Mike è un tiratore scelto dei marines che assieme a Tommy, compagno e amico di sempre, viene inviato segretamente nel deserto per uccidere un pericoloso terrorista. Durante la missione qualcosa non funziona e i due soldati, si perdono in una tempesta di sabbia e restano isolati dal comando. Alla ricerca di una via di fuga, con i terroristi alle spalle, finiscono in un campo minato e Mike calpesta accidentalmente una mina mentre il compagno viene dilaniato. Bloccato nel mezzo del deserto, in campo nemico e senza rifornimenti, dovrà cercare di sopravvivere.

Questo potremmo definirlo un insolito film di guerra. Il conflitto non è fisico, sul campo aperto e con nemici veri, ma spirituale/psicologico, in un campo minato come a volte può essere l’animo umano e con un solo nemico: se stessi!

Già, perché il vero nemico del cecchino Mike è Mike stesso. Un ragazzo dal passato tormentato e difficile, ma con un presente apparentemente incerto e pieno di dubbi (e di remore). Un film del genere, certamente, non ha sbancato al botteghino e certamente sarà passato in sordina.

È però interessante e dalla carica emotiva/psicologica molto alta, nonostante il basso budget e la presenza di una sola scena di un soldato sopra una mina. E poi il luogo: un deserto… forse ci torna alla mente un altro personaggio famoso che passo del tempo nel deserto combattendo contro un nemico disposto a tutto pur di farlo cadere tra le sue braccia.
Quasi come un “moderno Cristo”, il nostro Mike è chiamato a vivere le sue tentazioni: acqua, affetti, rabbia, paura, morte…

Una domanda potrebbe sorgerci spontanea:
perché mai dovrei farlo vedere ad un gruppo di ragazzi (o perché no, adulti)?

Senza dubbio, questo film ci mette di fronte a una dura e cruda verità: tutti noi possiamo aver vissuto, nel corso delle nostre vite, uno o più momenti in cui ci sentivamo paralizzati dinanzi alla paura che ci imponeva una scelta o a un ricordo negativo del passato che ci impediva di andare avanti. Quante volte ci si sente in un campo minato senza sapere se andare avanti e rischiare o stare fermi ed aspettare? Cosa fare? Rischio tutto o resto?

Questo potremmo definirlo un film in cui il deserto si trasforma in uno spazio in cui l’inconscio si materializza non consentendo fughe.