Rimettiamo la relazione al centro

A ragionare sulle responsabilità degli adulti (genitori, insegnanti, istituzioni, scuola, associazioni) sono stati chiamati Eraldo Affinati, scrittore e insegnante, Chiara Giaccardi, professoressa di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Alex Corlazzoli, giornalista e scrittore, Stefania Pompili, AD di Sopra Steria,e Daniele Barca, dirigente scolastico a Modena.

 

In occasione della riapertura delle scuole di ogni ordine e grado, Telefono Azzurro e Vita riprendono la serie di Dialoghi in streaming “Ripartiamo da bambini e adolescenti” già proposta da fine maggio a fine luglio, con l’intento di portare l’attenzione sui minori cioè sul futuro di questo Paese e influenzare i processi decisionali sul tema e facendo rete associazionistica tra gli attori coinvolti.

Il primo appuntamento dei cinque a calendario della nuova serie che si terrà ogni giovedì alle 18 (qui il calendario), condotto da Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e Professore ordinario di Neuropsichiatria infantile all’Università di Modena e Reggio Emilia, e da Riccardo Bonacina, Founder ed editorial coordinator di Vita ha avuto per tito “Che responsabilità per il futuro dei nostri bambini e ragazzi”.

A ragionare sulle responsabilità degli adulti (genitori, insegnanti, istituzioni, scuola, associazioni) sono stati chiamati Eraldo Affinati, scrittore e insegnante, Chiara Giaccardi, professoressa di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Alex Corlazzoli, giornalista e scrittore, Stefania Pompili, AD di Sopra Steria,e Daniele Barca, dirigente scolastico a Modena.

Per affrontare la grave crisi in atto c’è bisogno di ripartire dalle relazioni, dalla gioia del ritrovarsi, ha detto Daniele Barca. Per questo vanno rilanciati con convinzione i patti educativi in grado di tenere aperte le scuole tutto il giorno, a partire dai territori dove è più grave e diffusa la povertà formativa, per risarcire, con tutti gli strumenti possibili e attraverso scelte coraggiose e sperimentazioni didattiche (tutor e esterni e medici scolastici), bambine e bambini, ragazze e ragazzi del tempo perduto. Bisogna passare dalle attenzioni tutte concetrate sul rischio dello stare insieme al restituire la bellezza dello stare insieme, sia pur in forme nuove, è stato sottolineato.

L’emergenza ci ha lasciato un sentimento di fragilità che ha fatto riscoprire una coralità e una vitalità che era andata perduta, ripartiamo da qui è stato l’invito di Eraldo Affinati che ha ricordato l’esempio positivo di Willy Duarde un ragazzino, un adolescente, che è morto perchè si è mosso per aiutare un amico.

Non chiamiamola ripartenza, ha detto Chiara Giaccardi, quella che abbiamo vissuto non è una paretesi e non siamo chiamati a tornare come prima con qualche procedura di sicurezza in più, no siamo chiamati a cambiare ae compiere i cambiamenti che già intravedavamo. Chiamiamo questo frangente nuovo inizio, rigenerazione. Da questo punto di vista lo stop forzato della scuola deve essere una grande opportunità di ripensamento e di rinnovamento dell’istituzione che più di tutte è chiamata a curare le diseguaglianze memori di un invito prezioso di McLuhan “La città come aula”.

Alex Corlazzoli, giornalista e scrittore, ma soprattutto maestro in presenza e in tv su Rai Gulp ha avvertito “Troppi dirigenti sciolastici si preoccupano solo della messa inscena della sicurezza. Riempiao la scuola di cartelli sul non fare questo o quello e non pensiamo a fare un cartello di benvenuto!”.

Stefania Pompili, AD di Sopra Steria e mamma ha ricordato come il capitale umano di valore e di qualità faccia la società migliore e più buona. In particolare ha invitato le istituzioni ha scalare la classifica della digitalizzazione che vede l’Italia 25° paese su 28 paesi europei. Non possiamo dimenticare che i bamnini che hanno potuto usufruire di una connessione internet superiore ai 30 MegaByte sono solo il 37,2%.

 

 

 

Fonte: Vita

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