Akash Bashir

Pakistan – 6 gennaio 2017
Una lettera per la Causa di Martirio di Akash Bashir, ex-allievo Salesiano

Con 450.000 cattolici l’arcidiocesi di Lahore è la maggiore del Pakistan. La città è tristemente nota per essere stata sede di diversi attentati: come quello che a Pasqua 2016 ha ucciso 78 persone e ferite 300, per lo più cristiane; o come il doppio attentato del 15 marzo 2015, contro una chiesa protestante ed una cattolica nel quartiere di Youhannabad. In quell’occasione un giovane exallievo salesiano, Akash Bashir, sacrificò la sua vita per evitare una strage tra i fedeli riuniti nella chiesa cattolica “St. John”; ed ora il Vicario generale dell’arcidiocesi ha chiesto l’apertura della sua causa di martirio.

Il quartiere di Youhannabad è sede di una delle più grandi comunità cristiane in Pakistan, fondata nel 1963 da p. Hennry, un sacerdote cattolico. È qui che ha sede la chiesa “St. John”, di cui è parroco don Francis Gulzar, anche Vicario generale dell’arcidiocesi, che il 6 gennaio 2017 ha inviato una lettera all’arcivescovo, mons. Francis Shaw OFM, “per richiedere formalmente di avviare la procedura ufficiale per dichiarare Akash Bashir MARTIRE, per onorare il suo sacrificio per la sua comunità della parrocchia di Yauhanabad”.

“Io stesso – prosegue la lettera – sono testimone del tragico attentato suicida compiuto presso la mia chiesa, mentre si celebrava la messa, con oltre 2500 fedeli, il 15 marzo 2015 (…). Akash Bashir, un ragazzo di 18 anni, era una di quelle persone in servizio sicurezza all’ingresso della chiesa; con grande coraggio ha trattenuto il kamikaze, anche quando questi gli ha mostrato la sua giacca chiedendo ad Akash di lasciarlo passare.

Ma Akash era così pieno di amore per la sua Chiesa e della forza dello Spirito Santo che non ha pensato a salvare la propria vita. Ha continuato a trattenere la bomba umana fino a quando il terrorista si è fatto esplodere. Akash è morto in quell’istante, ma ha salvato molti fedeli con questo coraggioso atto d’amore”.

L’attentato comportò comunque la morte di 20 persone e il ferimento di altre 80 circa, ma la strage sarebbe stata di molto maggiore se l’attentatore fosse riuscito ad entrare nella chiesa.

“Per questo presento il caso del signor Akash Bashir, che ha sacrificato la sua vita per salvare tutti i fedeli. (…) La comunità cristiana di Youhanabad è orgogliosa del suo giovane eroe, Akash Bashir, e chiede a Sua Eccellenza di trasmettere la nostra richiesta al Santo Padre e alla Congregazione pertinente per la causa del martirio”.

“Nella nostra comunità stiamo pregando per questo scopo, per Lei e tutta la Chiesa del Pakistan” si conclude la missiva.

I Cristiani in Pakistan sono una piccola minoranza, eppure la Chiesa è molto viva. I Cristiani sono per la maggior parte molto poveri, ma ricchi di fede, veramente interessati alla Parola di Dio, e sono tanti i laici impegnati.

Fonte: ANS

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