19ma Giornata della Memoria: incontro con Liliana Segre

Mercoledì 15 Gennaio 2019 le classi quinte superiori dell’Istituto Maria Ausiliatrice di Milano, via Bonvesin della Riva, hanno partecipato all’evento-testimonianza di Liliana Segre presso il Teatro Arcimboldi di Milano. Ecco il loro racconto:

Insieme a duemila studenti, provenienti da diverse scuole di Milano e provincia, c’eravamo anche noi di Bonvesin con l’onore, il privilegio e, soprattutto, la responsabilità di essere in prima fila.

Le parole di Liliana, senatrice a vita e una delle ultime testimoni sopravvissute ad Auschwitz, sono arrivate dritte alle nostre coscienze e ai nostri cuori.

Noi siamo i “nipoti ideali”, come spesso ci ha chiamato Liliana, che abbiamo il dovere di ricordare e di portare il “testimone” affinché la storia della Shoah non si riduca ad un “capitolo in un libro di storia”, poi una riga e poi… nemmeno più”.

Ritornati a scuola, ciascuno di noi ha affisso su un cartellone quella parola che gli era rimasta più impressa “per non dimenticare”. Abbiamo così condiviso le nostre riflessioni e i grandi insegnamenti per la vita che “nonna Liliana” ci ha consegnato.

Vita, libertà, coraggio, speranza, un passo dopo l’altro, dolore, pianto, bellezza, speranza, farfalla, pietà, indifferenza, “non sono mai diventata come loro”, responsabilità, ricordo…

Tra pochi anni non ci saranno più testimoni in vita della Shoah.

È per questo che oggi più che mai, diventa di vitale importanza difendere la verità e far si che la Giornata della memoria non sia una semplice data segnata sul calendario, ma l’ennesimo giro di boa che permetta di non dimenticare le atrocità del periodo forse più buio della storia dell’umanità. La tragedia dell’olocausto ha infatti aperto degli orizzonti nuovi nell’immaginario del male, ha reso persone comuni complici, complici di aver fatto si che tutto ciò che è stato giacesse nell’indifferenza.

È stato un po’ come assistere a un naufragio da una distanza di sicurezza, al cui termine è rimasta solamente un’immobile distesa d’acqua salata. È perciò molto importante che le nuove generazioni non dimentichino, che portino avanti i messaggi, i valori e gli insegnamenti che i superstiti hanno con tanta fatica e dolore lasciato noi. Primo Levi, con una poesia che si trova all’inizio del suo libro “Se questo è un uomo” ci comanda di ripetere le sue parole ai posteri, chiede di essere ricordato, poiché il ricordo è ormai tutto ciò che gli resta, l’unico modo per far si che tutto ciò non si ripeta mai più.

La Memoria non deve essere celebrata solamente il 27 gennaio, ma deve essere portata sempre con noi, nei nostri cuori, da qui all’eternità.

Prof. Basso e Annalisa Magnani (5^LSU)

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