2^ di Quaresima

8 marzo 2020 – Anno A

Vangelo di Giovanni 4, 5-42

Commento di suor Lucia Brasca, FMA 

Domenica della Samaritana

 

Gesù è in viaggio, è mezzogiorno, è stanco, accaldato.

Incontra una donna al pozzo e parte dalla concretezza di chi ha di fronte, per poi aprirsi all’inaspettato. Il nostro Dio vuole stabilire dei rapporti personali con noi. Cerca continuamente questa relazione. Gesù parla con la samaritana nonostante l’inimicizia che correva tra Giudei e samaritani. Gesù ha voglia di comunicare.

Dio ci cerca sempre come se non potesse essere felice senza di noi. Gesù ci cerca stanco e a noi sembra così poco divino, ma Gesù si è caricato delle nostre estreme debolezze, ha avuto fame e sete come noi e non ha nemmeno un recipiente per attingere acqua.

La samaritana viene descritta come una donna leggera, fanatica dell’amore, che vive una situazione irregolare difficile. Gesù le parla ed è segno che il cammino di fede non è chiuso a nessuno.

La salvezza è per tutti.

Gesù desidera che quella donna sia realmente soddisfatta della sua vita. Gesù è alla ricerca di quel cuore che è lontano.

Uno dei modi per esprimere la simpatia verso una persona che sa di essere allontanata è di chiedere un favore. “Dammi da bere” Gesù non l’ha detto in tono arrogante, si è messo allo stesso livello, non ha avuto paura di mostrare i suoi limiti.
Il Salvatore del mondo si fa bisognoso come sa, è un Dio che chiede, ma chiede per dare.
La richiesta di Gesù incontra un rifiuto esplicito ma motivato. Gesù non si lascia bloccare dal rifiuto della donna ma lo capovolge.

La vera meraviglia, però, è un’altra: dovrebbe essere lei a chiedere l’acqua viva a Gesù. Lui vuole aiutare la donna a scoprire quello che lei sta cercando anche se non sa di averne bisogno.

Acqua viva: un dono che solo Dio è in grado di dare. Gesù è colui che ti dà l’acqua che ti disseta definitivamente. La donna è sempre ferma all’acqua del pozzo e non sospetta che ci possa essere un’altra sete. Ma Gesù vuole che lei desideri in grande, perché solo il dono di Dio soddisfa il desiderio dell’uomo. Gesù chiarisce noi a noi stessi.

La donna non è ancora entrata nella logica di Gesù, ma lui non molla e allora va sulla vita personale della donna. Gesù vuole che si renda conto che lei è conosciuta da lui.

È a questo punto che la donna capisce che Gesù è disposto a compromettersi con lei anche pubblicamente e che non ha paura di perdere la faccia. Doppia meraviglia per la donna e per i discepoli.

Gesù ha rotto gli schemi ebraici, parla con una donna, una samaritana e convivente. E lei si sente ascoltata e compresa.

“Sono io che ti parlo”: questo è il nome di Dio, Gesù rivela chi è, dice “io sono qui per te adesso, non ho altro pensiero che stare con te adesso”.
Dio è uno che vuol stabilire rapporti, vuol condividere. La donna ha capito, è talmente contenta che sente il bisogno di raccontare la sua gioia ai suoi compaesani che prima evitava. Dimentica persino la brocca! Quando incontri Gesù, i tuoi bisogni sono ridimensionati.

“L’incontro con Dio ti fa capire che le altre cose che cercavi valgono meno”

(Bruno Maggioni)

 

Samaritana, peccatrice, diventa poi missionaria.

Gesù prende le persone là dove sono e le introduce ad un cammino di fede speciale nonostante le loro resistenze.

 

Qual è l’immagine di Gesù che ricaviamo da questo brano?

Una persona con una grande capacità di relazione. Non possiamo disperare, si possono ancora stabilire relazioni autentiche con Gesù. Lui non ha paura di essere rifiutato.

Gesù parlando sa di educare in spirito e verità, non conosce barriere culturali o religiose.

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