Shoah: distruzione e ricerca dell’uomo

Ogni evento storico tende sempre a scomparire dall’orizzonte della coscienza, la Shoah, invece, pone ciascuno di fronte ad una scelta, non è possibile rimanere indifferenti.

La memoria del genocidio nazista non risponde, infatti, ad esigenze di carattere gnoseologico, né soddisfa la curiosità di alcuno; ricordare quell’evento significa farsi carico del dolore del Novecento, assumersi la responsabilità per quanto è stato compiuto, ponendo le basi perché non si ripetano più altri crimini contro l’umanità.

Secondo Hannah Arendt, la Soluzione Finale è stata“an almost complete break”, una rottura profonda tra il flusso della precedente storia occidentale, basata sull’idea di progresso e di civiltà, e l’incerto futuro, segnato dall’annientamento di un popolo e, soprattutto, dalla distruzione ontologica dell’uomo.

Dopo Auschwitz, per Sartre, non è possibile più credere in Dio né, in generale, nella razionalità, sia religiosa che laica, che guida la Storia: il Novecento, dunque, appare come un secolo critico, in cui gli eventi hanno minato al concetto stesso di uomo.

La Shoah, da questa prospettiva, non è stata l’annientamento soltanto di un popolo, ma di ogni Persona, in ogni tempo e in ogni luogo: a tutti è stato tolto il valore della civiltà, tavola di confronto per inquadrare e sublimare le proprie concezioni in un sistema definito e dialettico; a tutti è stata negata la possibilità di testimoniare ideali; si ripropone quell’“appendere le cetre ai salici”, di biblica e letteraria memoria, così che “scrivere poesie dopo Auschwitz è un atto di barbarie” (T. W. Adorno).

Il principio della distruzione è racchiuso in un’icastica espressione di Hannah Arendt, banalità del male: il confine tra gli estremi antitetici di Bene e Male è stato reso labile, poiché la libertà è stata scissa dalla responsabilità; quel binomio, costruito sapientemente da Lévinas, per cui essere liberi significa rispondere al “volto dell’Altro”, è stato cancellato dalla lucida follia di chi si è posto arbitro della vita e della morte per un popolo intero: si pensi a quanto scrive Primo Levi, nella lirica che apre “Se questo è un uomo”: “Considerate se questo è un uomo […]/ che muore per un sì o per un no”.

Eppure, nonostante la Shoah e, anzi, proprio a causa di essa, è necessario fare memoria, assumersi su di sé il dolore del secolo, comprendere che il sistema nazista, senza dimenticare tutte le altre forme di negazione della Persona, è un epifenomeno (M. Giuliani), che nasconde il male radicale della mania di onnipotenza dell’individuo.

La sola memoria del sentimento è insufficiente, provoca una commozione effimera, cieca davanti alle nuove sofferenze; come afferma, infatti, Rav. Roberto della Rocca, “non resta che percorrere quindi la via della perpetuazione del ricordo a monito per i posteri.

Una memoria attiva […] significa per ognuno […] assumere i crimini della storia come male fatto a ciascuno di noi, appartenenti tutti alla grande famiglia dell’umanità.

E significa anche non liberarsi mai passivamente del dolore e del lutto […], ma accettarli come segno permanente di un crimine le cui responsabilità collettive e singole sono assai precise”.

La memoria della Shoah porta con sé l’imperativo sacro del tiqqun ‘olam, del perfezionare il mondo, al fine di rispondere a quel dolore tramite una nuova redenzione, una rinnovata fiducia nel valore della civiltà, perché la Storia non sia un groviglio senza significato, ma sia illuminata dal volto dell’Altro, dal principio della libertà responsabile, perché la sofferenza del secolo non rimanga senza senso, ma riceva un “balbettio di significato” (Hans Jonas).

Pertanto, come afferma Elie Wiesel, “chi ascolta un superstite dell’Olocausto diventa a sua volta un testimone”, in una catena di martiri della Shoah, capaci di rinnovare quell’interrogativo della Genesi: “Adamo, dove sei?” e di rispondere, con altrettanta forza, “Sono nel Volto dell’Altro”.

 

Andrea Miccichè

2^ Domenica di Avvento

2^ Domenica di Avvento Vangelo di Matteo 3,1-12 Commento di suor Simona Bisin, FMA    La figura di Giovanni il Battista, che troviamo in questa seconda domenica di Avvento, ci porta già al mistero del Natale: “Il Regno dei cieli è vicino” e ci indica la conversione...

Festa di Cristo Re dell’Universo

Festa di Cristo Re dell’Universo Vangelo di Matteo 25,31-46 Commento di suor Susanna Anzini, FMA   In questa domenica, nel rito romano, si celebra la festa di Cristo Re dell’Universo, che è la festa che conclude l’anno liturgico e nella quale si pone l’attenzione...

La stanza degli abbracci

Di Paola Belletti   Perché questo tempo non è solo "il tempo del Covid" è soprattutto il presente, il solo che ci è dato a disposizione e l'unico nel quale nutrire e curare le relazioni con le persone che amiamo. In una RSA a Castelfranco Veneto hanno realizzato...

Nella fine è l’inizio

Di suor Cristina Merli, FMA   L’irrompere e il perdurare della pandemia nel mondo è un microscopio per leggere il nostro tempo e un telescopio per guardare più lontano. Il Covid-19 è una catastrofe che ha rovesciato tutti gli aspetti della nostra esistenza: dopo...

Nessuna parola

Di Riccardo Deponti   Sono le 03,50. Sono ancora sveglio nel mio letto, con gli occhi chiusi. Ma non riesco ad addormentarmi... parole, frasi, discorsi mi riempiono la testa... Provo a svuotarla... ma nulla. Accendo il cellulare, e provo a mettere un po' di...

Collegi Universitari, accoglienza e formazione

Di suor Silvana Mascotto, FMA   Il trafiletto ‘Il valore dei Collegi universitari di merito’ comparso su Avvenire del 16 ottobre dentro un’ampia pagina che considerava la sfida di Papa Francesco con un ‘patto educativo globale’, ha permesso di rilevare due dati...

Archivio Articoli

Categoria Articoli

Ti informiamo che, per migliorare la tua esperienza di navigazione su questo sito, utilizziamo diversi tipi di cookies, tra cui cookies a scopo di profilazione che ci consentono di accedere a dati personali raccolti durante la navigazione. Alla pagina informativa estesa è possibile negare il consenso all'installazione di qualunque cookie. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione saranno attivati tutti i cookies specificati in dettaglio nella informativa estesa ai sensi dell’art. 13 del Regolamento UE 2016/679. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi