Per una serie di motivi al momento mi trovo in Spagna, per un tirocinio in una città dispersa nel nulla.

Questa mattina (15 ottobre) sono andata a Messa nella chiesetta parrocchiale vicino a casa mia ed era la prima volta che andavo alla Messa di mezzogiorno (di solito vado a quella delle 10, che è un po’ come se fosse l’alba in Italia quindi pochissima gente e canti semplici).

Oggi invece.. wow!

A celebrare c’era il Vescovo e il coro era vestito in abiti tradizionali. I canti poi erano molto interessanti, accompagnati dai suoni tipici delle chitarre di qui.
Premettiamo che io non spiccico una parola di spagnolo, per quanto sia simile all’italiano molte cose me le perdo perché parlano molto veloce. Un po’ ho rimpianto la Messa delle 10 dove c’eravamo solo io e quattro vecchiette!

Ma a metà dell’omelia, che mi stavo sforzando di capire con scarsi risultati, ho colto un “Come diceva santa Teresa d’Avila Nada te falta, solo Dios basta (Nulla ti manca, solo Dio basta!) che quasi mi ha fatto commuovere. Non solo perché l’avevo capito (hey!) ma perché mi ha fatto ragionare sulla tenerezza che il Signore prova per noi.
Per noi, povera umanità scombinata che 10 ne sbaglia e 1 la azzecca a metà. Per noi che comunque, in ogni parte del mondo, con musiche diverse, abiti e lingue diversi, bambini di 0 anni e vecchi di 102, la domenica ci ritroviamo davanti allo stesso altare e diciamo le stesse cose allo stesso Signore.

E quindi ho pensato che se davvero andiamo bene così allora siamo a posto. Solo Dio basta. Anche se cogliamo una parola su trecento, anche se i canti non li sappiamo o se ci stiamo chiedendo “Che diamine ci faccio io qui” “Dove sta andando la mia vita?”… ecco che arriva la frase giusta al momento giusto, insieme alla consapevolezza che quella sia una carezza del Signore, un regalo pensato proprio per noi. E ci riscopriamo immediatamente a casa.

In più, siamo a casa di un Padre che non solo ci ama ma che è anche dotato di umorismo! Voglio dire, senza una buona dose di umorismo a chi mai verrebbe in mente di farsi umano, umano come me con tutte le fragilità e limiti, uomo come il chitarrista del coro che non azzecca un accordo ma ci mette tutto se stesso, uomo come il vecchietto di due file più avanti che quasi non si regge in piedi ma per la Consacrazione e il canto alla Madonna si inginocchia imperterrito.

Quindi come direbbe Santa Teresa d’Avila, solo Dio basta! Basta per la sua tenerezza, basta per il suo umorismo.

E basta per il suo trovarci sempre, ovunque noi siamo.

Viva Cristo Rey!