Santissimo corpo e sangue di Cristo

II domenica dopo Pentecoste

14 giugno 2020

Vangelo di Matteo 5, 2. 43-48

Commento di suor Chiara Papaleo, FMA

 

Con questo brano, tocchiamo il centro del Vangelo!
Eppure, è scomoda questa Parola, mamma mia com’è scomoda!
Ma per quale razza di motivo mi è chiesto di amare il nemico? Non è sufficiente rispettarlo? Non è sufficiente “lasciarlo vivere”?
No. Perché il Padre ha solo figli, non ha nemici. E se io non amo il nemico, non amo il Padre che gli è padre.

Potremmo dire, parafrasando il grande Silvano Fausti, che se tu ami il nemico non fai un grande favore al nemico, fai un grande favore a te stesso. Tu, diventi figlio di Dio, perché diventi uguale al Padre: “Affinchè siate figli” dice Gesù in questo brano di Vangelo. Ed è interessante anche un’altra sottolineatura: è ora di sfatare il falso mito per cui il male impedisce il bene. Non è vero! Il male fa uscire il bene maggiore, cioè mi rende simile a Dio, mi fa amare gratuitamente, da Dio, appunto.
Ed eccola la domanda inevitabile della di vita, di ogni vita: ma, allora, che cos’è l’amore? Che cosa vuol dire amare?
René Voillaume, sapientemente, ci dice che “l’unico problema della nostra vita è imparare ad amare”. Proviamo ad addentrarci a piedi scalzi dentro al significato dell’amare.

Ci dice Fausti:

non basta l’amore del prossimo. Che cane non mangia cane è un detto popolare: anche i cani hanno l’amore del prossimo, anche le lamprede animali voracissimi, anche i cannibali vivono tranquilli con i cannibali, mangiano gli altri! Quindi l’amore del prossimo, l’amore del vicino è un bisogno fisiologico per la conservazione della specie […]  e più o meno ce l’hanno tutti. Quindi può anche essere un semplice interesse che non ha nulla a che fare con l’amore. Può essere l’espressione necessaria dell’egoismo per conservare la specie e l’individuo. Cioè è una solidarietà contro, e normalmente noi confondiamo per amore questa solidarietà contro. È qualcosa che soddisfa i nostri bisogni […].[1]

 

Per capire cosa sia l’amore, forse, ci conviene guardare con verità e schiettezza come siamo fatti: intendo dire che ogni persona desidera amare, questo è fuori discussione, poi ci capita spesso di confondere per amore il bisogno che noi abbiamo dell’altro, e cioè la soddisfazione che noi abbiamo dall’altro e, senza accorgercene, ci ritroviamo ad amare ciò che l’altro ci dà, ad amare noi stessi nell’altro e poi lo buttiamo via quando non ci dà più niente, o meglio quando non ci dà niente di ciò che ci aspettiamo per noi. Ed ecco che crediamo che un amore finisca… non è che finisca, è che non è mai cominciato, l’amore, quello vero!
Invece l’amore, quello vero, quello da Dio, è un’altra cosa. È quello di Gesù sulla croce, è quello dei primi cristiani che hanno conquistato il mondo solo amando e testimoniando l’Amore. Siamo talmente abituati alla croce di Gesù e alle storie dei nostri primi fratelli nella fede, che non ci riempiono più il cuore di stupore. E invece no!
Amare “da Dio” ti fa diventare pienamente te stesso! E tu chi sei? Tu sei esattamente l’amore che Dio ha per te, la tua identità, la nostra identità, è l’amore che Dio ha per noi. Allora amare è una questione di identità, mica di egoismo. Io ti amo, perché non potrei fare diversamente, non amo il male che è in te, amo te, perché sono convinto che questo amore ha già vinto. Amare è un’esigenza per restare fedeli a noi stessi, a come Dio ci ha sognati. Amare il nemico significa riconoscere nell’altro ciò che veramente è, ciò che si cela dietro il male che compie o pensa. Amare il nemico è sfondare quella barriera che tenta di nascondere la vera identità di ciascuno. Vuoi riconoscere Dio nell’altro? Sfonda la barriera di ciò che l’altro fa o dice o pensa, sii ostinato nell’amarlo e nel credere che colui che hai davanti non è identificabile col male che fa, ma la sua vera identità coincide con la tua: essere amato da Dio, essere figlio Suo. Ecco perché l’amore, quello vero, è un comandamento! Perché non sempre ci viene spontaneo, ma sempre dobbiamo sceglierlo! Cosa dobbiamo scegliere? Di essere dei vuoti a perdere! L’amore o è disinteressato, o non è amore; è interesse!
L’unico interesse concesso all’amore è il bene dell’altro. Ma, in fondo, il vantaggio è anche nostro: più amiamo così, più diventiamo simili al “più bello tra i figli dell’uomo”; e, dite, quale bellezza è più desiderabile del portare al mondo il Suo Volto?

Ah, tra parentesi… ci avete mai pensato che, a volte, il nemico più grande siamo noi a noi stessi?!

[1] https://www.gesuiti-villapizzone.it/sito/trascrizioni/mt/1/mt_014.pdf

5^ Domenica dopo il martirio di San Giovanni

5^ Domenica dopo il martirio di San Giovanni il precursore – Anno A 27 settembre 2020 Vangelo di Matteo 22, 34-40 Commento di suor Daniela Tognoni, FMA   L’imperativo dell’amore percorre come un filo rosso le letture di questa V domenica dopo il Martirio di S....

26^ Domenica del Tempo Ordinario

26^ Domenica del tempo ordinario - Anno A 27 settembre 2020 Vangelo di Matteo 21, 28-31 Commento di suor Rita Fallea, FMA   Un uomo aveva due figli… Sono due i modi in cui possiamo rispondere a Dio: con il sì, oppure con il no. La parabola che abbiamo ascoltato...

La terra va contemplata e protetta

Francesco prosegue il ciclo di catechesi nel periodo di pandemia riaffermando che “chi vive per sfruttare la natura, finisce per sfruttare la gente”, mentre compito di tutti è custodire il creato “per dare un futuro alle nuove generazioni” Di Adriana Masotti  ...

Le FMA vicine al popolo libanese

Le FMA e le Comunità Educanti dell’Ispettoria del Medio Oriente (MOR) sono vicine alla popolazione libanese colpita dalle esplosioni al porto di Beirut.   (Libano). Il 4 agosto 2020 la zona portuale di Beirut è stata colpita da più esplosioni che hanno distrutto...

C’è un filo sottile che ci salva nel marasma

Di Gianfranco Lauretano Siamo ripartiti. Mancano tante cose, ma il virus non ha spezzato quel filo sottile e indistruttibile dell’amore alla scuola e ai nostri alunni e colleghi.   Il primo giorno di scuola, lo sappiamo tutti, è un classico della letteratura e...

La bellezza che ci appartiene

“Io credo che la grammatica di una vita spirituale viva consista nell’imparare l’attenzione”. La bellezza del creato esiste nel momento in cui sappiamo guardarla con occhi attenti, curiosi, vivi: è il cuore del messaggio che ci affida il cardinale portoghese, grande...

Archivio Articoli

Categoria Articoli

Ti informiamo che, per migliorare la tua esperienza di navigazione su questo sito, utilizziamo diversi tipi di cookies, tra cui cookies a scopo di profilazione che ci consentono di accedere a dati personali raccolti durante la navigazione. Alla pagina informativa estesa è possibile negare il consenso all'installazione di qualunque cookie. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione saranno attivati tutti i cookies specificati in dettaglio nella informativa estesa ai sensi dell’art. 13 del Regolamento UE 2016/679. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi