Può il carcere essere luogo dove ritrovare sé stessi?

E’ possibile riprendersi la vita dopo aver commesso un delitto?
A tali domande risponde Pietro con la sua storia vera narrata in questo libro.

Ero male.
Sono Pietro, il ragazzo di questa storia e ho deciso di cominciare con questo “ero male” perché così mi ricordo, così ero. Nella mia prima vita tutto era falso. Le amicizie nascevano e si conservavano solo per convenienza. Vivere sempre così, senza regole, senza limiti e senza volermi bene, mi ha portato prima all’autodistruzione e poi a distruggere tutto quello che avevo intorno. Non esistevano più gli amici, la famiglia, le regole, i limiti, Dio: avevo buttato via tutto, era tutto finito. Ho iniziato da ragazzino a infrangere le regole più piccole, infischiandomene di quello che veniva detto e insegnato. Ho capito che prendendo la vita di lato tutto mi veniva meglio perché era più facile. Ero poco più che ventenne quando sono arrivati la caduta, il carcere e l’inizio della mia seconda vita.
A distanza di undici anni dall’arresto, con una detenzione che oggi fortunatamente prosegue con l’affidamento ai servizi sociali, posso dire che per me stata la salvezza: io col carcere mi sono ritrovato, ho ritrovato la fede e con essa la vita vera,; ho ritrovato l’amore infinito per una donna stupenda, il bene assoluto per la famiglia e ho scoperto degli amici. Auguro a tutti di non prendere mai scorciatoie di fronte alla vita perché io so bene che non portano a niente e che vale invece la pena di affrontare tutto con coraggio.

Autrice: Giuditta Boscagli – ed. Itaca