Per questo film così bello e importante vi offriamo due recensioni insieme.
La prima è di Stefano Pasetto (senza spoiler) e la seconda è di Matteo Pirovano (con spoiler) così accontentiamo i più curiosi.

Mentre il Primo Ordine si prepara a stroncare quel che resta della Resistenza, Rey consegna a Luke Skywalker la spada laser che fu sua, invitandolo a interrompere il suo esilio per salvare il mondo libero. Ma Luke non ne vuole sapere e il Lato Oscuro tesse la sua trama letale attorno agli ultimi ribelli.

Ormai è soprattutto una questione di aspettative. Un equilibrio tra la voglia di voler bene a una saga che si è portata via una fetta della nostra vita e l’inevitabile gelosia di chi avverte che quella fetta gli è stata sottratta, modificata o peggio ridicolizzata. Un equilibrio difficile da controllare, almeno quanto quello tra la Luce e il Lato Oscuro della Forza.

Con l’episodio VIII procede la saga più famosa degli ultimi trent’anni, una saga che nonostante l’età non è priva di colpi di scena o di frasi ad effetto capaci di far riflettere anche lo spettatore più nerd o quello più fissato solo con le spade laser.

Già, perché gli ultimi jedi non è solo un esplosivo mix di combattimenti su Ala-X o con spade laser oppure con il pezzo di ferraglia più famoso dell’universo, questo film ha in sé molto di più.

In 152 minuti, il regista, riesce a creare una storia dove coraggio, onore, rispetto, libertà, fallimento e lato oscuro si prendono a braccetto e ci accompagnano senza appesantirci, ma regalandoci un film dai contenuti più profondi. Non vi spoilero nulla, perché il film va assolutamente visto e va proposto.

Ma perché dovremmo proporlo? Educativamente cosa ci da questo film?

Potrei dire “di tutto!” e lo dico.

Il film ci mostra che non possono esistere maestri che non abbiano sperimentato sulla loro pelle il fallimento; ci mostra che per credere si passa anche da momenti di fatica, di dubbio e, magari, anche di oscurità; ci insegna che il coraggio non è cosa da eroi, ma di gente comune che vive per una causa e che combatte per essa; ci insegna che non si combatte per sconfiggere chi si odia, ma per salvare chi si ama.

Ci insegna molto altro e, se siamo stati attenti, già questo ci basterebbe per vederlo.
Non sempre fantascienza e riflessione vanno di pari passo, ma in questo film si e non poco.

È un film dove la prospettiva è il tutto, bisogna decidere da che punto mettersi e guardarlo!

di Stefano Pasetto

 

“Respira… espandi le tue sensazioni. Che cosa vedi?”
“L’isola… vita… morte e putrefazione che nutre nuova vita… calore… freddo… pace… violenza…”
“E fra tutto questo?”
“Equilibrio… un’energia… una Forza…”
“E dentro di te?”
“Dentro di me… la stessa Forza.”
“È questa la lezione, quella Forza non è prerogativa dei Jedi. Dire che se il Jedi muore la luce muore è pura vanità, lo capisci questo?”

Gli Ultimi Jedi è scioccante ma giusto, un capolavoro. Tante le riletture della saga, ma rende Star Wars fresco e nuovo, a quarantanni dall’inizio della saga.

È evidente come Il Risveglio della Forza fosse soltanto un preambolo, un bellissimo preambolo per una sorprendente storia ancora tutta da scoprire.

Certo, non stiamo parlando di un film perfetto, ma forse il migliore dell’intera saga.

C’è una scena, con protagonista la Leia della compianta Carrie Fisher, che sfocia nel trash, così come Phasma è ancora una volta un’occasione mancata e pure l’articolata sub-plot con Finn, Rose e DJ (Del Toro) intrattiene, ma non è così interessante.

Sull’altro piatto della bilancia metto in primis Luke Skywalker.
L’evoluzione del figlio di Darth Vader, ora Maestro Jedi in esilio volontario, è strepitosa e Mark Hamill recita con un’intensità assolutamente inaspettata regalando un’interpretazione che resterà nella storia della saga.

[SPOILER]

Il suo addio è maestoso. Allora chiamato dalla Forza all’alba, ora dalla Forza spinto a un atto di coraggio estremo (di una potenza inaudita), di fronte al tramonto dei due soli. Perfetto. Interessante il personaggio di Snoke. Affascinante e molto potente manipolatore, purtroppo protagonista di una scena assolutamente imprevedibile.

Rey scopre finalmente la Forza. In questo film ancora ottimo personaggio, ma Kylo Ren le ruba spesso la scena (bellissima la lotta contro le Guardie Pretoriane).

La sequenza su Ahch-To in cui chiede di vedere i suoi genitori ma vede soltanto la sua immagine riflessa all’infinito è spettacolare. Non ha origine, non ha una storia leggendaria su cui innestarsi, è soltanto Rey, una mercante di rottami di Jakku potente nella Forza, ora l’ultimo Jedi.

Il ritorno nostalgico di Yoda (di nuovo un pupazzo) è meraviglioso, e ancora una volta il Maestro ci lascia con una perla di saggezza: “Il più grande maestro il fallimento è”.

[FINE SPOILER]

Il finale farà tanto parlare di sé fino al debutto sul grande schermo di Ep. IX.

Semplicemente una (bellissima) chiusa poetica? Speriamo.

Perché scegliere questo film in oratorio?

La citazione in apertura di questo articolo da sola genera una buona riflessione, continuando la rilettura della Forza come religione. Non è qualcosa di elitario o riservato a qualcuno in particolare, è per tutti anche se non tutti riescono a “maneggiarla”.

E così nella figura di Luke: [SPOILER] un uomo adulto, deluso da se stesso e dal suo istinto, che si è chiuso a Dio. Quando di nuovo si affaccia alla religione, a Dio, ecco che per la prima volta usa un potere mai visto e trova il coraggio di sacrificarsi per gli altri, andandosene con “pace e determinazione”.

 

di Matteo Pirovano

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