Puoi esser santo – #lìdovesei

Puoi esser santo – #lìdovesei

La proposta pastorale per l’anno educativo-pastorale 2019-2020 ad abitare in modo straordinario la concretezza dell’ordinario che siamo chiamati a vivere

Il tema della proposta pastorale 2019/2020 Puoi essere santo #lìdovesei nasce dalla Strenna 2019 del Rettor Maggiore “Perché la mia gioia sia in voi (Gv 15,11). La santità anche per te”. Nel testo della Strenna don Ángel Fernández Artime si è ispirato all’Esortazione Apostolica Gaudete et exsultate. In essa il Papa indica la santità come “autentica fioritura dell’umano” e come chiamata che il Signore rivolge a tutti: il riferimento biblico è quello delle Beatitudini dell’evangelista Matteo (Mt 5,3-12).

Ecco la spiegazione del logo che ci accompagna lungo tutto questo anno pastorale:

Puoi essere santo: è l’invito a lasciare che il desiderio di santità bussi (ancora una volta) alla porta della nostra casa, l’invito a lasciarlo entrare, per spaccare (rompere) la monotonia del quotidiano che siamo chiamati ad abitare in modo straordinario.

#lìdovesei Vivere la santità è possibile a partire dal luogo in cui sei, con quello che sei e che fai, portando il tuo (personale) colore, consapevole che si costruisce giorno dopo giorno anche attraverso fragilità, fallimenti e continue riprese.

In cammino verso l’alto, verso il monte delle Beatitudini, la strada indicata da Gesù per arrivare alla vera gioia.

Insieme, non rimanendo chiuso nella tua casa, ma aprendoti verso l’esterno, verso l’altro, perché “nessuno si salva da solo, come individuo isolato, ma Dio ci attrae tenendo conto della complessa trama di relazioni interpersonali che si stabiliscono nella comunità umana: Dio ha voluto entrare in una dinamica popolare, nella dinamica di un popolo”. (GE 6-7)

In compagnia dei Santi, che risplendono come astri indicandoci il cammino, il compito di una vita intera, per arrivare ad essere ciò che Dio, il tuo Creatore, sa che tu sei, se riconosci che sei chiamato a molto… in questo modo non sarai una fotocopia, sarai pienamente te stesso.” (CV 107)

La camminatrice di Dio

“ANDARIEGA DE DIOS”   Sr Susanna Anzini   Accostarsi alla figura di santa Teresa d’Avila può incutere un certo timore: siamo di fronte ad una grande santa, alla riformatrice di un ordine antico e importante come il Carmelo, ad una religiosa vissuta in...

Persone e linguaggio

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Un’avventura con e per i giovani

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La fama e l’amore in un «nuovo» mondo grazie alla musica dei Beatles Come sarebbe il mondo senza Beatles? È la domanda che guida Yesterday, di Danny Boyle una divertente commedia musicale. Di Gianluca Bernardini per sdcmilano.it È facile credere che ogni persona...

Più vivi, più umani

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Open Day 2019-2020

“Vi voglio felici nel tempo e nell'eternità” affermava Don Bosco nella famosa lettera da Roma del 1884. E questa volontà di gioia l’hanno raccolta le Figlie di Maria Ausiliatrice, conosciute anche come salesiane di Don Bosco.Nelle nostre scuole, insieme con i...

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Chi dà la vita per amore, mai è solo

Chi dà la vita per amore, mai è solo

Per riflettere con Papa Francesco (Meditazione mattutina nella Cappella di S. Marta, 14 maggio 2013):

Papa Francesco, in una omelia a Santa Marta, ci richiama attraverso le parole di Gesù la differenza tra i legami fondati sull’amore e quelli fondati sull’egoismo…

“Gesù ci dice una parola forte: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici”. L’amore più grande: dare la sua (sic!) vita. L’amore va sempre per questa strada: di dare la sua vita. Vivere la vita come un dono, un dono da dare. Non un tesoro per conservare. E Gesù l’ha vissuta così, come dono. E se si vive la vita come dono, si fa quello che Gesù vuole: “Vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto”». Dunque non bisogna bruciare la vita con l’egoismo. […]

Giuda […] ha un atteggiamento contrario a chi ama, perché «mai ha capito, poveretto, cosa sia un dono». Giuda era uno di quegli uomini che non compiono mai un gesto di altruismo e che vivono sempre nella sfera del proprio io, senza lasciarsi «prendere dalle situazioni belle».

Atteggiamento che, invece, è proprio della «Maddalena, quando lava i piedi di Gesù con il nardo, tanto costoso». È un momento […] «religioso, un momento di gratitudine, un momento di amore». Giuda invece vive distaccato, nella sua solitudine, e continua su quella strada. […]

E così «come l’amore cresce nel dono», anche l’altro atteggiamento, quello «dell’egoismo, cresce. Ed è cresciuto, in Giuda, fino al tradimento di Gesù». Chi ama […] dà la vita come dono; chi è egoista, tradisce, resta sempre solo e «isola la sua coscienza nell’egoismo, in quel curare la propria vita; ma alla fine la perde».

 

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Chi dà la vita per amore, mai è solo

Omelia di Papa Francesco, Santa Marta, 14 maggio 2013

“L’ideologo non sa cosa sia l’amore, perché non sa darsi”. “Chi ama dà la vita come dono, l’egoista invece cura la sua vita, cresce in questo egoismo e diventa un traditore, ma sempre solo”. Sono le parole di Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata il 14 maggio 2013, alla Casa Santa Marta.

 

stile che si fida quaresima

Altri materiali per la pastorale di quaresima selezionati per voi:
> Introduzione Quaresima: UNO STILE CHE SFIDA E…SI FIDA!!!
> Dedicato ai preado: Una storiella sulla fiducia per i preado
> Dedicato a giovani e adolescenti: Parole e video del Papa

 

Una storiella sulla fiducia…

Una storiella sulla fiducia…

In una calda sera di fine estate, un giovane si recò da un vecchio saggio:

“Maestro, come posso essere sicuro che sto spendendo bene la mia vita?
Come posso essere sicuro che tutto ciò che faccio è quello che Dio mi chiede di fare?”.

Il vecchio saggio sorrise compiaciuto e disse:
“Una notte mi addormentai con il cuore turbato, anch’io cercavo, inutilmente, una risposta a queste domande. Poi feci un sogno.

Sognai una BICICLETTA a due posti.

Vidi che la mia vita era come una corsa con una bicicletta a due posti: un tandem. E notai che Dio stava dietro e mi aiutava a pedalare.
Non quando avvenne che Dio mi suggerì di scambiarci i posti.
Acconsentii e da quel momento la mia vita non fu più la stessa.

Dio rendeva la mia vita più felice ed emozionante.
Che cosa era successo da quando ci scambiammo i posti?

Capii che quando guidavo io, conoscevo la strada. Era piuttosto noiosa e prevedibile. Era sempre la distanza più breve tra due punti.
Ma quando cominciò a guidare lui, conosceva bellissime scorciatoie, su per le montagne, attraverso luoghi rocciosi a gran velocità a rotta di collo.
Tutto quello che riuscivo a fare era tenermi in sella!

Anche se sembrava una pazzia, lui continuava a dire: “Pedala, pedala!”
Ogni tanto mi preoccupavo, diventavo ansioso e chiedevo:
«Signore, ma dove mi stai portando?».
Egli si limitava a sorridere e non rispondeva.

Tuttavia, non so come, cominciai a fidarmi.

Presto dimenticai la mia vita noiosa ed entrai nell’avventura, e quando dicevo: «Signore, ho paura…» lui si sporgeva indietro, mi toccava la mano e subito una immensa serenità si sostituiva alla paura.
Mi portò da gente con doni di cui avevo bisogno; doni di guarigione, accettazione e gioia. Mi diedero i loro doni da portare con me lungo il viaggio.
Il nostro viaggio, vale a dire, di Dio e mio.
E ripartimmo.

Mi disse: «Dai via i regali, sono bagagli in più, troppo peso».
Così li regalai a persone che incontrammo, e trovai che nel regalare ero io a ricevere, e il nostro fardello era comunque leggero.

Dapprima non mi fidavo di lui, al comando della mia vita.
Pensavo che l’avrebbe condotta al disastro.

Ma lui conosceva i segreti della bicicletta, sapeva come farla inclinare per affrontare gli angoli stretti, saltare per superare luoghi pieni di rocce, volare per abbreviare passaggi paurosi.
E io sto imparando a star zitto e pedalare nei luoghi più strani, e comincio a godermi il panorama e la brezza fresca sul volto con il delizioso compagno di viaggio, la mia potenza superiore.
E quando sono certo di non farcela più ad andare avanti, lui si limita a sorridere e dice:

«Non ti preoccupare, guido io, tu pedala!».

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stile che si fida quaresima

Altri materiali per la pastorale di quaresima selezionati per voi:
> Introduzione Quaresima: UNO STILE CHE SFIDA E…SI FIDA!!!
> Dedicato ai preado: Una storiella sulla fiducia per i preado
> Dedicato a giovani e adolescenti: Parole e video del Papa

Pastorale per la quaresima

Pastorale per la quaresima

INTRODUZIONE QUARESIMA
UNO STILE CHE SFIDA E…SI FIDA!!!

La più grande ricchezza dell’uomo sono le relazioni.
Quanta cura e quanto tempo per costruirle!!!  E quanta fiducia ricevuta e donata!!!
Creare relazioni significa fidarsi, prendersi cura dell’altro fino a diventarne responsabile…

Mi viene subito in mente il dialogo tra il Piccolo Principe e la volpe…

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In questo tempo di quaresima CI STO:

  1.     A dare e ricevere fiducia

  2.     A costruire relazioni significative

  3.    Ad assumere le mie responsabilità quotidiane anche andando controcorrente

 

Alcuni materiali per la pastorale di quaresima selezionati per voi:
> Dedicato ai preado: Una storiella sulla fiducia per i preado
> Dedicato a giovani e adolescenti: Parole e video del Papa

Protagonista della tua vita… con stile

Protagonista della tua vita… con stile

BUON COMPLEANNO DON BOSCO!!!

A 200 anni dalla sua nascita Don Bosco ci invita ancora a sognare, ci invita ad entrare nel suo sogno per risvegliare il meglio che è in noi, a dare vita ai tanti sogni che portiamo nel cuore, a diventare i veri protagonisti della nostra vita. E allora…

  • Ci sto a conoscere giovani che hanno fatto a “metà con Don Bosco” nel suo impegno educativo

  • Ci sto a diventare protagonista della mia vita e costruttore del bene comune

  • Ci sto ad essere “giovane per i giovani” nello stile di Don Bosco

Il sentimento dell’attesa

Il sentimento dell’attesa

“Ci si stupisce sempre a guardare la perfezione di un bambino appena nato. Si sorride con tenerezza a guardare la sua piccolezza, la beatitudine del suo viso, contemplando la sua fragilità che allo stesso tempo nasconde e rivela la potenza della Vita.

Ma forse il momento più bello di una nascita in arrivo è proprio l’Attesa che la precede. I Sogni, le Speranze, la Gioia che prendono forma man mano che il ventre si gonfia.

E penso a Maria… ai suoi Sogni, alle sue Speranze e forse all’ombra di preoccupazione sul suo volto per quel Figlio messo alla luce per essere Egli stesso LUCE del mondo; quel Figlio nato per sorprendere e rivoluzionare il mondo con la Forza dell’Amore; quel Figlio venuto per Accogliere le nostre fragilità rendendole Seme di Vita.

Ma insieme a quella ruga di preoccupazione, si può cogliere un sorriso gioioso; un sorriso di Madre, un sorriso che si estende agli occhi: gli stessi che occhi che hanno sempre scrutato il Cielo e che hanno scelto di Fidarsi.

E allora non ci resta che accompagnare Maria in questa Attesa, in questo crescere, in questa Speranza.

Non ci resta che attendere vicino a lei con le sua Certezza e il suo “Eccomi”, pronti ad accogliere il Dono di un Figlio venuto per Amarci.

Non ci resta che attendere INSIEME il momento della Sua Venuta in mezzo a noi: un’occasione di conversione e salvezza, la nascita di un Gesù rivestito di umanità…”

poesia dell'avvento

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