5^ di Quaresima

29 marzo 2020 – Anno A

 

Vangelo di Giovanni 11,1-53

Commento di suor Maria Vanda Penna, FMA

 

Tante riflessioni possono essere fatte su questo passo di Vangelo, che narra la risurrezione di Lazzaro, l’amico di Gesù, ma, proprio perché il tema è complesso, mi soffermo su una parola che oggi ciascuno di noi può sentirsi rivolgere: “Il Maestro è qui e ti chiama”.

Lazzaro è ammalato, lo fanno sapere a Gesù, Gesù non si precipita dall’amico, anzi, questa volta sembra volersi far pregare. Il motivo c’è.

Quando arriva, è troppo tardi, Lazzaro è morto da quattro giorni. E Gesù piange. Per ben tre volte l’evangelista registra la profonda commozione e il pianto di Gesù.

Qualcuno brontola e sogghigna … “non poteva venire prima e fare in modo che Lazzaro non morisse?”.

Le sorelle, una dopo l’altra, una all’insaputa dell’altra, velatamente lo rimproverano: “Se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto”. Gesù non è il rabbi da cui si va a imparare la Torah, Gesù è l’amico del cuore a cui tutto si può dire senza temere.

Mentre le due sorelle e le persone amiche piangono nella casa, si viene a sapere che Gesù sta arrivando e Marta, la donna intraprendente, si precipita per andargli incontro. Maria no, sta in casa raccolta sul suo dolore; chissà se non ha pensato che ormai non c’era più nulla da fare… Ma quando in casa torna Marta che, dopo aver parlato con Gesù, le dice in un orecchio “il maestro è qui e ti chiama”, ‘subito’ dice l’evangelista, anche lei va ad incontrarlo.

Perché Gesù la chiama? Che cosa vuole dirle? E quale folla di sentimenti, magari contrastanti, occupa il suo cuore?

Gesù l’ha chiamata. “Signore, se tu fossi stato qui …” e piange, e Gesù piange con lei. Questa è la più bella immagine di Dio, oggi soprattutto: Gesù che piange con chi piange. Il più grande conforto per Maria è certo stato questo. Con lei, diversamente che con Marta, Gesù non dice parole. Le sta vicino e prova i suoi stessi sentimenti, lei per il fratello, lui per l’amico.

“Il Maestro è qui e ti chiama”. Oggi fa bene sentircelo dire tra i tanti messaggi che ci raggiungono in questa ora buia. LUI è qui con noi, soffre con noi.

Marta e Maria, per quanto convinte credenti nel suo essere il Cristo, non azzardano sperare che Gesù ridia la vita al fratello. E l’evangelista non ci dice quali siano state le loro reazioni nel vedersi davanti Lazzaro nuovamente in vita. Registra invece quelle dei presenti: “Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui “.

Smarriti, oggi ci domandiamo “perché tanti morti, perché tanti operatori sanitari pagano con la vita le cure prestate ai fratelli, perché tanta solitudine, perché …

Gesù è la risposta che il Vangelo ci dà, non per toglierci le lacrime, ma perché ‘ci alziamo’ e lo ascoltiamo.

Da LUI allora possiamo accogliere le uniche parole oggi di conforto: IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA”.

 

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