2^ domenica Avvento Ambrosiano

24 novembre 2019 – Anno A

Vangelo di Luca 3, 1-18

 

COMMENTO di suor Graziella Curti, FMA

 

All’interno del grandioso panorama di storia universale, lo sguardo si fissa su un uomo che cammina nel deserto: terra di silenzio e di esodo dove ognuno trova la verità propria e di Dio.

L’immagine scelta dall’evangelista Luca richiama la storia di ogni donna e di ogni uomo: viandanti nel deserto in cerca di speranza.

Giovanni Battista, solo, avanza, viene prima, annunzia il realizzarsi di un avvenimento decisivo per tutta la vicenda umana. E’ una voce che percorre i secoli.

Voce-soglia della Parola. Voce che precorre il Messia. Lungo il Giordano e nella terra sacra della Giudea si ode il grido: “Preparate le vie del Signore”. Non più sentieri storti. Mai più burroni dove sprofonda la nostra depressione. Via gli abissi dell’ingiustizia e della disperazione. Si appianino i monti dell’orgoglio e della presunzione.
Perché, come dice il biblista, “solo l’umiltà è la verità dell’uomo, che è terra (homo, humilis, humus hanno la stessa radice) e in questa sua verità l’uomo incontra Dio che solo in essa gli viene incontro per salvarlo”.

Il procedere controvento di Giovanni, il suo modo di vestire, l’austerità delle sue parole e dei suoi modi richiamano gli antichi profeti, megafoni di Dio lungo la storia.

L’invito del Battista è essenziale, concreto, appartiene alla vita quotidiana.

Quando le folle, i soldati, i pubblicani lo interrogano: “Che dunque faremo?”, la sua risposta non ammette ambiguità. “Chi ha due tuniche ne dia una a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto”.

Giovanni non chiede di fare cose impossibili, di recarsi più volte al tempio, di fare particolari sacrifici e digiuni. Le strade diventano diritte attraverso l’onestà della vita.

Per fare spazio alla salvezza di Dio è necessario prendere coscienza del proprio peccato e sentirsi mendicanti del perdono del Signore. Ai pubblicani, ai soldati, alla folla Giovanni chiede quella santità della porta accanto di cui ci parla spesso Papa Francesco.

Il richiamo del Battista è sulla linea di una conversione che esige un mutamento concreto del vivere quotidiano, il cambio delle relazioni.

E’ un esempio umanissimo di apertura, di misericordia contro la politica dello scarto.
Nessuno è escluso dall’annuncio di salvezza.

L’evangelista Luca, che è lo scriba mansuetudinis Christi, fa pronunciare a Giovanni le parole della misericordia e della cura verso i fratelli.

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