Gli ingredienti della felicità

Gli ingredienti della felicità

La felicità è l’esito dell’incontro di due componenti: le emozioni positive e la soddisfazione per la propria vita.

Questi due elementi, il primo più emotivo, il secondo legato ad aspetti maggiormente mentali, vivono in estrema sintonia: tanto più siamo soddisfatti della nostra vita, tanto più proveremo emozioni positive, che guideranno le nostre decisioni e influenzeranno la visione della nostra vita.

Provare emozioni positive significa stare bene, sentirsi gratificati e contenti. La felicità, in questa accezione, è intesa come una sensazione che accompagna alcuni momenti della nostra giornata, ma che, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a trattenere a lungo. Le emozioni sono legate ai pensieri: così come arrivano all’improvviso cedono il posto ad altre, diverse, magari opposte, in una continua alternanza che riempie i nostri momenti.

Essere soddisfatti della propria vita significa viverla in modo pieno e significativo. Agiamo e facciamo scelte seguendo ideali e valori personali. Abbiamo chiaro cosa sia importante per noi e agiamo di conseguenza. La felicità, da questo punto di vista, non è legata al fugace momento che stiamo vivendo, ma acquista un significato più profondo e duraturo, dando forma alla nostra idea di benessere.

Le due facce della felicità: una più mutevole l’altra più stabile ma di complessa definizione (a volte!).

Ti sei mai chiesto quale felicità stai inseguendo?

Le emozioni positive e negative si alternano nella nostra quotidianità: esistono imprevisti che modificano l’andamento della giornata e che, a volte, ci fanno mettere in discussione le priorità o riconsiderare rilevanza e organizzazione delle cose da fare. Ci sono dei momenti, quindi, in cui possiamo sentirci infelici ma comunque soddisfatti della nostra vita.

Stare bene con se stessi significa avere le armi per affrontare le situazioni che ci portano a provare emozioni negative e spiacevoli: dolore, tristezza, paura, rabbia (…). Una persona consapevole delle proprie risorse ed in grado di gestire ansia e stress vive con trasporto e compassione le emozioni che alterna durante il giorno, ma è in grado di non modificare drasticamente la percezione della qualità e la soddisfazione della propria vita. È importante non generalizzare le sensazioni negative, ma riconoscere quando e perché hanno avuto luogo, senza etichettarci, ma traendo insegnamento dalle esperienze fatte, ed essendo in grado di viverle per quello che sono: degli attimi. In questo modo la nostra felicità non seguirà esclusivamente l’onda del momento.

Come coltivare la soddisfazione per la nostra vita e non solo una felicità passeggera?

Dai uno sguardo a questi piccoli consigli. Ne usi qualcuno?

non giudicarti

La parte della felicità che si riferisce alla soddisfazione della propria vita dipende dalle azioni, dal significato che diamo alle scelte che facciamo: dai valori che perseguiamo e che, come una bussola, ci guidano nel nostro cammino verso il benessere. (Per saperne di più leggi qui)

Lo sforzo personale (e sì, si può far fatica!) sarà quello di leggere gli avvenimenti negativi e le piccole sconfitte personali  per quello che sono: delle lezioni di vita da cui trarre massimo vantaggio, e non degli errori da cui fuggire, evitando così di potenziare il loro effetto distruttivo sul nostro umore e sulla nostra autostima. Impariamo per prima cosa a non giudicarci.

Vivere felici non significa evitare di provare emozioni negative, sarebbe impossibile, ma imparare ad affrontarle meglio.

di Alessandra Grassi 

Comunicare è una questione di atteggiamento

Comunicare è una questione di atteggiamento

Ti è mai capitato di fare una battuta ironica e di non essere compreso dal tuo interlocutore? Anzi… Magari non solo non ti capisce, ma si offende!

Hai mai risposto ad un messaggio di un amico, o commentato un post sui social con ogni buona intenzione, ed il risultato è stato quello di essere completamente frainteso?

Accentui il tono del messaggio, esageri le espressioni facciali, esasperi i tuoi gesti… ma niente. Dall’altra parte non viene compreso il senso finale della tua frase. Che sforzo poi riprendere le redini della conversazione.

Uno degli errori che spesso facciamo quando ci interfacciamo con l’altro è dare per scontato che condivida il nostro stesso stile di comunicazione.

Se per ognuno di noi esistono diversi obiettivi, diverse strade che conducono alle mete, diverse aspettative e desideri è altrettanto vero che esprimiamo i nostri bisogni in modo unico, ognuno diverso in parole, modi e tempi. Perchè è questo che facciamo quando comunichiamo: esprimiamo quello che ci serve.

Ecco che allora nasce l’esigenza, sia in ambito personale che professionale, di prestare attenzione a diversi aspetti comunicativi: il contenuto del messaggio, gli elementi di comunicazione non verbale (i gesti, l’autocontatto, la postura, la vicinanza all’altro) e paraverbali (il tono, le pause, il timbro, il ritmo).

Perché the content is the king… ma non è sufficiente per comunicare in modo chiaro, è la base, il punto di partenza.

Attraverso la comunicazione esplicitiamo il nostro pensiero, le nostre idee, progetti e sentimenti. La comunicazione è interpretazione: comprendiamo, a nostro modo, cosa l’altro cerca di dirci mentre entra in relazione con noi. Hai mai sentito il detto “la mappa non è il territorio“? Si parla qui di doppia prospettiva. Tu e il tuo interlocutore avete due mappe del mondo differenti: non tutti vedono le stesse cose; non tutti provano le stesse cose; tutti abbiamo aspettative e desideri differenti. E’ importante imparare a essere consapevoli di quello che i nostri comportamenti (e frasi!) suscitano nell’altro. Perché? Per capire se il nostro messaggio è arrivato al destinatario, se siamo stati chiari,  se sia stato compreso il senso del contenuto della conversazione così come lo volevamo intendere noi. Ed è fondamentale creare le migliori condizioni affinché il nostro interlocutore sia disponibile a interpretare e comprendere  il nostro messaggio: utilizziamo un linguaggio comune, espressioni note, esempi concreti per evitare fraintendimenti o poca chiarezza.

Cosa vuol dire, quindi, comunicare in modo efficace?

La comunicazione efficace è una questione di atteggiamento. Il valore contenuto nel messaggio deve esprimersi al meglio. Il vantaggio è duplice: sforzandoci di dare una forma adeguata al contenuto il messaggio risulta più chiaro anche a noi, evitando ambiguità nell’altro.

Come attribuire valore alla conversazione?

  • Dimostra interesse ed attenzione verso il tuo interlocutore e quello che ti sta dicendo. Dona un feedback chiaro e dimostra partecipazione alla conversazione
  • Ascolta l’altro con curiosità. Parafrasa il senso del messaggio per essere sicuro di averlo compreso nel modo corretto.
  • Sii autentico e crea empatia. In ogni relazione comunicativa cerca di presentare, e donare, una parte di te all’altro. La fiducia inizia con l’instaurarsi di una buona comunicazione.

Ecco qui sotto una piccola guida per aiutarti a comunicare in modo più efficace 😉

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di Alessandra Grassi – Psicologia ad Alto Potenziale

Fonte: alessandragrassi.com

Vai dove ti porta il cuore?

Vai dove ti porta il cuore?

Il valore della direzione

Che direzione sta prendendo la tua vita? Dove stai andando?

Entro a gamba tesa!

Quante volte te lo sei chiesto nell’ultimo mese? Nell’ultima settimana? E oggi? Quante volte ti sei fermato e ci hai riflettuto? Parlo di pensieri seri, quelli dai quali a volte scappi perché confondono e pesano!

Sei soddisfatto della tua vita? Il tuo viaggio sta procedendo come te lo immaginavi? Stai andando dove desideri?

È importante avere chiare le mete verso le quali ci stiamo muovendo, è centrale interrogarsi se stiamo percorrendo la via che ci porterà alla nostra felicità: cosa cerchiamo e cosa ci manca per ottenerla. Avere un obiettivo, uno scopo, significa avere chiara la direzione che le nostre azioni avranno ed il senso delle nostre scelte. Gli obiettivi sono le nostre aspirate mete, i punti di arrivo che ci prefiggiamo di raggiungere. Possono cambiare nel tempo a seconda dei nostri bisogni e necessità, a seguito di una valutazione delle nostre competenze o dopo alcuni cambiamenti della nostra vita.

Ti  sei mai trovato in una situazione in cui hai dovuto cambiare i tuoi obiettivi? In cui ti sei sentito costretto a modificare i tuoi desideri? Succede qualcosa che modifica la tua omeostasi, un imprevisto mette a repentaglio il tuo equilibrio e devi riconsiderare alcune parti della tua vita.

Come puoi ripartire? Come fai ordine tra i pensieri? Da dove ri-cominciare?

Riparti dai valori! Devi tornare alle origini, ripensare a quali sono i valori che hai scelto come bussola nella tua vita.

Cosa sono i valori?

Sono i comportamenti che adottiamo per raggiungere i nostri traguardi. Il valore indica il come, il modo in cui agiamo per arrivare ai nostri obiettivi. I valori sono parte di noi, sono le qualità che accompagnano le nostre azioni.

Ti faccio un esempio: se decido di vivere una vita perseguendo i valori di lealtà e giustizia non commetterò mai un furto. O ancora se altruismo e generosità guidano il mio comportamento potrò decidere di dedicare del tempo al volontariato mettendo a disposizione di altri il valore in cui credo e agendo di conseguenza per vivere in coerenza e pienezza.

Indicano cosa per noi è importante e guidano le nostre scelte. Sono i perni saldi sui quali si basa la nostra esistenza: sono una caratteristica stabile della nostra vita per questo motivo è fondamentale averli ben chiari e utilizzarli come molla per agire un cambiamento di obiettivo o di prospettiva. Sono il tuo punto di partenza per ri-partire. Quali seguire è una scelta personale: alcuni nostri amici e conoscenti ne condividono alcuni con noi.

Quali valori accompagnano le tue azioni?

Ecco un aiuto per iniziare l’elenco dei tuoi valori: amore, autenticità, compassione, coraggio, creatività, cura di me, gentilezza, libertà, lealtà, onestà, pazienza, perdono, responsabilità, rispetto, umiltà, umorismo…

Ne vuoi aggiungere qualcuno?

Perchè sono così importanti?

I valori ci motivano ad agire in un determinato modo, danno significato alla nostra vita. Offrono spunti di riflessione e ci permettono di provare soddisfazione e serenità in quello che facciamo ed un profondo senso di pace interiore.

Gli obiettivi si possono raggiungere… o mancare. I valori che si scelgono di seguire permangono nel tempo e aiutano a confrontarci con entrambi questi scenari e a re-agire di conseguenza. Per vivere coerenti con sé stessi.

Hai riflettuto su quali siano i tuoi valori? Qual è il motore che spinge la tua vita? Quali gli ingredienti che la compongono?

Bene! E adesso cosa puoi fare?

La mossa successiva è identificare un obiettivo che sia in linea con le qualità che decido di seguire: devi passare all’azione! Spesso mi trovo a ripetere -e a ripetermi- “se ti muovi il mondo si muove con te”, quindi muoviti! Crea un piano di azione che, a partire dalle tue profonde convinzioni, ti aiuti a raggiungere il cambiamento desiderato e magari l’obiettivo tanto aspirato.

Come si crea un efficace piano di azione?

Arrivare ad un cambiamento non è sempre semplice, può coinvolgere molti aspetti della nostra vita e ci invita a riflettere sulle nostre priorità e risorse, a fare un attento esame della realtà che viviamo e scegliere dove arrivare… il come adesso lo sai già!

Ecco un piccolo aiuto per supportarti nella stesura del tuo prossimo obiettivo!

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Adesso non resta altro che fare un po’ di ordine in quelle che sono le tue proprità e opportunità e scegliere da cosa iniziare.

A che punto sei con i tuoi ragionamenti? Cosa ne pensi? Posso aiutarti?

di Alessandra Grassi – Psicologia ad Alto Potenziale

Fonte: alessandragrassi.com

Qual è il tuo talento?

Qual è il tuo talento?

Autoefficacia e fiducia in sé

Hai mai pensato a quali siano i tuoi talenti? A cosa sei portato?

Il talento è una capacità innata, un’inclinazione naturale. Tutti noi siamo portatori di unicità: esiste almeno un aspetto speciale in ognuno di noi, ma non tutti abbiamo gli stessi interessi e le stesse inclinazioni. Il talento, per essere realmente tale, va riconosciuto, curato e vissuto.

Perché è importante essere consapevoli dei nostri talenti?

Entrare in contatto con le nostre capacità e averne piena consapevolezza ci permette di coltivare e sfruttare questi doni, potenziando quelli che, dal nostro punto di vista, possono essere rilevanti per il raggiungimento dei nostri scopi.

I nostri talenti, infatti, possono influire sulla scelta dei nostri obiettivi: la consapevolezza di avere una naturale inclinazione verso uno sport, ad esempio, ci porterà a scegliere un’attività fisica piuttosto che un’altra. O ancora avere coscienza di essere più portati per attività pratiche e manuali ci porterà a scegliere un’attività lavorativa più incline alle nostre competenze ed interessi .

Talenti… ad esempio?

Buona comunicazione, empatia, curiosità, intuito, collaborazione, lavoro di gruppo, manualità, precisione, schiettezza, umiltà…

È necessario investire sul proprio talento tempo ed energie,  prendersene cura e avere consapevolezza della sua utilità per raggiungere il traguardo auspicato e il cambiamento desiderato. Per prima cosa dobbiamo chiarirci quali siano i nostri doni, in cosa ci sentiamo unici e speciali. Quindi valutare se vale la pena impegnarsi a coltivare un talento piuttosto che un altro in linea con quelli che sono i nostri desideri e sogni personali.

Prenditi del tempo per riflettere su di te.

I miei talenti: Quali sono i miei punti di forza? In quali attività sono più bravo? Dove riesco a dare il meglio di me?

Il talento si sposa con il piacere: fare le cose con piacere ripaga l’impegno speso e ci motiva a essere perseveranti. Un’attività compiuta nel rispetto del proprio talento porta gioia, alla realizzazione e soddisfazione personale, creando ricordi piacevoli dell’attività vissuta.

Quando ti piaci? Quando dai il meglio di te?

I nostri talenti ci aiutano a definire il nostro valore come persona, aumentando la nostra autostima, per questo vanno valorizzati ed espressi al massimo. Immaginiamo di organizzare i nostri talenti in una speciale cassetta degli attrezzi che, a necessità, possiamo scegliere e estrarre quello migliore che ci permetta di raggiungere il nostro scopo: sono le nostre risorse alle quali attingere in momenti speciali della nostra vita e sulle quali fondare le nostre aspettative. Grazie a queste competenze uniche possiamo chiarirci cosa ci ha aiutato a raggiungere i nostri traguardi e in che modo potrebbe aiutarci per definire nuovi obiettivi. Diventiamo consapevoli di cosa possiamo offrire agli altri e al contempo riconoscere ed apprezzare i doni altrui.

Ti fidi di te?

Per mettere a frutto il proprio talento conta il “fare”: è necessario mettersi in gioco! Contano le azioni –e la fatica- che facciamo per raggiungere, con volontà, impegno e motivazione il nostro obiettivo. La psicologia parla di autoefficacia percepita in riferimento alla fiducia che ognuno di noi ha sulle proprie capacità. Mettiamo in atto delle azioni specifiche con la finalità di raggiungere gli effetti desiderati. La percezione della nostra autoefficacia ci permette di scegliere in autonomia degli obiettivi realistici, ma anche ambiziosi, che desideriamo perseguire. L’autoefficacia viene rafforzata dal successo ottenuto e dal talento mostrato perseguendo l’obiettivo desiderato.

E se fallisci?

I talenti vanno messi in pratica. È importante avere una predisposizione iniziale, una dote, ma come anticipato, il talento va allenato. A volte però la nostra motivazione e le nostre risorse non sono sufficienti per raggiungere un determinato obiettivo o il cambiamento auspicato. In questo caso è importante percepirsi in grado di  mantenere un impegno e non cedere allo sconforto. Comprendere che il fallimento sia circoscritto a quella situazione e non a tutte le dimensioni della nostra vita è cruciale, per non abbattersi. Rispondere agli imprevisti o ai fallimenti che possiamo vivere, riuscire a reagire in modo appropriato alle possibili frustrazioni ci aiuta a sviluppare una sorta di vaccinazione allo stress, evitando di cadere nella sua morsa. Le difficoltà che incontriamo sul nostro percorso, o le piccole cadute nelle quali possiamo incorrere, ci aiutano a comprendere il valore che ha l’impegno continuo e la motivazione. Nei momenti complessi e particolarmente sfidanti la perseveranza e la convinzione di farcela affinano la nostra capacità di resilienza,  permettendoci di riemergere più forti di prima e con un bagaglio di risorse aggiuntive dal quale attingere al bisogno. La fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità dipende da come elaboriamo e percepiamo le situazioni, più che dalla nostra prestazione in sé. Raggiungere un traguardo, anche piccolo, permette a ciascuno di noi di sentirsi efficaci e performanti, ed avere la convinzione di avere le doti ed i requisiti per andare ben oltre il risultato ottenuto, aumentando la fiducia nelle nostre competenze.

A cosa prestare attenzione? Come nasce l’autoefficacia?

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Sei pronto a creare il tuo elenco di talenti? Sei consapevole dei tuoi desideri e di quale siano le strade da percorrere per raggiungerli? 

di Alessandra Grassi

Psicologa e Formatore specializzata nella Gestione dello Stress

Noi pensiamo. Sempre

Noi pensiamo. Sempre

Lo sai fermare il pensiero? Cosa ci succede quando scegliamo

Noi pensiamo. Sempre. Ininterrottamente. La mente è come il cuore: va da sola.

Pensiamo ad eventi passati: a come ci abbiano fatto sentire, magari rimpiangendoli o fantasticando su come sarebbero andate le cose se…
Pensiamo agli eventi futuri, spesso con ansia e preoccupazione per quello che sarà, o meglio per quello che potrebbe essere o vorremmo che fosse.

I nostri pensieri influenzano il nostro modo di interpretare gli eventi e le relazioni, i nostri comportamenti e le decisioni. I nostri stati d’animo. Continuamente, tutto il giorno.

Non sempre possiamo scegliere a cosa pensare. A volte i pensieri arrivano, all’improvviso, senza mai essere stati realmente invitati. Imparare ad ascoltare i nostri pensieri, ed accogliere anche il più fievole e timido, è fondamentale per evitare di sentire le nostre emozioni come se fossero su un treno in corsa: come se avessimo l’umore fuori controllo. Eppure in certi momenti della nostra vita è molto difficile seguirne il flusso.

Cosa ci accade quando dobbiamo fare delle scelte difficili?
Hai mai vissuto un periodo nel quale, dovendo scegliere tra alcune opportunità, ti sei trovato a non sapere bene quale cogliere? Un momento in cui, non avendo chiare le conseguenze di una tua scelta, procrastini la decisione? Mettiamo, per esempio, che ti venga offerto un posto di lavoro a cui aspiravi da tempo, in una società che hai sempre guardato con molto interesse. Sarai maggiormente retribuito rispetto al tuo impiego attuale e lavorerai in un palazzo poco distante dalla tua attuale postazione.
Dopo alcune riflessioni e considerazioni, potresti arrivare a concludere che l’offerta ricevuta sia molto interessante e cambiare lavoro: i vantaggi della proposta sono evidenti.

Quando una direzione è nettamente preferibile all’altra siamo più facilitati a scegliere.
Poniamo invece il caso che il datore di lavoro ti dica che la sede dove lavorerai è a circa 60 chilometri da casa, più del doppio della distanza che fai attualmente.
Questo secondo scenario potrebbe rendere la presa di decisione più complessa. Se cambi lavoro andrai a fare quello che desideri e con uno stipendio nettamente superiore all’attuale. Ma il luogo di lavoro è decisamente più lontano da casa. Dovrai cambiare molte tue abitudini. L’organizzazione della tua giornata subirà notevoli modifiche e cambieranno inevitabilmente molte cose. D’altro canto se resti dove sei non dovrai effettuare nessuno sconvolgimento nella tua vita, ma non è detto che sarai soddisfatto e che non penserai in continuazione “se avesssi cambiato forse le cose ora sarebbero diverse”.

È difficile scegliere tra opzioni che hanno sia lati positivi che negativi.
Cosa proviamo in questi momenti?
Quando dobbiamo prendere delle decisioni importanti proviamo ansia.
Scatta in noi un dialogo interno: un conflitto nella nostra mente. I nostri pensieri tendono a mostrarci scenari ideali, positivi e negativi, sulle (possibili) conseguenze delle scelte. La nostra mente ci porta a vedere quello che potrebbe accadere qualora decidessimo di scegliere una strada rispetto all’altra. Un film mentale, carico di aspettative e dubbi: in realtà non sappiamo come andranno realmente le cose, ma la mente cerca di dare dei significati a quelli che sono i nostri pensieri, traducendoli in ipotesi ad alto contenuto emotivo. Ci sentiamo confusi. Se non siamo in grado di tenere sotto controllo il livello di ansia che sentiamo può capitare di sentirsi bloccati: non riusciamo a decidere cosa fare e come farlo.
Ripetiamo i nostri monologhi per decine e decine di volte… senza trovare una quadra!
Mai successo?

dialogo_interno

Quindi cosa facciamo?
Evitiamo di pensarci: desiderosi di sfuggire al nostro conflitto interno allontaniamo il momento della scelta, tenendo le distanze da quei pensieri così rumorosi, quasi fastidiosi, ed i dubbi che viviamo. Sembra che non sia mai il “momento buono” per dar loro il peso che meritano. Appunto, siamo confusi e un po’ spaventati.
Siamo frustrati, arrabbiati e ci autoaccusiamo perché non riusciamo a sbloccarci, non vediamo soluzioni. La sensazione di esasperazione che proviamo è forte e ci sentiamo in trappola. Purtroppo evitare di pensare ad una situazione senza risolverla non ha, nella maggior parte dei casi, l’effetto desiderato. Il pensiero torna.
“Non pensare a un orso bianco!”

Wegner (1994) ha studiato questo paradosso. In un suo esperimento ha chiesto ai partecipanti di non pensare ad un orso bianco per 5 minuti, durante i quali avrebbero dovuto scrivere su un foglio i pensieri che passavano loro per la testa. Nel caso in cui il pensiero andasse verso l’orso bianco avrebbero dovuto suonare un campanello… ebbene il campanello ha suonato in continuazione.

Più ci sforziamo di non pensare a qualcosa, più la nostra mente ci porterà a farlo.
Qual è la via d’uscita in questo loop mentale? Come possiamo calmare il nostro conflitto interno?

Iniziamo con 3 consigli!

impara-a-scegliere

Faticoso. Molto. Da più punti di vista. Occorre donarsi tempo, per pensare a se stessi, per guardare con occhio critico ai nostri desideri ed aspettative, per valutare le nostre risorse e finalmente dare il giusto valore alle opportunità che incontriamo. Ricorda: l’autostima si coltiva! Anche il coraggio.
Tu le “senti le voci”? Hai mai provato, con fatica, ad allontanare una decisione? Proviamo ad affrontarla insieme?

di Alessandra Grassi  – Psicologa e Formatore specializzata nella Gestione dello Stress

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