Accattivante.
Forse per gli attori. Forse per il tema.

Domenica sera, di quelle gelide. Uno sguardo al trailer. Via!

Una sala piena di adulti ma non solo. Molti giovani: più giovani di me.

È stato fantastico aver sentito la partecipazione attiva di tutti in sala: dalle risate, ai brusii fino agli accenni con la testa!

Gli sdraiati.

La storia di un padre e un figlio: conviventi part-time. Due generazioni a confronto che non c’azzeccano nulla, o forse sì!?

Una relazione all’apparenza complicata ma decisamente semplice: forse basta l’ascolto? O la comprensione?! E se a c’entrare fossero entrambe?

Un padre occupato e distratto dagli affari: come se volesse perdersi e non pensare al resto, a nient’altro!

Un figlio che vede nei suoi amici la sua “nuova” famiglia… perché quella d’origine è un peso, un continuo ostacolo.

Ma entra in gioco un uomo. Età adulta. Un uomo che per il nipote significa costanza e presenza: tenacia e complicità.

Il nonno!

Rapporti che si incrociano continuamente, che fanno da specchio alle situazioni che quotidianamente ognuno di noi vive in ogni luogo: dalla famiglia, alla scuola, al lavoro…

Rapporti di fiducia e di messa alla prova in una famiglia a volte troppo stretta, a volte troppo larga: gli Amici. Quella figura che funziona un po’ da scudo: tra l’Io e il mondo esterno.

Rapporti che ci interrogano continuamente: quali sono oggi i nostri ideali!? Quali le figure presenti e quali quelle di esempio?

È stato un film davvero molto piacevole e coinvolgente che ha catturato continuamente la mia attenzione.
Un film che mi ha permesso di capire e comprendere – in parte – gli atteggiamenti dei “giovani-di-oggi” (come siamo soliti chiamarli).
Spesso diamo colpa all’intera società, ai comportanti che vediamo, alle mancanze che percepiamo… e ci fermiamo lì: senza mai andare oltre.
Ci ascoltiamo davvero?
Lasciamo che l’espressione di ognuno diventi opportunità e possibilità?

Alzati.
Guardalo!
Emozionati…