In questo tempo di Natale allo sportello di ascolto spesso chiedo a bambini e ragazzi la loro letterina a Gesù Bambino.
Immaginereste richieste chilometriche fatte di tecnologia dell’ultima ora, giochi multimediali, tablet, vestiti alla moda, scarpe ecc…

E invece non è così!

Alla mia domanda  spesso vedo occhi nostalgici, quasi tristi e rassegnati. Intanto i ragazzi non hanno molte richieste: una cosa a volte due; tre o quattro per chi ha ancora tutti i nonni ma specificano che si trattano dei regali dei parenti. Ho come la sensazione e impressione che abbiano capito, sentito, analizzato, la situazione attuale. Sentono questa crisi, captano dai loro genitori che non ci sono molti soldini a disposizione e limitano le loro richieste in una forma meravigliosa di empatia che permetta ai loro genitori di non sentirsi mortificati. C’è chi chiede un astuccio, un cd, un maglione nuovo non i phone 6 o console nuove. Qualcuno addirittura azzarda a descrivere relazioni familiari difficili, sentendo spesso i genitori litigare troppo e guardandomi con occhi gentili dice: A Natale dovrebbero litigare meno Serena perché altrimenti che Natale di Pace è?.

Quindi io penso che i ragazzi siano molto più illuminati di noi.

Penso che abbiano capito che questa crisi non è solo economica, non è solo mancanza di beni e benessere ma è una crisi di valori. Sono i ragazzi che ci guidano, che ci insegnano, apprendiamo da loro che ciò che conta davvero sono i valori: la famiglia che fa fatica (perché quella del Mulino Bianco proprio non esiste e nemmeno ci piace) e sta unita.

Allora regaliamo loro quello che manca davvero, quello che i loro cuori sperano e desiderano nel più profondo.

Non rimaniamo sulla superficie di un oggi in cui il mercato è l’unica agenzia ad occuparsi dei nostri figli, non facciamoci incantare da nuovi giochi tecnologici ormai pensati e costruiti per bambini al di sotto di due anni. Quello che questi bambini hanno bisogno è il tempo! Tempo per stare con la loro famiglia, tempo per essere visti, guardati con attenzione e stupore dai loro genitori, tempo per essere conosciuti e rispecchiati nelle loro emozioni. Tempo per fare giochi lunghi e noiosi forse, ma bellissimi per loro. Tempo per conoscere, parlare e illuminarsi quando la mamma e il papà li fanno sentire la cosa più preziosa della loro vita.

Regalate ai vostri figli giochi semplici ma creativi, giochi costruttivi che possano fare con voi; non giochi di passività e solitudine! Siate voi stessi e un vostro sorriso il loro primo regalo perché non se ne fanno niente di genitori che li riempiono di cose materiali ma poi nel cuore hanno solo tristezza e sfiducia. Smettiamo di brontolare a Natale anche se il lavoro manca ed è frustrante, se i risultati scolastici non sono quello che ci aspetteremmo, smettiamo di criticare il mondo e le sue imperfezioni e concentriamoci su di loro che sono il più bel regalo che Dio, la vita e noi stessi ci abbiamo mai potuto fare.

Buon Natale a tutti!
Serena
(vi stupirò presto con sogni e desideri per il 2015)

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