Mese gennaio superiori

Mese gennaio superiori

Una risposta personale

Avere una missione richiede sempre una risposta, richiede un passo: dire di sì.

Come i giovani di Don Bosco, avere il coraggio di starci, di giocarsi, di buttarsi, non fermarsi davanti agli ostacoli che ci possono essere, ma fidarsi di ciò che ci dice il cuore. Camminare per la strada che sentiamo la migliore per noi, quella che ci rende più felici, costruendo il nostro futuro.

E’ ora di lasciarsi andare! Di crederci! Di non avere paura!

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Scuola Formazione Animatori

Scuola Formazione Animatori

Era da mesi – e per la precisione cinque, cioè da subito dopo la Festa MGS 2014 – che non vedevo l’ora che la SFA ricominciasse

Sesto San Giovanni 25/26 ottobre 2014 E finalmente, il tanto atteso mese di Ottobre è arrivato.

Il 25 e 26 Ottobre, qui in Lombardia, è ripartita la Scuola Formazione Animatori. La SFA è una proposta formativa, che negli anni ha raggiunto un numero sempre maggiore di giovani e che vuole offrir loro un cammino che prima di tutto sia Scuola di Vita Cristiana nello stile tipicamente salesiano. Lo so che lo dico ogni volta, ma questo weekend è stato davvero speciale. Rivedere volti amici, dopo un lungo periodo estivo trascorso lontano da loro, è stato emozionante ed energizzante: quante esperienze avevamo da raccontarci, quante confidenze, quanti saluti, quanti abbracci calorosi, quante sensazioni da condividere! E come non pensare con gioia, ma altrettanta malinconia, che quello sarebbe stato il mio ultimo “primo weekend” di SFA perché, ahimè, sono già arrivata al 4° ed ultimo anno?

Ma, tanto per provare a dare un ordine alle mie emozioni – impresa titanica per chi mi conosce!! (altra bellezza della SFA è sapere che chiunque tu incontri durante il cammino, ti conosce proprio per quella che sei e ti vuole bene così) – mi calo nella parte di cronista e vi rendo partecipi di questo ricco WE. È sabato pomeriggio, momento in cui, dopo esserci radunati tutti quanti ed aver condiviso un momento di preghiera iniziale di quelli che ti caricano dentro e ti fanno dire “sto bene, perché Tu sei tra noi”, ci siamo radunati per anno. La nostra equipe aveva 1000 motivi per raccontarsi le migliori esperienze, che spaziavano dal pellegrinaggio in Polonia, alle avventure vissute in una scatenata Los Angeles, dalle amicizie coltivate durante l’estate, al bisogno di ritrovarsi per guardarsi negli occhi. In seguito ci siamo suddivisi e il mio gruppo ha seguito il laboratorio “Lectio Divina”. E qui vi voglio: so già quale commento vi stia passando per la mente: “Mamma mia, ma che noia! Vi avranno letto il Vangelo per tutto il tempo…”. Invece no, nemmeno per sogno. Abbiamo parlato di scelte, di chi siamo, di come portiamo la Parola di Dio nelle nostre realtà e di come siamo liberi di scegliere! È sicuramente stato il laboratorio più “alternativo” di tutti questi anni, quello insomma che più mi ha fatto riflettere e convincere che la strada che ho scelto di percorrere è fatta a mia misura, perché incontra il mio stile. Un altro dei momenti, da me come da tutti, tanto attesi è quello della serata di animazione: un tempo ricco di sorrisi, selfie, battute, divertimenti, balli, giochi e collaborazione, ossia tutto ciò che rappresenta al meglio lo stile salesiano. Momenti di vita che ti restano dentro e per i quali vorresti che il tempo si fermasse, almeno un po’.

In fretta giunge la nottata, che stranamente mi offre la possibilità di dormire un poco di più, grazie al passaggio all’ora legale – sì, perché la notte della SFA è famosa per essere trascorsa più o meno insonne: c’è troppo da raccontare! – e chiaramente con il prolungato riposo notturno, mi sentivo ancora più carica e ansiosa di affrontare la seconda giornata di laboratori. Per qualche ora io e il mio gruppo siamo diventati abili “elettricisti” Siamo stati in grado, collaborando, mettendo insieme idee e aiutandoci l’uno con l’altro, di costruire delle prolunghe. Il grande merito di questo laboratorio è stato quello di farci capire come, in questi quattro anni, siamo diventati una vera e propria squadra; quanto sia contagiosa la solidarietà, e quanto sia più facile, e dia maggiori soddisfazioni, raggiungere un obiettivo, una meta, un traguardo, tutti insieme. L’ultimo laboratorio di questo primo weekend di SFA è stato “Gioco 4”, in cui, da bravi animatori quali siamo, abbiamo dovuto preparare giochi specifici per la serata di animazione che noi del 4°anno dovremo in seguito organizzare per quelli del 1°anno, durante l’ultimo weekend. E così, senza nemmeno accorgermene, in un batter d’occhio era già terminato un magnifico weekend di SFA. Ammetto che un po’ di tristezza già c’è nel pensare che questo sarà il mio ultimo anno di Scuola Animatori. Quando intraprendi il cammino del primo anno, e magari non lo hai scelto del tutto spontaneamente, ma ti ci hanno convinto a compierlo, può succedere di sentirti un po’ fuori posto e magari lasci che le esperienze ti scivolino accanto, senza farle tue. Ecco, per me non è mai stato così. Dal primo istante della mia esperienza, mi sono sentita al posto giusto: sono “salesiana” da quando avevo tre anni e continuo a sentirmi tale nel carattere e, perché no, nell’aspetto. Ho una certezza che mi dà forza: io, di Te non mi stanco mai.

E’ proprio vero: una volta che entri in questo meraviglioso ambiente, a tutto puoi pensare, ma non certo ad uscirne, perché sei arrivata al capolinea.

La cosa che mi rincuora, e mi carica, è avere la certezza che la SFA non ha mai una fine: essa continua a respirare e riproporsi, ogni giorno, nella realtà quotidiana di ciascuno di noi che sarà costantemente in grado di trasmettere, con entusiasmo, i valori appresi all’interno della più grande, gioiosa, intensa e arricchente Scuola di Vita che io abbia mai conosciuto.

Beba

Dal buio di Halloween alla Luce dei Santi

Dal buio di Halloween alla Luce dei Santi

“Questa notte delle zucche vuote- dice Francesco- è negativa e tenebrosa. Per i bambini è quasi un carnevale, ma per gli adolescenti e i giovani è diventata pericolosa. Noi vogliamo suonare in questa notte per onorare i santi. Suoneremo per ringraziare i nostri nonni, i nostri genitori, chi non c’è più ma ha testimoniato con la vita una quotidiana santità fatta di lavoro, di sacrifici e di onestà”

The Sun. Dopo duecento notti rock, la band lancia un messaggio provocatorio

Il successo dei The Sun è cresciuto in questi ultimi anni in modo esponenziale. Nell’estate del 2010 si esibiscono di fronte ad oltre duecentocinquantamila persone e il 1° marzo 2011 suonano a Betlemme per chiedere l’abbattimento del muro che divide Israele e Palestina. In seguito, si allineano senza soluzione di continuità le tournée in Europa e persino in Giappone. Ma dove sta il segreto di questa escalation?

Francesco Lorenzi, cantante e leader della band, nel suo libro La strada del sole racconta la storia del suo gruppo. Giovani che hanno provato, anche in momenti di successo, il tarlo del disincanto, il rischio dello scioglimento, la tentazione della devianza. Ma poi, a un certo punto, hanno incontrato Dio.

E ora, dopo il buio della loro Halloween, vogliono illuminare la notte della vigilia di tutti i Santi. “Questa notte delle zucche vuote- dice Francesco- è negativa e tenebrosa. Per i bambini è quasi un carnevale, ma per gli adolescenti e i giovani è diventata pericolosa. Noi vogliamo suonare in questa notte per onorare i santi. Suoneremo per ringraziare i nostri nonni, i nostri genitori, chi non c’è più ma ha testimoniato con la vita una quotidiana santità fatta di lavoro, di sacrifici e di onestà”.

L’appuntamento per il concerto Luce è per venerdì sera in un palazzetto dello sport vicino a Bologna: “ Sarà un segnale provocatorio, al posto del buio in cui è sprofondata la festa di Tutti i Santi. Troppi giovani e anche troppi adulti ignorano il valore di questa festa che è religiosa perché profondamente umana”.

Dopo il concerto i The Sun andranno una settimana nel deserto del Negev, in Israele. Il posto giusto per realizzare un nuovo album e continuare così a raccontare una vita di felicità.

 

Tutte le informazioni sul sito: The Sun

AZIONI PER IL CAMBIAMENTO

AZIONI PER IL CAMBIAMENTO

Ogni nostra azione ha delle conseguenze…è importante quindi formarsi un atteggiamento pensante e critico per diventare sempre più attori di un cambiamento.

Ti proponiamo alcuni consigli per “azioni di cambiamento” che puoi viverre ogni giorno nella tua vita…a tavola, in casa, quando fai acquisti, per strada.

Il tuo CI STO diventa concretezza non solo per la tua vita, ma per quella del mondo intero!

http://www.volint.it/scuolevis/consumo%20critico/azioni.htm

Un sì per la vita

Un sì per la vita

MGS: CAMPO VOCAZIONALE ADOLESCENTI 3M + 1. (GrADO)

Quattordici ragazze dell’Ispettoria si sono lasciate provocare dalle figure di Maria, Maria Domenica Mazzarello e Madre Teresa di Calcutta. Tre nomi che iniziano per M, tre donne, ma soprattutto tre “sì” detti per la vita…

CAMPO VOCAZIONALE ADOLESCENTI è il titolo del campo vocazionale adolescenti (GrADO) che si è tenuto a Contra di Missaglia dal 21 al 25 luglio. Quattordici ragazze dell’Ispettoria si sono lasciate provocare dalle figure di Maria, Maria Domenica Mazzarello e Madre Teresa di Calcutta.

Tre nomi che iniziano per M, tre donne, ma soprattutto tre “sì” detti per la vita… Tre “sì” che hanno inaugurato tre grandi storie: quella cristiana, quella delle Figlie di Maria Ausiliatrice e quella delle Missionarie della Carità. E il “+1”?

È quello di altre quattro donne che hanno testimoniato alle ragazze il loro “sì” per la vita: suor Patrizia Maesani, suor Maria Malagutti, suor Lucia Mantovani e suor Sabina Mingotto. Ancora una volta quattro cognomi che iniziano per M, ma soprattutto quattro “sì” che hanno aperto il varco a delle storie meno note di quelle di Maria, Madre Mazzarello e Madre Teresa, ma ugualmente grandi nell’apertura al disegno di Dio. Celebri vicende e semplici storie si sono così intrecciate in un’unica grande provocazione: quella a dire dei “sì” quotidiani che spalancano la strada della felicità nel tempo e nell’eternità. Una felicità che è stata sperimentata a Contra dicendo sì alle piccole proposte di ogni giorno: dal gioco in cortile ai pasti condivisi, dalla gita al lago al pellegrinaggio alla Madonna del Bosco, dai viaggi in treno a quelli in pullmino, dai momenti di preghiera comunitaria a quelli di silenzio e riflessione personale, dalla visita alle suore della casa di riposo ai piccoli servizi per la predisposizione degli ambienti alla vita comune… tutto è stato vissuto con gioia e grande disponibilità a mettersi in gioco, ciascuno a partire dalla propria storia, con i propri limiti e i propri talenti… Ci auguriamo che questi “sì” aprano la strada all’ECCOMI che ciascuna dovrà ripetere ogni giorno una volta ritornati alla quotidianità!

Daniela Tognoni

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