Si, avete capito bene. Quest’estate sono andata in Etiopia, ad Addis Abeba!
Ma non per una vacanza, in missione.

Alessia Tam (3° anno di Scienze dell’educazione)

Ho voluto regalare il mio tempo per l’altro: il povero. Sono partita il 22 luglio insieme a dei ragazzi che ho conosciuto durante il mio percorso “disponibili” degli Amici del Sidamo. Noi siamo un’associazione salesiana che da ormai trent’anni si occupa del povero facendo durante l’anno un percorso di preparazione chiamato appunto “cammino disponibili”. Alla fine di questo cammino si da la conferma della propria partenza. Io l’ho data! Così sono andata a Mekanissa, un quartiere di Addis Ababa.

In questa missione non sono andata con due ragazzi: Sara di Sesto San Giovanni e Gianluca di Monza. Questa missione è nata grazie a Donato, un salesiano missionario che ha iniziato ad ospitare alcuni bambini e dare loro un pasto. Questi bambini sono diventati sempre di più fino a diventare 500: la missione di Mekanissa! Mekanissa è un oratorio e delle scuole: la “High School”, la scuola grafica e la scuola tecnica. In questa missione oltre a Donato c’è una comunità salesiana formata da novizi, preti e volontari. In particolare ho conosciuto Luchino, un “Amico del Sidamo” e Teresa, una volontaria spagnola, che è stata a Mekanissa ben 14 anni. La missione accoglie i ragazzi dalla strada e vuole lasciare loro la libertà di scegliere una vita migliore, offrendo un’istruzione. La mia giornata iniziava andando alle otto in oratorio. Alle nove iniziavano le lezioni e insieme a Teresa, Sara e Gianluca, insegnavo lavoretti manuali: braccialetti, maschere in gesso, puzzle, memory… Al pomeriggio facevo oratorio e giocavo con i ragazzi: basket, bandiera, pallavolo… I ragazzi si divertivano davvero con poco, per esempio giocando a pattinare su una bottiglietta di plastica schiacciata. Il fatto di aver speso la mia estate in Etiopia mi ha cresciuta e fatto riflettere su come vivendo con l’essenziale e avere amici a fianco si è felici. Avete mai provato cosa vuol dire essere felici? Saltare per la felicità? Io l’ho provato vedendo i sorrisi di quei bambini e di quei ragazzi che volevano il tuo tempo e la tua amicizia.

Ma vi devo dire di più: l’ho provato anche perché i ragazzi hanno spolverato il mio cuore da cose superficiali e mi hanno fatto riscoprire l’autentico valore che ha per me la Fede. Si, perché anche questa fa parte della mia Etiopia. Ora, invece, sono di nuovo dietro i banchi a studiare ma il mio cuore è in Etiopia e quei ragazzi li porto nelle mie preghiere. Mi hanno dato tantissimi insegnamenti, tra cui non lasciarsi prendere dalla vita frenetica e dalle troppe cose superficiali che la nostra società vuole trasmetterci, ma fermarsi ogni tanto a pensare e a ricordare che nel nostro mondo ci sono persone molto più povere di noi ma che sono lo stesso felici di vivere con l’essenziale.

Mi piacerebbe proporre anche a voi un’esperienza così, ne uscirete solo felici e carichi di gioia. Ve lo posso assicurare!

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