In occasione della giornata di formazione Parole a Scuola che si è tenuta in Università Cattolica il 9 Febbraio, l’equipe di ricerca del CREMIT (Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media all’Informazione e alla Tecnologia dell’Università Cattolica di Milano – ndr) ha anticipato l’avvio di un progetto di ricerca volto a raccogliere dati sul tema della dieta mediale di bambini, ragazzi e adolescenti in Italia.

Suggerendo un’analogia con le abitudini alimentari, per dieta mediale si intende l’insieme delle pratiche di consumo legate ai media, e in particolar modo a quelli digitali che caratterizzano così profondamente la vita delle nuove generazioni e interrogano l’intera società su quali debbano essere le modalità più corrette per metabolizzarli gradualmente.

Attorno a questi consumi, sotto forma sia di strumenti (smartphone, tablet, …) sia di servizi (social network, chat,..) si articolano dibattiti a più livelli: dal mondo accademico, agli organi di informazione fino alle più disparate occasioni pubbliche e private. Soprattutto quando si parla di educazione, queste discussioni vedono ormai una crescente polarizzazione delle opinioni, sempre più arroccate sulle posizioni estreme di entusiasmo o rigetto rispetto al posto che tali tecnologie dovrebbero occupare e alle regole che dovrebbero regolarli.

Tuttavia anche chi è disponibile ad un confronto aperto e positivo su questo tema non sempre tiene conto di dati strutturati sulle pratiche effettive dei giovani, anche perché spesso dati parziali sono presentati in modo ancora più parziale a seconda della tesi che chi li propone vuole sostenere.

Anche i numerosi interventi di formazione, sensibilizzazione e prevenzione (rispetto a comportamenti dannosi come cyberbullismo, sexting, harassment, vamping, ossia stare svegli la notte per chattare, …) che vengono organizzati da istituzioni ed enti no-profit hanno bisogno di una solida base di conoscenza da cui partire per mettere davvero a fuoco i problemi più urgenti ed indirizzare con maggiore precisione le loro azioni.

Per provare a offrire una risposta a questo bisogno di conoscenza, Cremit ha quindi avviato l’indagine DISCUSS (DIgital Screens ConsUmption Survey System), che mira a raccogliere dati su tutto il territorio nazionale attraverso una survey costruita secondo rigorosi criteri scientifici. Si tratta di un questionario, compilabile online, suddiviso per quattro fasce d’età (0-8, 8-11, 11-14, 14-19) che si propone di indagare le abitudini di utilizzo degli schermi digitali e, nello specifico, le dimensioni di: tempo dedicato, preferenze di utilizzo, postura, motivazione, frequentazione di ambienti social e presenza di regole in famiglia.

L’indagine è aperta a tutte le scuole, enti, associazioni e parrocchie che desiderino prendere parte a questo studio nazionale, avendo così anche la possibilità di conoscere i dati di consumo dei propri ragazzi. Per partecipare alla ricerca è necessario inviare una mail a Cremit, all’indirizzo cremit@unicatt.it .

I ricercatori che coordinano il progetto vi raggiungeranno con tutte le informazioni necessarie!

Di: Sara Lo Jacono

Fonte: cremit.it

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