Creati per l’eternità

da | 26 Ott 2020 | Genitori

Siamo sempre i giudici peggiori di noi stessi, lasciamoci guardare dai nostri figli nei cui occhi c’è questo promemoria: siamo stati creati da un Padre che ci ha amati per primo senza essercelo meritati.

In fondo è per questo che facciamo figli: per rientrare a casa e vedere che ci corrono incontro guardandoci come se fossimo unici al mondo.

Mio marito dice che io registro tutto, e oggi, quando scrivo, capisco quanto ogni cosa ascoltata e registrata non venga a caso, ma prima o poi trovi il suo posto preciso in un articolo, in un’intervista o in una qualche frase formulata alla rinfusa nelle note del cellulare. Se è stata registrata è lì per un motivo.

 

Senza data di scadenza

Non so come definire questa mia abilità, ma oggi so che cosa farne. Anzi, che cosa devo farne: scrivere è quasi diventato un dovere. Oggi ho il dovere di dire qualcosa su questa frase, di dare un ordine mentale a quello che sento. Per me e per gli altri.

“Nessuno mi ha mai guardata così”, io ci sono arrivata qualche mese dopo la nascita di Chiara, quando mi ha guardata e un sorriso intenzionale ha illuminato il suo volto per la prima volta. Tommaso ci è arrivato prima – credo per la sua semplicità d’animo – qualche nottata passata con lei in braccio e il suo “quando ho lei in braccio mi sento in pace” l’ha trasfigurato.

È elettrizzante quella sensazione lì, fisicamente una scarica fortissima di positività.

Ha una data di scadenza questo sguardo? Non proprio. Oggi posso arrivare a guardare i miei genitori con ammirazione, talvolta con stima, ma non cerco il loro sguardo di approvazione in tutto ciò che quotidianamente faccio e su questo, mi sento di dire che hanno fatto un buon lavoro se oggi ho l’autonomia che ho. Ma c’è qualcosa in quello sguardo lì che rimane ed è destinato a trasformarsi.

 

Lasciati guardare

Sarò dura se dirò che quello sguardo non ce lo meritiamo proprio. Non abbiamo fatto nulla per meritare che nostro figlio – anche solo per un periodo limitato di tempo – ci guardi così. Sappiamo essere pessimi e sbagliatissimi. Commettiamo errori di ogni sorta, eppure loro sono lì a guardarci con occhi trasognati, a pendere dalle nostre labbra.

E allora noi che ci possiamo fare? Credo l’unica cosa sensata per accettare questo dono sia lasciarci guardare.

Io sono molto severa con me stessa. Un sugo sbagliato, una parola detta in malo modo da parte di mio marito, un consiglio non richiesto o uno sguardo storto possono modificarmi facilmente l’umore. Perché mi sento subito attaccata e questo significa diventare vulnerabile agli occhi degli altri, ma in realtà, con il tempo, ho scoperto che ciò che più mi ferisce è dover ammettere a me stessa quella vulnerabilità.

Il conto più duro lo devo a me. Il datore di lavoro più severo sono solo io. Gli altri non contano poi così tanto. Come quando Tommaso ha sbuffato scoprendo che avevo lasciato – e non era la prima volta, ahimè – il mestolo di plastica a scaldare nella teglia della pizza, in forno. Continuavo a ripetere “non è poi un errore così grave, stai calmo!”, quando la parola “errore” non era di certo uscita dalle sue labbra, ero io a gridarmela dentro.

E poi c’è chi mi ha guardata così diversamente da come mi guardo io. Quando mi sono sentita guardare così mi sembrava di essere senza difese. Tutte le mie barriere, tutti i filtri che frappongo tra me e gli altri erano crollati. Rimanevo io, la mia vulnerabilità e quello sguardo insistente.

 

Unici al mondo

E allora dare alla luce un figlio ci dona di poter mollare la presa, essere se stessi, lasciarsi guardare per come si è e sentirsi unici per questo. Senza trucco, né filtri – e poi in questo il post-parto aiuta molto, diciamocelo.

Come se quei figli ci ricordassero uno sguardo Altro. Uno sguardo che anche chi non è chiamato ad avere figli può sperimentare. Dentro a quei due occhioni penetranti c’è un promemoria importante: Qualcuno ci ha guardati per primo e ha pensato fossimo un capolavoro. Unici al mondo.

E allora quando sarà finito quel magico momento in cui noi siamo la cosa più bella per loro, dovremo solo lasciarci guardare da quello Sguardo primario, da Chi ci ama incondizionatamente e non ci chiede mai il conto.

Non dimentichiamo mai quello sguardo, anche quando i nostri figli troveranno altri occhi in cui perdersi o il loro diventerà uno sguardo di arroganza nei nostri confronti. Ricordiamoci che quello era un dono dal Cielo, venuto per risvegliare quell’unicità che abita in noi, quell’Amore compiaciuto che ci ha creati.

O forse, in ultimo, si può dire che è tutto un circolo d’Amore, che una volta generato non può che traboccare e moltiplicarsi, quella fiducia immeritata che riceviamo diventa Amore infinitamente grato. Quello sguardo non è più solo tra due esseri, ma si allarga a tutta la nostra esistenza. Noi non abbiamo una data di scadenza, siamo stati creati per l’eternità: è lì che sono destinati quegli sguardi.

 

 

Fonte: Aleteia

2^ Domenica di Avvento

2^ Domenica di Avvento Vangelo di Matteo 3,1-12 Commento di suor Simona Bisin, FMA    La figura di Giovanni il Battista, che troviamo in questa seconda domenica di Avvento, ci porta già al mistero del Natale: “Il Regno dei cieli è vicino” e ci indica la conversione...

Festa di Cristo Re dell’Universo

Festa di Cristo Re dell’Universo Vangelo di Matteo 25,31-46 Commento di suor Susanna Anzini, FMA   In questa domenica, nel rito romano, si celebra la festa di Cristo Re dell’Universo, che è la festa che conclude l’anno liturgico e nella quale si pone l’attenzione...

La stanza degli abbracci

Di Paola Belletti   Perché questo tempo non è solo "il tempo del Covid" è soprattutto il presente, il solo che ci è dato a disposizione e l'unico nel quale nutrire e curare le relazioni con le persone che amiamo. In una RSA a Castelfranco Veneto hanno realizzato...

Nella fine è l’inizio

Di suor Cristina Merli, FMA   L’irrompere e il perdurare della pandemia nel mondo è un microscopio per leggere il nostro tempo e un telescopio per guardare più lontano. Il Covid-19 è una catastrofe che ha rovesciato tutti gli aspetti della nostra esistenza: dopo...

Nessuna parola

Di Riccardo Deponti   Sono le 03,50. Sono ancora sveglio nel mio letto, con gli occhi chiusi. Ma non riesco ad addormentarmi... parole, frasi, discorsi mi riempiono la testa... Provo a svuotarla... ma nulla. Accendo il cellulare, e provo a mettere un po' di...

Collegi Universitari, accoglienza e formazione

Di suor Silvana Mascotto, FMA   Il trafiletto ‘Il valore dei Collegi universitari di merito’ comparso su Avvenire del 16 ottobre dentro un’ampia pagina che considerava la sfida di Papa Francesco con un ‘patto educativo globale’, ha permesso di rilevare due dati...

Archivio Articoli

Categoria Articoli

Ti informiamo che, per migliorare la tua esperienza di navigazione su questo sito, utilizziamo diversi tipi di cookies, tra cui cookies a scopo di profilazione che ci consentono di accedere a dati personali raccolti durante la navigazione. Alla pagina informativa estesa è possibile negare il consenso all'installazione di qualunque cookie. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione saranno attivati tutti i cookies specificati in dettaglio nella informativa estesa ai sensi dell’art. 13 del Regolamento UE 2016/679. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi