LA FEDE

Credi in una vita dopo la morte?
«Assolutamente sì. C’è».
Come immagini il tuo ultimo pasto prima della morte e con chi lo condivideresti?
«Spaghetti. Con Gesù Cristo».

In questa persona buona, emerge il discernimento subentrato con l’avanzare degli anni, anche se lui preferiva parlare di “devozione” più che di saggezza. Leggete con me le sue parole: “Nella mia vecchiaia avanzata ho bisogno della religione, ho bisogno della fede. Credo in Dio, è ciò che mi salva – spiegava –. Invece mi sono reso conto che è il nulla ciò a cui prima attribuivo un grande valore: lo sport, dove volevo affermarmi, la popolarità”.

Anticonformista e schietto, lontano dalle ideologie alla moda a costo di venir bistrattato dai media di massa negli ultimi anni, non esitava inoltre ad affermare: “Chi si inorgoglisce per queste cose, chi insegue solo il successo, la fama, è un idiota”. Meglio allora riconoscersi figli, rivolgendo costantemente le proprie preghiere a Dio.
In un’intervista al giornale tedesco Welt am Sonntag, l’attore italiano confidò di pregare molto.

Volgendo lo sguardo al passato, il vecchio Bud riusciva anche a fare un’analisi di sé stesso, riconoscendo di aver compiuto “errori grossolani” con “le donne e gli amici”. La fede gli ha però insegnato che “sono altre le cose che contano”.

La semplicità e al contempo la grazia straordinaria di cominciare ogni giorno, ad esempio. “Sono sempre più appassionato della vita ogni giorno che passa, ma la morte non mi spaventa”, rifletteva Bud Spencer. “Perché – aggiungeva – credo che in realtà non si muore, e che la nostra anima sia viva anche dopo aver lasciato la terra”. Anzi, sono certo che la vita continua”.

Era felice di avere la consapevolezza che esiste un Dio Padre, che è anche giudice. Scriveva, pensando alla sua dipartita: “Intanto affronterò la morte, in ogni caso, con dignità e con la stessa dignità affronterò il giudizio di Dio”.

Adesso, più che tante parole, vorrei condividere con voi alcune delle immagini più belle del repertorio filmico del grande Bud!

 

Fonte: Alessandro Cristofari

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