MGS: INTERISPETTORIA

7 Agosto 2014: sveglia alle 6.00, alle 7.00 in pullman e pronti a partire! Due pullman da Milano, uno da Bologna, 125 giovani, con FMA e salesiani, con volti di certo assonnati, ma già sorridenti, pieni di aspettative, forse con qualche incertezza, però con grande fiducia e voglia di scoprire che cosa questo viaggio avrebbe potuto regalare

L’esperienza raccontata da Marta A.

Il clima che si respira è fin da subito familiare, nonostante le età, le provenienze e le storie siano diverse. Tre sono le parole d’ordine che dal primo giorno ci accompagnano nel nostro cammino: ‘’pellegrinaggio’’, ‘’non-da-soli’’, ‘’mettersi-in-gioco’’.

Pellegrinaggio: un cammino, sia fisico che spirituale, sulle orme di un grande santo, San Giovanni Paolo II. Ogni giorno, in ogni luogo visitato, è stato prezioso rileggere e riascoltare le parole di Karol, le sue omelie, i discorsi pronunciati da Papa, ma anche i racconti della sua infanzia, della adolescenza, di come abbia affrontato e vissuto la morte della madre, del fratello, la difficile situazione politica del suo Paese, la scelta vocazionale…

Non-da-soli: insieme! Come sempre con il Movimento Giovanile Salesiano, dire ‘’insieme’’ è una garanzia. Tante condivisioni, sia in gruppi che a coppie, tanto da raccontarsi, tante vite che si intrecciano e si parlano, tante persone che, come ha detto poi qualcuno, ‘’sembra che siano lì da sempre ad aspettarti’’. E non solo: insieme anche a chi fisicamente non era lì, insieme alle tante persone che ci hanno chiesto preghiere, insieme alle nostre famiglie, ai giovani che non sono potuti partire con noi! Insieme anche a loro con il cuore, con la nostra piccola preghiera, e con la certezza che Maria e San Giovanni Paolo II pensano anche a loro! Le fatiche di ogni passo, la bellezza di quanto visto, la Gioia dell’incontro con Gesù sono state davvero vissute con spirito di famiglia, di condivisione, con un unico cuore. Infine, insieme anche a Giovanni Paolo II, compagno di ogni giorno, guida di ogni passo, mano tesa nel bisogno, sostegno nel cammino verso Gesù. Mettersi-in-gioco: parte della bellezza dei giorni che abbiamo vissuto è dipeso dal desiderio e dalla decisione di mettersi in gioco, di lasciarsi provocare dai luoghi e dai passi fatti, lasciarsi coinvolgere, vivere la preghiera, nonostante le fatiche, come vero incontro con il Signore, vivere le occasioni di condivisione come riscoperta di sé e dell’altro, vivere davvero cercando l’unico vero Motivo del pellegrinaggio. E allora, con queste intenzioni bene in mente e nel cuore, visitare i luoghi in cui Giovanni Paolo II è nato e vissuto, in particolare Wadowice e Cracovia, le chiese che sono state importanti nella sua formazione e nella sua vita adulta, come Kalwaria e il santuario della Divina Misericordia a Cracovia, e affrontare anche il male che l’uomo può arrivare a compiere, ad Auschwitz, sono state vere occasioni di formazione, di crescita interiore e di passi concreti nella fede. Uno dei momenti forse più forti che abbiamo vissuto è stato a Czestochowa, al santuario Jasna Gora: nonostante la confusione, nonostante ci fossero migliaia di persone attorno, nonostante si faticasse a trovare un posto in cui sostare, nonostante ovunque ci si girasse c’era qualcuno che si muoveva o parlava, proprio lì, davanti a Maria, abbiamo trovato la Pace.

La preghiera si è fatta talmente intensa che il resto non contava, che si respirava solo l’Essenziale, che l’unica cosa da fare era davvero lasciare tutto nelle mani di Maria, e fidarsi.

Al ritorno a casa, la consapevolezza è che quanto vissuto va portato nel quotidiano, che il pellegrinaggio vero comincia adesso, perché ‘’quando pensi che sia finita, è proprio allora che comincia la salita’’!

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