La pace

La pace

Il mite è attivo, prima e dopo la prova, e anche se la sua condotta non è aggressiva, egli non accetta il male quotidiano, ma alla forza racchiusa nel male oppone un’energia di natura diversa ma egualmente intensa.

Convertire e accogliere al di là delle parole e delle contrapposizioni. Spesso il linguaggio mette gli uni contro gli altri.

Se faccio la guerra per ottenere la pace, fondo la guerra.

La pace non è uno stato che si possa raggiungere attraverso la guerra.

Se credo nella pace conquistata con le armi, quando disarmo muoio.

Perché la pace la posso stabilire soltanto se fondo la pace.

Cioè se ogni uomo trova nel mio impero l’espressione delle sue aspirazioni particolari. Perché tutti cercano la stessa cosa, ma il linguaggio li mette gli uni contro gli altri.

Il desiderio è lo stesso, ma le vie sono diverse. Uno cerca la libertà e uno preferisce la costrizione, ma ambedue vogliono la grandezza. Uno crede nella carità e l’altro fa soffrire gli uomini per far loro costruire una torre, ma ambedue lavorano per l’amore.

Ecco, gli uomini prendono le armi a causa di qualche parola inefficace, in nome dello stesso amore.

La pace non la posso imporre. Fondo il mio nemico e il suo rancore se mi limito a sottometterlo.

Antoine de Saint Exupéry

 

Gli educatori: costruttori dell’uomo

Gli educatori: costruttori dell’uomo

Mirabili parole sul senso dell’educazione, come attività eminentemente spirituale! Solo uno spirito interiormente vasto e buono, può educare un altro spirito.

Gli educatori devono educare l’uomo ad essere uomo. Non un uomo contento delle sue cose materiali, ma un uomo ricco di senso, di spirito, di amore, di fedeltà e soprattutto di vastità interiore, nella meditazione e nella preghiera, nella collaborazione con gli altri, al di là delle parole che dividono.

E l’imperatore, dopo averli fatti accomodare, parlò loro brevemente così: “Ascoltatemi bene. A me poco importa che l’uomo sia più o meno ricco. M’importa che sia più o meno uomo. Non chiedo innanzi tutto se l’uomo sarà o non sarà felice, ma quale uomo sarà felice.

Non dovete riempire i miei uomini di concetti vuoti, ma di immagini che contengano delle strutture. Non dovete imbottirli anzitutto di condizioni inutili, ma forgiare loro uno stile affinché possano cogliere l’essenza delle cose. Non dovete giudicare le loro attitudini soltanto dall’apparente facilità che dimostrano in questa o in quella direzione. Perché chi ha lottato di più contro se stesso va più lontano e riesce meglio. Dovete perciò tener conto innanzi tutto dell’amore. Non dovete insistere sull’uso dei beni materiali, ma sulla creazione dell’uomo affinché egli pialli la sua tavola nella fedeltà e nell’onore, e così la pialli meglio. Insegnerete il rispetto, poiché l’ironia è degna dello sciocco ed è dimenticanza di ogni contegno. Lotterete contro i legami dell’uomo con i beni materiali e fonderete l’uomo nel bambino insegnandogli innanzi tutto lo scambio poiché senza lo scambio vi è soltanto aridità. Insegnerete la meditazione e la preghiera perché è nella meditazione e nella preghiera che l’anima diviene vasta.

E insegnerete l’esercizio dell’amore, poiché chi lo potrebbe sostituire? insegnerete la mirabile collaborazione di tutti attraverso tutti e attraverso ciascuno. Allora il chirurgo correrà attraverso il deserto per rimettere a posto il ginocchio di un semplice uomo di fatica. Perché anche questi è un veicolo. E hanno entrambi lo stesso conducente. Insegnate infine a diffidare del solo linguaggio e della verità di singoli enunciati, perché ognuno dal punto di vista della sua esperienza ha ragione ed è inutile lottare per affermare come assoluta la propria verità. Occorre aiutare l’uomo a situarsi e a cogliere la verità della sua vita, quella verità che imposterà e risolverà i suoi conflitti e lo farà collaborare con gli altri”.

Antoine de Saint Exupéry

 

In preparazione all’anno della vita consacrata che inizierà il 30 novembre 2014

In preparazione all’anno della vita consacrata che inizierà il 30 novembre 2014

Inizia l’anno dedicato alla vita consacrata. Questa iniziativa è stata spiegata da Papa Francesco. Ecco le sue parole.

“…Tutti siamo chiamati ad offrirci al Padre con Gesù e come Gesù, facendo della nostra vita un dono generoso, nella famiglia, nel lavoro, nel servizio alla Chiesa, nelle opere di misericordia. Tuttavia, tale consacrazione è vissuta in modo particolare dai religiosi, dai monaci, dai laici consacrati, che con la professione dei voti appartengono a Dio in modo pieno ed esclusivo.

Questa appartenenza al Signore permette a quanti la vivono in modo autentico di offrire una testimonianza speciale al Vangelo del Regno di Dio. Totalmente consacrati a Dio, sono totalmente consegnati ai fratelli, per portare la luce di Cristo là dove più fitte sono le tenebre e per diffondere la sua speranza nei cuori sfiduciati. Le persone consacrate sono segno di Dio nei diversi ambienti di vita, sono lievito per la crescita di una società più giusta e fraterna, sono profezia di condivisione con i piccoli e i poveri. Così intesa e vissuta, la vita consacrata ci appare proprio come essa è realmente: è un dono di Dio, un dono di Dio alla Chiesa, un dono di Dio al suo Popolo! Ogni persona consacrata è un dono per il Popolo di Dio in cammino.

C’è tanto bisogno di queste presenze, che rafforzano e rinnovano l’impegno della diffusione del Vangelo, dell’educazione cristiana, della carità verso i più bisognosi, della preghiera contemplativa; l’impegno della formazione umana, della formazione spirituale dei giovani, delle famiglie; l’impegno per la giustizia e la pace nella famiglia umana. Ma pensiamo un po’ cosa succederebbe se non ci fossero le suore negli ospedali, le suore nelle missioni, le suore nelle scuole. Ma pensate una Chiesa senza le suore! Non si può pensare: esse sono questo dono, questo lievito che porta avanti il Popolo di Dio. Sono grandi queste donne che consacrano la loro vita a Dio, che portano avanti il messaggio di Gesù.

La Chiesa e il mondo hanno bisogno di questa testimonianza dell’amore e della misericordia di Dio.

I consacrati, i religiosi, le religiose sono la testimonianza che Dio è buono e misericordioso.

Perciò è necessario valorizzare con gratitudine le esperienze di vita consacrata e approfondire la conoscenza dei diversi carismi e spiritualità.

Occorre pregare perché tanti giovani rispondano “sì” al Signore che li chiama a consacrarsi totalmente a Lui per un servizio disinteressato ai fratelli; consacrare la vita per servire Dio e i fratelli.

Per tutti questi motivi, come è stato già annunciato, l’anno prossimo sarà dedicato in modo speciale alla vita consacrata. Affidiamo fin da ora questa iniziativa all’intercessione della Vergine Maria e di san Giuseppe, che, come genitori di Gesù, sono stati i primi ad essere consacrati da Lui e a consacrare la loro vita a Lui.”

Angelus del 2 Febbraio 2014

 

Non giudichiamo perché non conosciamo tutta la verità…

Non giudichiamo perché non conosciamo tutta la verità…

Siamo tutti viandanti in cammino, con le nostre luci e le nostre ombre.

Le nostre grandiosità e le nostre meschinità.

Quando cerchiamo di puntare il nostro sguardo verso la verità lo facciamo con tutte le nostre forze ma anche con le nostre debolezze. Questo vale per tutti, finché siamo incarnati e quindi determinati dalle nostre strutture corporee, dalle nostre doti e dai nostri limiti.

Il segreto è comprendere il nostro cammino nel tempo; quello che eravamo ieri non è più oggi, quello che abbiamo raggiunto oggi sarà superato domani, cambiamo costantemente.

Ma questo non vale solo per noi, ma anche per gli altri, così che qualsiasi nostro giudizio nei confronti dei nostri compagni di cammino è errato perché non afferra il divenire ma solo un singolo momento.

Impariamo a guardare al ‘filmato’ della nostra ed altrui vita e non ai singoli ‘frame’.

Caminante, no hay camino, se hace camino al andar. (Antonio Machado)

Ogni pensiero rivela a te stesso quello che sei

Forse abbiamo, tra le altre, anche un’altra grande missione quella di pulire, di assorbire tutti i pensieri di tristezza, di violenza, di sofferenza che incontriamo dentro e fuori di noi e trasformarli, illuminarli, renderli simili ai pensieri di Dio.

L’ABBRACCIO

“ Chi sono io? – chiese un giorno un giovane a un anziano.
Sei quello che pensi – rispose l’anziano
Te lo spiego con una piccola storia.

Un giorno, dalle mura di una città, verso il tramonto si videro sulla linea dell’orizzonte due persone che si abbracciavano.

  • – Sono un papà e una mamma – , pensò una bambina innocente.
  • – Sono due amanti – , pensò un uomo dal cuore torbido.
  • – Sono due amici che s’incontrano dopo molti anni – , pensò un uomo solo.
  • – Sono due mercanti che han concluso un buon affare – , pensò un uomo avido di denaro.
  • – E’ un padre che abbraccia un figlio di ritorno dalla guerra – , pensò una donna dall’anima tenera.
  • – Sono due innamorati – , pensò una ragazza che sognava l’amore.
  • – Chissà perché si abbracciano- , pensò un uomo dal cuore asciutto.
  • – Che bello vedere due persone che si abbracciano – , pensò un uomo di Dio.

 

Ogni pensiero – concluse l’anziano – rivela a te stesso quello che sei”

Esamina di frequente i tuoi pensieri, ti possono dire molte piu’ cose su te di qualsiasi maestro. ”
(Tratto dal libro degli esempi)

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