Come sarà la scuola nel 2050?
Risponde un gruppo selezionato di insegnanti del TED-Education

Un gruppo selezionato di insegnanti provenienti da 6 paesi diversi, rispondono alla domanda rivolta loro da Laura McClure, educatrice del programma TED-Ed: come vedono la scuola del futuro.
Gli insegnanti fanno parte del TED-Ed Innovative Educators, il programma globale che mette in connessione i docenti con gli speaker del TED.

Interessante è notare come le risposte siano molto legate al luogo in cui i docenti operano e la profonda differenza tra la visione orientata all’efficacia degli USA e la cultura umanitaria dell’America del Sud.
Innovative quelle dell’Armenia e della Corea: paesi emergenti. Peccato che non ci sono interviste a docenti europei.

Le scuole non cambieranno molto.

Negli ultimi cinquanta anni, le aule non sono poi tanto cambiate. Anche l’architettura è rimasta la stessa di cinquant’anni fa. Quindi la scuola rimarrà uguale a se stessa. Questa la constatazione di Vicki Albritton, insegante in Georgia, Stati Uniti.

Le scuole avranno un aspetto completamente diverso

Sedie e banchi spariranno e la scuola non sarà più un luogo fisico. Gli studenti impareranno ad interagire con il mondo circostante, vivranno insieme, e studieranno in aule in continuo movimento. Il loro campus, sarà il mondo reale.
Per studiare e portare avanti progetti, lavori ed esami utilizzeranno le biblioteche e i laboratori della città. In sostanza, l’apprendimento non sarà più circoscritto a un luogo fisico. Questo quanto dichiara Hyuk Jang, insegnante a Busan, Corea del Sud. Citando il noto modello di apprendimento dell’Università Minerva di San Francisco: “The world as your campus”.

Le scuole dovranno avere sistemi di sicurezza migliori

Educare gli studenti alla sicurezza, come compito trasversale: dalla sicurezza nei comportamenti relativi alla salute e al benessere personale (alimentazione, igiene, uso di sostanze nocive, condotte sessuali), al rispetto per l’ambiente, all’osservanza delle regole della strada, alla prudenza in tutti i comportamenti quotidiani. Solo così si potranno evitare e prevenire i gravi episodi “di sparatorie nelle scuole” che negli ultimi tempi hanno monopolizzato la vita di diverse scuole.
La scuola diventerà un hub, un luogo dove gli studenti passano di tanto in tanto, solo quando ne hanno bisogno, se non si interviene sulla formazione del sistema sicurezza. Il pensiero di Shannon Freno, insegnante in Kansas, Stati Uniti.

 Le scuole dovranno cambiare format

Ce la faranno le scuole a sopravvivere fino al 2050? Perché le scuole possano sopravvivere, esiste un unico modo: dovranno cambiare molto. Sparirà il concetto di “format di aula fisica” con banchi, sedie e cattedre; si passerà a spazi virtuali di apprendimento. Gli studenti impareranno, prima di tutto, tramite le abilità negoziali a risolvere problemi e a scambiare idee in modo assertivo e proattivo. Sharon Hadar, educatore in Raanana, Israele.

L’istruzione sarà nulla se non si cambia approccio

“Per cambiare la scuola, devi cambiare il mondo”. C’è bisogno di più inclusione e giustizia sociale con aule multidisciplinari che favoriscano l’integrazione fra alunni, perché in questo momento, la differenza tra i quartieri poveri e ricchi è enorme a partire dalle classi scolastiche”. La riflessione di Eduardo Godoy, insegante a San Paolo, Brasile.

L’aula sarà un grande spazio per i makers

In un mondo in cui la tecnologia e “Siri” rispondono a tutte le nostre domande, non sarà più necessario interrogare i nostri studenti, l’apprendimento sarà valutato in base al pensiero critico di ciascuno, e alle capacità personali di risoluzione dei problemi della vita. La letteratura e la matematica sopravvivranno, ma saranno insegnate in modo diverso.
La matematica verrà concepita come un metodo per imparare a risolvere i problemi quotidiani e per incastrare perfettamente ogni pezzo nel puzzle della vita. Mentre, per la letteratura, gli alunni saranno i protagonisti delle loro storie. Non si chiederà più di imparare i testi a memoria, ma saranno gli studenti a creare storie, attraverso progetti di creatività.
Il ruolo degli insegnanti nelle scuole sarà quindi quello di essere una guida illuminante verso la strada dell’innovazione.
“Ma come si fa a fare in modo che un bambino possa essere innovativo? Lo si lascia libero (anche di sbagliare)”.
Questa la riflessione di Nicholas Provenzano, insegnante in Michigan, Stati Uniti.

Più creatività in classe

“Creatività è la parola d’ordine, ciò che le professioni oggi richiedono”. Istruzione non vuol dire solo insegnare conoscenza e condividerla, ma soprattutto capire come adoperare al meglio questa conoscenza e cosa farne nel mondo reale.
Ecco come la pensa Josefino Rivera Jr., insegnante a Buenos Aires, Argentina.

Gli studenti impareranno che nulla è impossibile

“Educare vuol dire insegnare il concetto per cui tutto ciò che non è possibile fare oggi, sarà possibile farlo in futuro”.
Questo è il ruolo dell’insegnamento che spetta agli educatori, secondo Kristine Sargsyan, insegnante a Yerevan, Armenia.

Liberamente tratto da: Ischool educational / Gabriella Rocco

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