USA 2014, 97’
Genere: Fantasy, Fantascienza
Regia di: Phillip Noyce
Cast principale: Brenton Thwaites, Maryl Streep, Jeff Bridges
Tematiche: futuro, famiglia, controllo, passioni, libertà, eutanasia
Target: da 14 anni
Interessante

Pian piano Jonas scopre, acquisendo man mano il ricordo e l’esperienza delle emozioni, che la soluzione adottata per ottenere un mondo perfetto, di fatto priva l’uomo di quello che lo rende tale. Tra gli impulsi perduti, infatti, ci sono anche quelli che permettono di gustare il bello, ma soprattutto l’amore, il legame profondo tra le persone.

Il mondo di Jonas è quello di Comunità perfettamente organizzate e gestite dagli Anziani, formate non da famiglie, ma da Unità familiari, i cui membri sono messi insieme con criteri destinati ad abolire differenze e conflitti. Lo stesso fine che hanno le quotidiane iniezioni di inibitori di pulsioni e memorie destinati a mantenere l’ordine e “salvare” questo resto di umanità dal dolore, dalla guerra e da tutto ciò che le passioni hanno scatenato nell’animo umano nel passato. Unica traccia del quale è il Custode della Memoria, un individuo che ha l’onore e l’onere di non essere “sedato” e di custodire i ricordi del passato per fare da consigliere a chi ha scelto di tirarsi fuori artificialmente dal pericoloso gioco della libertà…

Naturalmente le cose sono più complicate e la menzogna di un mondo privato artificialmente di violenza e conflitto nasconde la realtà di eutanasia e omicidio “di Stato” (nei confronti dei vecchi e dei bambini non trovati adeguati). Più semplicemente, però, come scoprirà Jonas, acquisendo man mano il ricordo e l’esperienza delle emozioni, il punto è che la soluzione adottata per ottenere un mondo perfetto, di fatto priva l’uomo di quello che lo rende tale. Tra gli impulsi perduti, infatti, ci sono anche quelli che permettono di gustare il bello, ma soprattutto l’amore, il legame profondo tra le persone che vada oltre le formali cortesie di cui i membri della Comunità sono maestri.

E il messaggio è quello che il precedente donatore (il Giver del titolo, interpretato da Jeff Bridges, perfetto in questi ruoli dolenti e ieratici, così come la Streep lo è in quello dell’Anziana senza emozioni o pietà) comunica un po’ alla volta a Jonas (temendo di sconvolgerlo soprattutto con le memorie di dolore e crudeltà, con lo scandalo del male, in pratica). Lo scopo, però, non è quello di perpetuare una catena di accettazione, quanto di riuscire finalmente di nuovo a far spazio alla speranza, al coraggio, alla fede e all’amore, tutto quello per cui vale la pena soffrire e combattere, accettando la sfida della libertà. Un messaggio che è un insolito mix di valori conservatori e liberali (“non fidarti di quello che dice qualcuno solo perché lo rispetti” dice il Donatore) che si rivela estremamente coinvolgente per un pubblico giovane anche grazie all’efficacia del giovane Brenton Thwaites nel ruolo del protagonista.

Luisa Cotta Ramosino (www.sentieridelcinema.it)

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