Ritiro e notte bianca

Ritiro e notte bianca

Ritiro e notte bianca Time out PA

Comunità di Cinisello b. – Rondinella oratorio

Un momento diverso da tutti gli altri ha coinvolto i nostri preadolescenti nel weekend del 28-29 novembre. Non un campo, non un ritiro ma una pausa che ha permesso ai ragazzi di riflettere, un break che li ha fatti soffermare su argomenti che solitamente ignorano.

Il sabato pomeriggio è cominciato con la visione di: “Quasi amici”. Già il titolo racchiude la chiave di questo incontro: all’interno del gruppo PA c’è spesso un rifiuto del diverso o di chi non si conosce da molto, rischiando di costruire con loro una “quasi” amicizia. C’è bisogno di ACCOGLIENZA: se nemmeno il cuore di un giovane ragazzo riesce ad essere aperto, se non si è in grado di accogliere qualcuno con gioia alla loro età, allora bisogna iniziare a preoccuparsi. “Benvenuto amico”. E’ con questa frase che ci piacerebbe incominciasse ogni incontro del venerdì! Come nel film: Driss, appena uscito dalla prigione, viene assunto come badante dal ricco Philippe, rimasto paraplegico. Due universi opposti che, alla fine, troveranno un punto d’incontro dando vita ad un’amicizia folle e profonda, che scaccia via qualunque pregiudizio. Terminato il film c’è stato un lavoro di gruppo per meditare sulla trama e per domandarsi se, al posto del protagonista, saremmo stati in grado di prendere quelle scelte. Dopo una breve condivisione, abbiamo letto la “Parabola del Buon Samaritano” facendone un confronto con il film: Driss è il samaritano nella vita di tutti i giorni perché è riuscito a mettere in atto quel “decalogo dell’amore” scritto nel Vangelo: “Invece un samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede al locandiere, dicendo: «Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno”. Su questo si è svolto un breve momento di riflessione personale: come il Samaritano si accorse del malcapitato così noi dobbiamo vedere e accogliere gli altri. Una volta terminato, c’è stata la messa in sala giochi dove è stata raccontata la giornata e le varie riflessioni ai genitori dei ragazzi. Dopo una buona pizza è cominciata una serata diversa da tutte quelle mai fatte in oratorio: la prima parte, organizzata dagli educatori, consisteva in un giocone di investigazione e in una caccia al tesoro. A mezzanotte una buona pasta ha aperto le danze per la notte bianca: tornei di calcio, biliardino, ping pong, stanze per dormire trasformate in salotti di bellezza, sacchi a pelo diventati tappeti sui quali stare a parlare… Piuttosto che andare a dormire, hanno cominciato a chiacchierare anche con chi non avrebbero mai pensato: finalmente vedevamo i frutti dell’accoglienza tanto desiderata. Con poche ore di sonno ma con tanta felicità abbiamo poi fatto colazione insieme, prima di rientrare in famiglia… pronti per andare a dormire! Insomma un bel time out per capire che INSIEME è più BELLO!

LUCA SCOTTI

 

ANCHE GLI ADO SANNO PREGARE!

Dio, tu ci sei sempre. Io non ci sono quasi mai!Dammi la forza di stare in ginocchio davanti a te e dimostrarti che anche alla mia età tu mi servi. Proteggimi, stammi vicino. L’unica vera forza per combattere il male è l’unione e, mio Signore, unisciti a me e ai miei fratelli nel vincere ogni sfida, soprattutto la vita. Amen Signore, mi rende difficile scriverti perché forse non ho fiducia in te. Ma ti prometto che ogni giorno lascerò tutto quello che ho per venire da te e fidarmi veramente. Per me la cosa più difficile nella vita ora è dar fiducia a qualcuno, perché ormai in questo mondo tutti hanno una maschera e tutti sono fotocopie di altri. Signore Gesù, sono un peccatore e tu lo sai benissimo. L’unica cosa che posso chiederti è: stammi vicino Gesù, perché io ho bisogno di te, sempre, tutti i giorni. Dio, Gesù, ti chiedo di aiutare noi ragazzi, rovinati da questa società. Fa che possiamo vivere la nostra vita come noi vogliamo e non di essere fotocopie. Aiutaci a trovare la nostra strada, aiutaci ad ascoltarti e seguirti. Aiutaci a non essere bottiglie vuote che si fanno riempire dagli altri. Caro Dio, so che raramente mi capita di cercarti, ma oggi che ne ho la possibilità, volevo chiederti di aiutarmi. Intendo di aiutarmi a vivere, ad essere me stessa e ad avere il coraggio di vivere la mia vita sulla mia pelle, perché non sempre lo faccio e mi preoccupo troppo spesso di cosa la gente possa pensare. Grazie Caro Dio, ti scrivo perché sento il bisogno di parlarti, perché non sono una persona che prega tanto, però quando sento il bisogno di farlo lo faccio. Vorrei che tu mi facessi affrontare le sfide sempre in modo positivo e non con superficialità, ansia, pessimismo e ingenuità.Ti chiedo l’ultima cosa, fai star bene tutta la mia famiglia, tutte le persone malate che si trovano in ospedale e aiuta tutte le famiglie delle vittime di Parigi. Maria rendimi capace di essere fedele come te, capace di seguire Gesù fin sotto alla sua croce,capace di avere il tuo coraggio e la tua forza! Aiutaci, Maria, a rimanere sempre uniti a Gesù,sia nei momenti di difficoltà, che nei momenti di gioia. E insegnaci a rispondere “sì” alle chiamate del Signore, seguendo il tuo esempio, e a diventare suoi servi e modelli di fede! Hey Maria, ho proprio bisogno di una mano in questo momento. Vorrei tanto che mi aiutassi a regalare il mio amore a tutti: senza distinzioni, senza simpatie, senza bisogno di contraccambio. Io ci provo sempre, ma tu aiutami a non farmi “morire” la motivazione, la passione e soprattutto la fede. Perché tanto lo so che in qualche modo tornerà indietro ciò che ho dato perché il bene genera bene. Grazie! Rivolgi una mano ai giovani, Maria, affinché riescano a trovare la strada giusta. Aiuta coloro che spesso non riescono a confidarsi con altri dei problemi che li affliggono perché sappiano trovare in te aiuto! Maria dammi una briciola del tuo coraggio quando hai pronunciato quel sì. Anche se posso essere uno sprovveduto fa che quel minimo di coraggio che mi regali lo possa usare per poter abbattere le difficoltà che nella vita un umile persona come me, può incontrare!

2 giorni a Padova e Venezia con la 2^media

2 giorni a Padova e Venezia con la 2^media

Nel weekend 11-12 Aprile sono andato come educatore con i PreAdo in pellegrinaggio a Padova e Venezia.

Con noi di S. Maria del Suffragio c’erano gli oratori di SS. Silvestro e Martino e di S. Andrea, ciascuno accompagnato dai propri educatori. Leader della carovana sono stati sr Lucia e don Paolo.

La nostra piccola “odissea in due giorni” si prefiggeva come obiettivo quello di seguire le orme di alcuni santi tra cui gli evangelisti S. Luca e S. Marco. Nel nostro tour siamo passati dallo scoprire la storia del cranio di S. Luca al contemplare i mosaici di S. Marco, da una Messa in S. Maria dei Frari a un giro tra i “resti” di S. Antonio.

In tutto questo non sono mancati momenti di svago e divertimento, come il gelato che ci siamo concessi a Padova la prima sera, i giri per i negozi di Venezia e le mille foto (per lo più selfie) che ci siamo scattati tutti insieme.
Da quel che ho potuto osservare in veste di educatore, mi è sembrato che questa due-giorni sia stata vissuta molto bene dai ragazzi, che hanno in larga parte apprezzato le attività proposte e “sopportato” la tabella di marcia. Per un educatore il massimo riconoscimento è sentirsi dire da uno dei ragazzi, come è successo domenica sera: “Questi due giorni sono volati”.
E il tempo vola solo se ciò che si fa appare piacevole.

Esperienze come queste aiutano sempre a creare o far crescere il senso di gruppo e la coesione all’interno di esso, tra i ragazzi, ma anche tra educatori e ragazzi. Vorrei concludere sottolineando l’importanza del viaggio di ritorno (che va ben oltre la visione di Iron Man 2, beninteso…). I ragazzi che urlano, parlano, ballano e cantano contenti, gli educatori stanchi per la fatica.

Noi abbiamo lavorato e lavoriamo per far sì che loro tornino così, contenti. E se questo è successo, probabilmente significa che abbiamo lavorato bene. E questo non può che far contenti anche noi, che gioiamo della loro gioia.

Matteo Pirovano

Una straordinaria settimana dell’Educazione

Una straordinaria settimana dell’Educazione

L’oratorio di Cesate ha vissuto la settimana dell’Educazione coinvolgendo tutta la Comunità Educante: ragazzi, adolescenti, giovani, catechisti, famiglie.

Il tema che ha guidato i nostri incontri è stato: “E’ BELLO CON TE“ con l’obiettivo di aiutare tutti a riscoprire la bellezza dello stare insieme, far nascere in ciascuno il desiderio di essere felici e di stare bene non da soli, ma con coloro che percorrono il nostro tratto di strada. Essere felici del cielo e di quanto incontriamo sulla terra: felici dell’amico vicino, della persona speciale, felici della fedeltà e felici della sorpresa… Augurando a ciascuno di incontrare nella vita persone con sguardi belli incoraggiandoci a ritrovare il coraggio di ricominciare a voler bene, senza preoccuparsi delle conseguenze.

Tre incontri hanno animato la settimana.

Il primo dedicato a genitori, educatori, catechisti, allenatori, giovani insomma a tutta la Comunità Educante. La serata è stata guidata da don Renzo Ferraroli spronandoci a continuare il cammino educativo con ottimismo dando con semplicità il meglio di noi stessi per aiutare la nostra gioventù a scoprire la bellezza della vita in un “oggi” difficile e un po’ confuso prendendo come modello il metodo di Don Bosco ancora attuale oggi.

Il secondo incontro è stato dedicato ai nostri pre-ado con il gesto dell’ “Iscrizione del nome” tappa del cammino in preparazione alla Professione di Fede. L’iscrizione del nome è un modo di dire che accettiamo di intraprendere il cammino senza riserve, con la voglia di usare tutte le forze per diventare amici e testimoni di Gesù. La serata è continuata con la cena insieme agli adolescenti e ad un momento formativo tenuto da sr Simona, sr Flavia ed alcuni giovani dell’MGS (Movimento Giovanile Salesiano) organizzata così bene da entusiasmare la presenza massiccia di questo gruppo.

Terzo momento la serata del 31 gennaio Festa liturgica di Don Bosco con la solenne celebrazione Eucaristica seguita da un momento di festa insieme preparata dalle nostre brave Ex Allieve a cui diciamo il nostro  “Grazie“.

Sr Maria Gina

Giornata mondiale della Vita Consacrata

Giornata mondiale della Vita Consacrata

Una celebrazione eucaristica con le religiose presenti nella Comunità Pastorale Beato Paolo VI di Paderno Dugnano.

“Un anno intero (abbondante!) dedicato, in tutta la Chiesa alla vita consacrata. L’ha voluto Papa Francesco a partire dal 30 Novembre 2014. Come mai? Io credo che il primo motivo sia quello di ricordarsi di ringraziare. L’abitudine ci porta a dare per scontato che esistano uomini e donne che consacrano al Signore la loro vita nella povertà, nell’obbedienza e nella verginità, negli istituti religiosi, nei conventi e nei monasteri, e anche nella vita laicale e secolare. E invece queste vocazioni e queste risposte sono un grande dono per cui dire grazie al Signore. Un secondo motivo è di provare ad “ammirare”, cioè a guardare con attenzione le persone consacrate, andando un po’ oltre alla superficie o ai nostri interessi o simpatie. Pur con i difetti di tutti gli esseri umani vedremo in loro una grande testimonianza di fede, un immenso tesoro di carità che nelle opere e nella preghiera sostiene la Chiesa intera. Un terzo motivo mi sembra quello di chiedere. Chiedere al Signore gioia e fedeltà per tutti i consacrati; chiedere di imparare noi stessi a dare più coraggio e spessore alla nostra vita cristiana; chiedere entusiasmo e forza missionaria per tutta la Chiesa. E le nuove vocazioni? Se saremo davvero cristiani… non mancheranno!”

Stralcio dell’omelia del Parroco don Luca Andreini

Risvegliamo la passione educativa “il laboratorio dei talenti”

Risvegliamo la passione educativa “il laboratorio dei talenti”

Quale oratorio oggi? Quali talenti oggi? Cosa significa parlare di talenti?

Sabato 25 ottobre, FMA e laici impegnati negli oratori della nostra ispettoria, accompagnati dal dottor Mario Pischetola, collaboratore della FOM, hanno vissuto una mattinata di riflessione e di condivisione a partire dalla nota pastorale CEI “IL LABORATORIO DEI TALENTI”.

L’oratorio si configura come un variegato e permanente laboratorio di interazione tra fede e vita”.

Questa espressione, presa dalla nota pastorale, ci ha introdotti nella riflessione della mattinata: l’oratorio come laboratorio. Apparentemente nulla di nuovo. Siamo stati invitati a riscoprire la dinamicità dell’oratorio. Nella restituzione dei gruppi, tutti ci siamo ritrovati concordi nel definire l’oratorio un luogo, fatto di spazi e di ambienti, soprattutto di persone e di relazioni; luogo in cui sperimentarsi, giocarsi, confrontarsi, crescere nella responsabilità e nell’appartenenza.

E’ possibile riconoscere nel ripensamento e nel rilancio degli oratori una vera forza profetica”.

L’oratorio, per noi FMA e per le nostre realtà, non è una delle tante attività svolte, ma è l’opera con cui Don Bosco e Madre Mazzarello hanno iniziato la realizzazione di un grande sogno a favore dei giovani. Nella condivisione a gruppi è stato bello ascoltare le tante esperienze oratoriane, le differenze, le somiglianze, la creatività e l’originalità di ciascuna realtà. Ci siamo ascoltati e abbiamo visto la molteplicità di proposte che si possono offrire: catechesi, sport, teatro, danza, musica, compiti, gioco… In tutto questo non sono solo i bambini e i ragazzi ad essere destinatari e protagonisti, ma gli adolescenti, i giovani, le famiglie, gli anziani, i religiosi, l’intera comunità educante, chiunque abiti il territorio in cui l’oratorio è inserito. Abbiamo fatto un salto nel passato, siamo tornati alle origini dell’oratorio salesiano, quando Don Bosco e Madre Mazzarello coinvolgevano nell’esperienza educativa tutte le persone che conoscevano e incontravano! E’ stato il sogno e il desiderio condiviso dall’assemblea: rendere l’oratorio una “presenza visibile, significativa e inserita nel territorio”. Nella condivisione, nella corresponsabilità, nella comunione sta la vera profezia dell’oratorio, poichè tutto nasce da una stessa fede, una stessa speranza e una stessa carità, dalla sequela di Gesù.

La comunità educativa dell’oratorio è il soggetto fondamentale dell’azione oratoriale”.

E’ sempre bello ritrovarsi e riflettere sull’oratorio, nuovamente insieme, FMA e laici, rinnovando la convinzione che, come dice lo slogan di questo anno oratoriano “SOLO INSIEME” si può davvero educare, si può evangelizzare, si può parlare di comunità e di Chiesa, non solo a parole, ma con la vita. Sabato mattina questo è avvenuto! L’ascolto di Mario, un papà, un educatore, un appassionato di oratorio che, con il crescere negli anni, ha saputo trovare il suo posto all’interno della Chiesa, della sua comunità cristiana. Nuovamente ci siamo ritrovati a sentir parlare di società frammentata, società liquida, ma abbiamo riconfermato che noi abbiamo la possibilità di fare la differenza! L’oratorio è quel luogo in cui si costruisce unità, in cui ciascuno ha uno spazio, un posto, una possibilità educativa, non solo per le competenze, ma perchè è una presenza che dice ancora tanto ai giovani con la sua vita.

La mattinata è stata densa, ricca di ascolto e condivisione. Abbiamo toccato un tema che riguarda davvero tutti: laici e consacrati, giovani e adulti, credenti e dubbiosi… Di tutto quello che ci è stato presentato, ciò che portiamo a casa è una ricarica del cuore e dello spirito! Questo è quanto vogliamo e dobbiamo riportare nei nostri oratori, perchè abbiamo avuto la conferma che il vero talento tra le nostre mani è proprio L’ORATORIO! è il luogo in cui ciascuno viene accompagnato a scoprire la propria identità, a conoscere le proprie radici umane e cristiane. è il luogo in cui ciascuno può trovare il suo posto, il suo spazio e mettersi a servizio degli altri secondo le proprie capacità. è il luogo in cui gli incontri e le relazioni sono gratuite, semplicemente vengono vissute! Ecco perchè l’oratorio è il talento. è la casa di tutti e per tutti, dove tutti sono protagonisti, dove tutti abitano, dove tutti si riconoscono parte di un’unica famiglia! Il nostro incontro si è concluso con queste parole, prese dal n. 23 della nota pastorale e che possono sintetizzare la ricchezza di questa mattinata.

«Vedere un sacerdote attento alla vita dell’oratorio e felice della propria scelta è un segno forte e fecondo, anche in vista di proposte vocazionali concrete e affascinanti. Allo stesso modo anche la presenza dei consacrati è un grande dono. Essi, con la professione dei consigli evangelici, danno concreta testimonianza di un amore libero e disinteressato che si fa carico, in particolare, dei più poveri, deboli e indifesi. Tra tutte le presenze non deve essere assolutamente trascurata quella degli stessi giovani adulti, il cui protagonismo deve essere sostenuto e orientato al servizio».

Sr Flavia A.

E’ più bello vincere o perdere?

E’ più bello vincere o perdere?

Incontro con Zorrò Zorzi  il pallavolista campione italiano incontra i nostri ragazzi all’oratorio San Pio XI di Cinisello.

Un argento alle Olimpiadi e due ori ai Mondiali. L’ex pallavolista Andrea Zorzi è uno che se ne intende di vittorie. Ospite il 27 settembre all’oratorio San Pio XI di Cinisello Balsamo (il centro di via San Saturnino della parrocchia di San Martino di Balsamo) ha spiegato a bambini e famiglie come si può anche perdere. Lo sport è palestra di vita Nell’ambito degli eventi della festa dell’oratorio cinisellese è stato pensato un momento di confronto con uno dei campioni dello sport azzurro che racconterà ai ragazzi come si impara a vincere ma anche a perdere (“E’ più bello vincere o più perdere” è il titolo dell’evento). Ospite dell’incontro anche l’attrice Beatrice Visibelli, protagonista a teatro, con Andrea Zorzi dello spettacolo “La leggenda del pallavolista volante, la storia di un’Italia diventata mito”. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Dal Verme di Milano. Sempre a proposito di sport, oratorio e successi, la Speranza Basket (società che opera proprio all’interno del centro giovanile di Balsamo della parrocchia San Martino), ha ricevuto due premi al Gran Galà del Csi che si è svolto presso l’Auditorium della Provincia di Milano. Teatro, pallavolo e anche oratorio: “Zorro” ha parlato dello sport come palestra di vita, ha incontrato i giovani atlei delle società sportive dell’oratorio e ha raccontato come diventare campioni ma anche come affrontare sconfitte di tutti i giorni. L’evento si colloca all’interno delle manifestazioni pensate per la festa dell’oratorio. A proposito di sport, oratorio e successi, gli atleti dell’Under 13 della Speranza Basket, società che opera proprio all’interno dell’oratorio, domani sera saranno premiati all’interno del Gran Galà del Csi. I piccoli cestisti cinisellesi hanno infatti vinto il girone dello scorso campionato provinciale raggiungendo anche la finale.

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