Un murale per Don Bosco

Il volto di Don Bosco nelle periferie: un murale di Jorit a Foggia

In una manciata di giorni una parete cieca del rione “Candelaro” di Foggia, nei pressi della locale opera salesiana, ha acquistato tanto significato e valore sociale grazie ai tratti veloci dell’artista di street art “Jorit”. Su iniziativa della Direzione Generale della Congregazione Salesiana è stato infatti realizzato un grande dipinto murale del volto di Don Bosco, che decora e abbellisce un’area periferica della città, e che continua a portare lo sguardo magnetico del Santo dei Giovani ai ragazzi del XXI secolo. Il murale, inoltre, sarà anche il protagonista di una sorpresa destinata ad entrare nella case salesiane di tutto il mondo…

“Se vuoi farti buono pratica queste tre cose e tutto andrà bene: allegria, studio, pietà. È questo il grande programma, il quale praticando, tu potrai vivere felice!”.

Jorit è partito da lì, da questo celebre aforisma di Don Bosco, per la sua rappresentazione di Don Bosco sul muro di Foggia. E non solo nel senso che ha trovato ispirazione in questa frase: come sua abitudine prima di realizzare i murales-ritratti che l’hanno reso famoso, l’artista ha infatti inaugurato la “tela di cemento” riportando sul muro la frase del soggetto che si apprestava a raffigurare, successivamente ricoperta dal disegno.

In questo modo il murale contiene in senso non solo figurato, ma letterale, il messaggio di Don Bosco ai giovani – un messaggio valido in ogni epoca e a tutte le latitudini.

Iniziata nella giornata di venerdì 29 novembre, l’opera è proseguita ad ampi passi nei giorni successivi e già oggi, 3 dicembre, è possibile vedere l’immagine ben delineata del volto di Don Bosco.

Il murale realizzato a Foggia sarà inaugurato ufficialmente nel giorno dell’Immacolata, domenica 8 dicembre, alla presenza del Consigliere Generale per la Comunicazione Sociale della Congregazione, don Filiberto González Plasencia, e dell’Economo Generale, sig. Jean Paul Muller, SDB. Ma già prima, sabato 7, farà da fondale per girare le ultime scene del video della Strenna del Rettor Maggiore per il 2020 – e in questo modo sarà poi visibile a tutta la Famiglia Salesiana del mondo a partire dagli ultimi giorni di dicembre.

Ecco come ha scritto su Facebook una giovane di Foggia, Gessica Borrelli, in riferimento a Don Bosco e al suo murale:

Dove Candelaro s’incrocia con via Lucera,
Io ti vedo…
e tanto basta ad infiammare il cuore.
Nel punto in cui i ragazzi passeggiano e qualche volta marinano la scuola,
Sei lì e ti vedo…
Nello stesso dannato punto in cui i negozi saltano continuamente in aria
sei li!
Sospeso tra il reale e il sogno,
Tra la voglia di cambiare e la tradizione,
Tra uno schiaffo e una carezza,
Tra ragione, religione e amorevolezza,
Tra uno sparo e un bacio rubato dietro l’angolo
Tra odio e amore, generosità e intolleranza,
Ti vedo.
A guardarci.
Dove tutti vedono solo un murales,
Io vedo una speranza,
La leggo negli occhi
I tuoi.
Questo è l’inferno e il paradiso,
Dove Tra lupi e agnelli
Cerchiamo di sopravvivere,
Si lotta per sopravvivere
E tante volte si cade,
Ma quando si cade
Ci insegni che anche la corda più arida in ognuno di noi
Può continuare a vibrare toccata nel punto giusto.
In questa periferia,
Che è CENTRO
dell’anima di molti,
nel posto in cui i problemi di cui tutti parlano,
sono vivi…sono reali!
Ti vedo…e tanto mi basta!
La #periferia è il posto più ricco del mondo”.

Nato a Napoli nel 1990, Jorit Ciro Cerullo, conosciuto semplicemente come “Jorit” è oggi un’artista di street art tra i più affermati al mondo. Artisticamente ha maturato uno stile figurativo e si è specializzato nella rappresentazione di giganteschi ritratti realistici, non privi però di messaggi sociali – contenuti nelle scritte, così come nella scelta stessa dei luoghi in cui vengono collocati: in periferia, all’aperto, fruibili da tutti gratuitamente.

Hanno scritto su di lui le più grandi testate giornalistiche internazionali, come The Guardian, BBC, Middle East Eye, TeleSur, Euronews, ha esposto opere nelle gallerie di Londra, Berlino, Sydney e Roma, e ha realizzato ritratti murali in tutto il mondo, unendo volti noti e meno noti: San Gennaro e Maradona a Napoli, Nelson Mandela a Firenze, Yuri Gagarin tra i palazzoni di Odintsovo, poco distante da Mosca, una giovane palestinese sul muro di separazione israeliano, e poi “scugnizzi”, ragazzi autistici, attivisti, personaggi di film e dell’immaginario collettivo…

 

Fonte: InfoAns

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