Abbiamo visto le immagini sul web di uno studente che lanciava un cestino contro un docente mentre un altro riprendeva la scena; non abbiamo visto, però, in tempo di cortei e scioperi, gli studenti manifestare contro gesti di questo tipo!

Sono state convocate di recente diverse assemblee sindacali per gli insegnanti, ma nessuna aveva come argomento all’ordine del giorno il confronto sul perché di un tale episodio. Sembra che la scuola sia sempre altro da quello che ordinariamente accade nelle aule e che la questione educativa importi poco. Contano eccessivamente le questioni “politiche” e sindacali, il rinnovo dei contratti e un certo modo di svolgere l’alternanza scuola-lavoro; ciò in attesa che arrivi il freddo intenso e si cominci a scioperare per il mancato riscaldamento, che si avvicini il Natale e si anticipino le vacanze con qualche giorno di occupazione. Il fatto educativo non esiste sul progetto de “La buona scuola”, non è proprio espresso in pagine e pagine, e – come ho sentito affermare – “se non è scritto, vuol dire che non esiste!”.

Nonostante la realtà ci richiami alla nostra umanità fra quei banchi e sebbene le fragilità emergano di continuo in quelle aule, sembra come volerle tenere distanti o al massimo in un angolo, dietro la lavagna; spesso ci si perde nel programmare, nei progetti, per le valutazioni, attorno ai numeri, a causa delle scadenze, tra tante riunioni, anziché riflettere e agire sul “cosa sto facendo della mia vita?”, “a che punto sono i miei sogni?”, “come vivo la mia esperienza di studente o docente?”, “so costruire relazioni significative?”, “ciò che insegno o studio riempie di senso la mia esistenza?”, “che donna o uomo sono oggi e quali i miei modelli?”.

Non c’è una colpa e non c’è un colpevole per questa sorta di deriva funzionale, però da docenti appassionati soffriamo troppe volte in silenzio, mentre gli studenti crescono con conoscenze anche di alto livello, ma con la consapevolezza di sé e dell’altro da sé frantumata.

Cosa ci salverà? La meraviglia, propria quella insita nell’arte, nella letteratura, nelle scienze, nella tecnologia, nella storia, in ogni disciplina quando è proposta come il dono più prezioso della professione di docente, proprio la meraviglia ci farà e ci fa ricominciare ogni giorno!

In una scuola del Nord Italia, racconta il Prof. Rutigliani sul proprio profilo social, dopo la diffusione dell’episodio del cestino volante, una sua allieva ad inizio giornata in aula gli corre incontro, ma non per aggredirlo bensì per abbracciarlo e ringraziarlo, anche questo ripreso da un telefonino. Quanto farebbe bene vederlo, quanto se divenisse virale!

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