Compiti per casa

«Ci sono varie formule per avere successo nella vita,
ma ce n’è una che non tramonterà mai.
Fare bene i compiti per casa».

Sono le parole del professore Rosario Faraci, Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese nell’Università degli Studi di Catania, particolarmente interessanti in uno di quei corsi e ricorsi di dibattiti sul peso e il valore dei compiti per casa lasciati dai docenti.

Il tema, però, va ampliato ed è applicabile non solo alla scuola, ma anche all’università, al lavoro, alla vita, alle relazioni. Infatti la questione non è tanto sui compiti, quanto sul farli bene in qualunque contesto! Continua Faraci: «Ieri mattina, all’iniziativa “Start Up Morning”, undici progetti imprenditoriali si sono dati battaglia per vincere le premialità assegnate dall’Ateneo.
Tutti progetti belli e interessanti, ma hanno vinto i gruppi che hanno dimostrato di aver svolto bene i “compiti per casa”.

Alla pausa, ho pranzato con due persone molto brave che tali sono perché, nonostante la giovane età, hanno sempre fatto bene i “compiti per casa” e sono attente ai dettagli, non lasciano nulla al caso. La loro determinazione nasce da lì. Ieri pomeriggio ho esaminato una decina di studenti per gli esami di Economia e Gestione delle Imprese. Si sono impegnati tutti a fare del loro meglio, ma si è aggiudicato la palma del migliore – un “30” rotondo quanto una luna piena – chi mi ha dimostrato, con grande serenità ma altrettanta determinazione, di aver fatto bene i “compiti per casa”.
E così via».

Possiamo discutere sulla mole del lavoro assegnato a casa, sulla possibilità di evitare gli eccessi, sulla mancanza di guide che insegnino come si fanno i compiti, ma anche sull’incapacità di concentrarsi su qualcosa a lungo, sulle inutili distrazioni, sul tempo dedicato, sull’agenda piena di attività di un bambino già a cinque anni. Ma c’è di più!  

«I “compiti per casa” – aggiunge Faraci – sono una condizione necessaria ma non sufficiente. Bisogna poi essere bravi a gestire le situazioni contingenti. Ma la mia esperienza dimostra che quando si sono fatti bene i “compiti per casa”, i risultati non tardano a venire. Io stesso, quando non ho ottenuto ciò che avevo sperato o voluto, tornando indietro ad esaminare i miei errori, mi sono reso conto che non avevo fatto bene i compiti per casa e che avevo improvvisato».

Si può non assegnare alcun compito per casa agli studenti, ma nulla potrà esimerli dagli impegni/compiti che la vita richiede per essere davvero piena ed abbondante, utile per la collettività e mai banale. Il disimpegno corrisponde al fare danno agli altri, all’essere disonesti, al pesare sulla società, al non diventare mai adulti nonostante l’età, al tradire le proprie attese e quelle di chi ci circonda, al vivere persino da parassiti.

Al contrario, dice ancora Faraci: «I “compiti per casa” sono quella parte profonda di un impegno, spesso invisibile, che va oltre la punta dell’iceberg dell’innamoramento, dell’entusiasmo, della voglia di fare e delle capacità di networking. Sono un atto d’amore.
Dove amore vuol dire pure cura, dedizione e sacrificio, non soltanto avere “le farfalline nello stomaco” o dire a ripetizione “ti voglio bene”.
Il verbo più bello che declina il termine amore è “man-tenere”, cioè “tenere per mano”. E per imparare a “man-tenere”, anche nelle relazioni fra le persone, bisogna saper svolgere bene i “compiti per casa”. Aveva ragione la mia mamma. Siediti: prima i compiti, poi fai tutto il resto!».

Mai più morire soli

Di Giovanni Marcotullio Un regalo di Natale passato forse inosservato è il protocollo che un tavolo tecnico molto assortito ha proposto alla Regione Toscana: la delibera che ha fatto proprio il protocollo ha permesso l'avvio di una procedura che permette ai parenti di...

3^ Domenica dopo l’Epifania – Anno B

3^ Domenica dopo l’Epifania – Anno B 24 gennaio 2021 Vangelo di Matto 14, 13b-21 Commento di suor Daniela Tognoni, FMA   La pericope proposta nella liturgia odierna si colloca nel Vangelo di Matteo, nella sezione narrativa che separa il Discorso in Parabole dal...

3^ Domenica del Tempo Ordinario – Anno B

3^ Domenica del Tempo Ordinario - Anno B 24 gennaio 2021 Vangelo di Marco 1, 14- 20 Commento di suor Rita Fallea, FMA   Le letture di questa domenica mi suggeriscono un percorso in tre passi: il cammino; la conversione; la meta.   1. Il cammino Ad un primo...

Laura Vicuña generatrice di vita

Di suor Anna Maria Dacrema, FMA     Desidero presentarvi Laura, una ragazza che sogna, gioca, ride, ama, soffre e prega. Una giovane alunna che studia, lavora, dialoga con l'amica del cuore e condivide le sue esperienze con i Salesiani e le suore della...

Custodire la fragilità

LE POCHE COSE CHE CONTANO oggi, in educazione   di Suor Cristina Merli, FMA     Nei momenti di crisi, se ci si lascia toccare da ciò che accade, si diventa più essenziali, si scopre ciò che è indispensabile e si impara a lasciar andare ciò che è...

Non di solo studio…

Di Daniele Somenzi   Come organizzare studio e vita sociale nel quotidiano dei ragazzi? E’ una domanda che ci siamo posti tante volte, perché l'organizzazione è un punto fondamentale della missione di “Parole Insieme”. Per questo lavoriamo tanto nel pensare i...

Archivio Articoli

Categoria Articoli

Ti informiamo che, per migliorare la tua esperienza di navigazione su questo sito, utilizziamo diversi tipi di cookies, tra cui cookies a scopo di profilazione che ci consentono di accedere a dati personali raccolti durante la navigazione. Alla pagina informativa estesa è possibile negare il consenso all'installazione di qualunque cookie. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione saranno attivati tutti i cookies specificati in dettaglio nella informativa estesa ai sensi dell’art. 13 del Regolamento UE 2016/679. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi