare con un certo ritmo e con costanza serve ad evitare le nottate, l’ingorgo di contenuti, fatiche inutili, risultati pessimi. Inoltre non è pericoloso fare domande ai Proff. per avere chiarimenti o per approfondimento, anzi di solito si è apprezzati per questo se le domande sono rivolte al momento giusto, pensate o non lanciate nel vuoto, sensate e non banali.

Infine, in qualunque contesto ci troviamo, impegnare bene le proprie energie, fare qualcosa di attivo, e certamente anche studiare, serve per far passare più velocemente il tempo e, perché no, vedere davvero fuori dalla finestra quanto sa di vacanza.