Carnefici e vittime

da | 15 Mar 2016 | Genitori

Si può vivere da morti?

Trent’anni, lo sballo, la droga, il piacere sfrenato, la morte: cinque elementi che hanno portato alla morte di Luca Varani.

Una giovane vita recisa senza un significato apparente. Si può morire in questo modo? Anzi, mi rivolgo agli assassini, si può vivere da morti per il resto dei propri giorni? Vita e morte, ricerca della felicità e disperazione, volontà di potenza e annientamento di sé. Accostarsi di fronte al dramma accaduto qualche giorno fa e su cui ancora oggi permangono punti oscuri, è difficile, il senso di umanità inorridisce davanti al punto di odio e bestialità a cui sono giunti gli uccisori.

Sperimentare l’effetto di uccidere.

Cosa può spingere due ragazzi, figli di buona famiglia, a disprezzare l’altro fino a torturarlo e assassinarlo barbaramente? Dalle dichiarazioni di Manuel Foffo risulta che il movente era sperimentare l’effetto di uccidere: al di là dell’apparente illogicità della giustificazione, risulta un profilo degno di nota e di attenzione da parte della società. Esiste un rapporto tra potere e dovere, anzi tra possibilità e liceità? Se tutto ciò che è possibile è anche lecito, non ha senso parlare di etica, di responsabilità, di amore, di relazione. Tutto si riduce al bene dell’individuo, anzi alla soddisfazione delle passioni, fino all’autodistruzione.

Manuel e Marco sono, contemporaneamente carnefici e vittime.

Già, vittime: in questa vicenda, pur manifestando la piena solidarietà alla famiglia di Varani, la vittima innocente, ritengo che anche gli assassini siano vittime, hanno prestato il fianco al male e ne sono stati travolti. Hanno agito obbedendo ad un imperativo categorico, che, pur avendo radici arcaiche, si ripropone lungo i secoli ed è particolarmente propagandato nella società individualista contemporanea: mors tua vita mea. La morte dell’altro è la vita per me: riducendo l’alterità in strumentalità, la differenza in schiavitù, si entra in un buco nero vorticoso, capace di generare solo e soltanto morte.

Uccidendo una vita, hanno creduto di rafforzare la propria potenza, la loro forza, la loro felicità.

Luca era un capro espiatorio, utile strumento dell’affermazione di sé, volontà di supremazia che si manifestava anche con disordini morali e psicologici particolarmente gravi: ciò a dimostrare ancora una volta le multiformi espressioni del caos distruttivo. Io non credo che l’assunzione di droghe sia stata scatenante, semmai ha facilitato l’estrinsecazione di ciò che già era insito in queste figure del male. Figure, immagini senza identità propria, maschere insanguinate: se la caratteristica principale dell’uomo è la sua “personalità”, il suo essere per l’altro/Altro, la crudeltà non è altro che la negazione dell’umanità, dell’identità.

Assumersi il carico del male.

Ma non si può rimanere fermi alla sola condanna: se la morte di Luca potrà mai avere un senso, esso sarà nella capacità della società, delle famiglie coinvolte, di ciascuno di noi di assumersi il carico del male. È il Giubileo Straordinario: tra le opere di misericordia spirituale compare “ammonire i peccatori”, e, prima ancora, “consigliare i dubbiosi”; è compito nostro fasciare le ferite sanguinanti di una società che ha perso il senso della speranza e cerca surrogati per andare avanti e alienarsi.

La missione è liberare dalle catene dell’errore i prigionieri. L’interrogativo rimane aperto: il cuore umano rimarrà avvolto dall’opprimente senso di colpa e distruzione o saprà compiere la sua identità?

Andrea Miccichè

Scuola, non chiudete le superiori

Di Alberto Pellai Lo psicologo Alberto Pellai nel suo profilo Facebook interviene sull'ipotesi di utilizzare la Dad per gli studenti più grandi (una riflessione che raccoglie quasi 1500 condivisioni in 4 ore). «Come genitore credo davvero che i nostri ragazzi possono...

Dedicazione del Duomo di Milano

Dedicazione del Duomo di Milano, Chiesa madre di tutti i fedeli ambrosiani Vangelo di Matteo 21,10-17 Commento di suor Antonia Franzini, FMA   Prima di condividere con voi alcune brevi riflessioni attorno al Vangelo di oggi, permettetemi di dare qualche...

31^ Domenica del Tempo Ordinario

31^ Domenica del Tempo Ordinario – Anno A Vangelo di Matteo 22,15-21 Commento di suor Laura Agostani, FMA   Troppo ostiche queste parole di Gesù! Ci ha lasciato domenica scorsa con un invito a nozze poco corrisposto, col monito dei molti chiamati e dei pochi...

Solo un Padre può guarire noi e la realtà

di Federico Pichetto Il 4 ottobre è stata pubblicata la nuova enciclica di papa Francesco, dal titolo “Fratelli tutti”. Tre considerazioni utili per addentrarsi nella sua lettura. FRATELLI TUTTI, ENCICLICA DI PAPA FRANCESCO. Sarà la storia a dirci se l’enciclica...

Noi adulti dobbiamo dare coraggio ai giovani

di Andrea Lonardo   Sono anni che parliamo degli adulti: ebbene sono loro che debbono oggi accompagnare le giovani generazioni ad attraversare il Covid. Cioè siamo noi! Oggi gli adulti debbono prendere in mano la situazione, in famiglia e nella scuola, nel lavoro...

La Chiesa del Myanmar e la pandemia

di Card. Charles Bo Per l’arcivescovo di Yangon, la crisi sanitaria è una sfida per l’umanità. L’emergenza coronavirus si aggrava nel Paese. Il sistema sanitario nazionale è in grave difficoltà. La comunità cattolica assiste i bisognosi con programmi di aiuto...

Archivio Articoli

Categoria Articoli

Ti informiamo che, per migliorare la tua esperienza di navigazione su questo sito, utilizziamo diversi tipi di cookies, tra cui cookies a scopo di profilazione che ci consentono di accedere a dati personali raccolti durante la navigazione. Alla pagina informativa estesa è possibile negare il consenso all'installazione di qualunque cookie. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione saranno attivati tutti i cookies specificati in dettaglio nella informativa estesa ai sensi dell’art. 13 del Regolamento UE 2016/679. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi