Pregare, dice Papa Francesco, è «la più grande forza della Chiesa», che mai va lasciata. Altrimenti «si rischia di appoggiarsi altrove: sui mezzi, sui soldi, sul potere; poi l’evangelizzazione svanisce e la gioia si spegne» […] «come amava dire Padre Pio, è “la migliore arma che abbiamo, una chiave che apre il cuore di Dio”».
Ma non deve essere egoista, «non è come prendere un’aspirina», non si prega solo «per stare bene» o per ottenere qualcosa di concreto.

http://www.lastampa.it/2016/02/06/vaticaninsider/ita/speciale/giubileo-2015/il-papa-la-migliore-arma-la-preghiera-non-soldi-o-potere-uOgLEuXlkpQOlIMyBjreuK/pagina.html

Pregare è ricercare quel rapporto unico, intimo e intenso con Dio e ce lo ricorda bene Domenico Savio:

Un giorno accadde che Domenico mancò alla colazione, alla scuola e al pranzo. Nessuno sapeva dove fosse. Nello studio non c’era, a letto nemmeno. Quando Don Bosco fu informato, sospettò quello che poi risultò vero: che fosse in chiesa. Era accaduto già altre volte. Così entrò in chiesa, andò dietro l’altare e lo vide fermo come un sasso. Teneva un piede sull’altro, una mano appoggiata su un grosso leggio e l’altra sul petto, la faccia fissa e rivolta verso il tabernacolo. Non muoveva palpebra.
Don Bosco lo chiamò. Non rispose. Lo scosse, e allora Domenico lo guardò e disse: «Oh, è già finita la Messa?» «Vedi — disse Don Bosco mostrandogli l’orologio — sono le due del pomeriggio». Domenico domandò perdono del ritardo, ma Don Bosco lo mandò a pranzo dicendogli: «Se qualcuno ti chiede dove sei stato, rispondi che sei andato a fare una commissione che ti avevo affidato». Don Bosco gli disse così per evitare le domande inopportune che forse i compagni gli avrebbero rivolto.

Anche la giovanissima Laura ha qualcosa da insegnarci:

Chi é Dio per Laura? Certamente non era un essere astratto, lontano, come neppure il frutto della fantasia. Nel collegio conosce il Signore vivo, attivo: con Lui è sempre possibile entrare in dialogo! A Lui si deve amore, obbedienza, rispetto, senza perdere la piena fiducia di una figlia. Se Laura non avesse fatto l’esperienza di Dio Padre e non lo avesse considerato un bene assoluto e trascendentale, non ci potremmo spiegare i suoi atti di adorazione, di adesione alla sua volontà e, allo stesso tempo, la sua illimitata fiducia in Lui.
Per Laura è innata la comunicazione con Dio. “Mi sembra, – é sempre lei che lo dice, – che Dio stesso mantiene vivo in me il ricordo della Sua Divina Presenza. In qualsiasi parte mi trovi, sia in classe, sia nel cortile, questo ricordo mi accompagna, mi conforta e mi aiuta a farlo tutto nel migliore dei modi e non mi è occasione di distrazione, perché anche non pensando a questo, senza accorgermi mi trovo godendo di questo ricordo”.

Vi proponiamo, qui di seguito, due video che raccontano con semplicità e delicatezza il valore della preghiera: buona visione!

Video disegni bambini di Madonna in Campagna (MIC), Gallarate

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Video sr Silvia e Carla

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