Teresa di Gesù è nata e vissuta in una società particolare, quello che viene denominato el siglo de oro della Spagna.

Il secolo d’oro, con tutte le sue magnificenze verso le donne però conservava uno sguardo non solo miope ma, forse, addirittura… cieco… Ben inteso, salve alcune rare e lodevoli eccezioni di uomini che guardavano ad alcune donne che, grazie alla loro intelligenza e curiosità ma anche grazie ad un padre o alla monaca cui erano state affidate per essere educate, erano assurte a livelli culturali notevoli.

Di certo è assodato che la donna contemporanea donna Teresa de Ahumada y Cepeda era e rimaneva analfabeta. Come fece Teresa ad uscire da questo blocco maschilista? In famiglia ricevette un’educazione… moderna… la madre amava leggere quindi non era analfabeta ed allora è ammissibile che insegnasse alla figlia i misteri delle lettere e della scrittura.

Non erano tempi di tablet, di file e di ebooks… i libri erano rari e costosi. Però madre e figlia riuscivano ad averne. Come?

Nell’elenco dei libri della biblioteca di casa Ahumada y Cepeda, che ancora si conserva negli archivi, risultano solo libri di devozioni e molto seri. Questa era la faccia del padre, serio e rigoroso. Teresa e la madre, invece, leggevano, di nascosto, libri di cavalleria che entusiasmavano la ragazzina e …la madre. Libri in voga. Esisteva un circuito di donne che si aiutavano l’un l’altra per poter godere della lettura ed entrare almeno di soppiatto in un ambito culturale precluso alle donne? A mio avviso esisteva e le donne lettrici si sostenevano a vicenda. Teresa commenta questo periodo di vita affermando che considerava perso un giorno in cui non avesse avuto un libro nuovo!

Quando in lei caddero e si smussarono gli aspetti adolescenziali e crebbe invece la fede, Teresa cercò e approfondì libri che la illuminassero nel suo cammino verso Dio, verso la conoscenza del mistero che sperimentava in sé e cui non sapeva dare nome. Anche la preghiera silente che, nella tradizione a lei dovuta, si chiama orazione, Teresa per molti anni si servì di un libro che potesse aiutarla nello stare dinanzi al Signore in ascolto adorante. Venne il momento in cui comprese di dover scrivere la sua esperienza di vita e di orazione, sollecitata anche da chi la seguiva interiormente, scaturì così veemente quella scrittura torrentizia e carica di fuoco che caratterizza le sue opere.

Teresa scrive come parla, direttamente alle sue figlie e sorelle monache, catturata da quanto le premeva trasmettere, perde il filo del discorso, gioca negli intermezzi, lo riprende ma cattura per la densità del pensiero e la vivacità delle sue espressioni.

Certamente il mondo maschile, colto e critico, si dimostrò… maschilista e le dette filo da torcere. Al Escorial vengono conservati i suoi manoscritti in un posto d’onore ed esistono delle edizioni fotostatiche delle opere in cui possiamo notare le correzioni che le vennero imposte… La narrazione della sua Vita rimase in possesso dell’Inquisizione a lungo ma Teresa viveva tranquilla, era certa di aver scritto soltanto la verità pur conservando su di sé uno sguardo… implacabile:             «… vedendomi donna e tanto misera, impossibilitata a ciò che per la gloria di Dio avrei voluto…».

Infatti per tutta la sua esistenza fu costantemente attratta dalla Verità che è il Signore Gesù e solo Lui desiderava far conoscere.

I suoi scritti cominciarono ad essere conosciuti in Spagna e illuminarono menti e coscienze. Un suo grande amico, che seppe riconoscere in Teresa una grandezza che proveniva dal Signore, fece stendere una copia delle opere da molti scrivani simultaneamente prima che l’Inquisizione la facesse ritirare oppure un superiore, poco acuto, gliela facesse bruciare…

Ci vollero secoli ma infine fu proclamata, prima donna con Caterina da Siena, Dottore della Chiesa nel 1970.

Aveva scritto: BASTA ESSERE DONNA PER FARMI CADERE LE ALI!!

Suor Cristiana Maria Dobner
carmelitana di Concenedo di Barzio (LC)