Ultimi sforzi per gli studenti, la fine di quest’anno scolastico è vicina, il conto alla rovescia si può fare quasi sul palmo di una mano! Dietro l’angolo la conclusione per tutti, tranne per coloro che devono affrontare gli esami.

Le ultime ore degli ultimi giorni scorrono lentamente per chi ha lavorato bene ma anche serenamente, invece sono troppo veloci per chi non si è impegnato fino in fondo e cerca di recuperare o salvare il salvabile.
Mentre si pensa all’estate e alle vacanze, quando tutto è proiettato al “finalmente è finita!”, non è male guardarsi indietro un attimo e verificare come sono andati questi ormai trascorsi 200 giorni di scuola.

Il termine “verifica” può spaventare un po’, ma niente paura e soprattutto niente voti!
Farlo è utile per se stessi, per non scaricare colpe su altri, per comprendere le proprie responsabilità, per progettare un nuovo anno… naturalmente sempre dopo le meritatissime vacanze!

Spesso si pensa che l’unico risultato che conti a scuola sia quello valutato con giudizi e numeri; certo non va trascurato vista la fatica quotidiana per ottenere dalla sufficienza all’ottimo o dal 6 al 9, ma si tratta per lo più di valutazioni sulle conoscenze e sulle competenze. Cosa, invece, difficilmente o raramente viene fuori?

Proviamo a capirlo con qualche domanda fondamentale a cui nessun altro potrà rispondere se non lo studente:

  1. Che persona sono stata tra i banchi di scuola, nella mia classe e con gli altri compagni?
  2. Ho costruito amicizie significative e durature?
  3. Dopo ore di studio e tanti compiti porto con me qualche contenuto importante e spendibile nella vita quotidiana o ho cancellato ogni cosa?
  4. Ho perso 200 giorni della mia vita o ne è valsa la pena affrontarli uno per uno?
  5. I compagni di classe si ricorderanno di me per il meglio o per essere stato fastidioso?
  6. I docenti, non vedendomi d’estate, si sentiranno liberati ed in pace per qualche mese o porteranno un bel ricordo?
  7. Ho fatto il mio dovere con impegno e sacrificio o spesso ho cercato le vie più brevi e meno faticose?
  8. Penso di avere compiuto dei passi in avanti per realizzare qualcosa di buono per il mio futuro?
  9. C’è stata almeno una persona (coetaneo o adulto) che mi ha veramente aiutato e sostenuto, che ha creduto in me? Ed io ho riposto fiducia in qualcuno?
  10. Sono stato capace di cogliere il meglio da ogni momento e magari di viverne alcuni con entusiasmo e gioia?

Da piccoli contano molto gli altri che indirizzano la nostra crescita, da adolescenti gli altri li mettiamo da parte, perché vogliamo conquistare il mondo da soli, seppur non mancano le influenze esterne e i modelli, positivi o negativi.

Tuttavia, ciò che saremo è sempre frutto di ciò che siamo stati!

Per questo hanno senso le dieci domande e forse pure un’altra in vista delle vacanze, quella che si pongono in molti affidandosi alla sorte: “Come sarà questa estate?”. In realtà è posta in modo sbagliato, quasi passivo; non sarebbe meglio chiedersi “Come sarò io durante questa estate?”.

Marco Pappalardo

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