Oggi scherziamo, anzi facciamo uno scherzo! Naturalmente niente di pericoloso o cattivo, solo un giochetto notturno in visita di istruzione.

Visto che è solo per scherzare, lo riprendiamo persino con il telefonino per farlo poi girare sui social network; del resto se può andare in rete, vuol dire che non c’è niente di male.

Aspettate un momento!

Se lo facciamo di nascosto dai professori che tutta la giornata ci hanno fatto vedere dei bei posti, ci hanno accompagnato serenamente in hotel, ci hanno lasciato con fiducia nelle nostre camere per la notte, non sarà mica una cosa sbagliata? No, no, non c’è da preoccuparsi, poiché per alcuni nostri genitori tranne che non ci scappi il morto è tutto possibile, siamo ragazzi!

Fermi, fermi: ma se siamo in 14 contro 1, non potrebbe essere un atto di bullismo da branco?

Figurarsi, “quello che succede in gita – si sa – resta in gita”!

Bene, allora scherziamo così: compriamo di nascosto qualcosa di alcolico e portiamolo in camera, tanto mio padre che è avvocato mi ha detto che i docenti non possono frugare nelle nostre cose e, se lo facessero, potremmo denunciarli.
Beviamo tutto e, appena qualcuno crolla, tutti insieme gli facciamo una bella festa, naturalmente sono invitate anche le ragazze.

Ecco gli ingredienti e il dosaggio: prendere un compagno, spogliarlo quasi completamente, con delle penne scrivere frasi oscene sulla schiena; per essere più pittoreschi usare pure la schiuma da barba magari per realizzare sul corpo disegni ancora più volgari; aggiungere qua e là una buona quantità di Nutella e spalmare bene tutto fin dentro le mutande, poi abbellire l’insieme con dolciumi vari. A questo punto, mentre si sta riprendendo tutto con il telefono, bisogna prendere di peso la persona “condita” e metterla a “cuocere” dentro la vasca da bagno; poi con una lametta si depila una gamba e con un accendino si bruciano i peli dell’altra.

Il piatto è pronto, il video girato e condiviso, non è morto nessuno e domani, tornati a casa, è un altro giorno.

Però lo scherzo così non è ben riuscito, poiché sarebbe stato perfetto se fosse stato fatto a tutti e poi, insieme e appassionatamente, rivederlo in prima visione dopo aver invitato i genitori di ciascuno. Chissà quante risate, quanti applausi, famiglie entusiaste di vedere i figli ubriachi e in quelle condizioni.

Potremmo persino sentire dire da una mamma di chiedere alla scuola di alzare il voto di condotta per premiare la performance del gruppo oppure portarli come esempio per gli altri per l’equilibro nello scherzare.

E poi che succede?

Arriva la scuola e rovina tutto lo scherzo, togliendo il piacere a diverse famiglie, mettendo voti di condotta a rischio bocciatura e promulgando sospensioni varie.

Ma in che mondo viviamo, affermano certe mamme e papà persino sulla stampa, in cui i nostri pargoli indifesi non possono neanche fare uno scherzo innocente e subito vengono puniti in tale modo, nemmeno se fosse morto qualcuno!

E poi lo sanno i dirigenti e i docenti quanto costa ripetere un anno di liceo alle famiglie?

Potrebbe saltare la settimana bianca, cosa inaudita!

Marco Pappalardo

(l’immagine è tratta da: diami.pianetadonna.it)

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