Il racconto di quasi un anno di volontariato nella sede delle FMA di Via Timavo.

Ho trascorso, questi ultimi mesi, nella sede delle FMA di via Timavo, a Milano, dove hanno sede anche i corsi professionali del CIOFS Lombardia. Dopo la prima settimana di quiete e silenzio, nel mese di settembre, la scuola è stata invasa dagli studenti dell’istituto. Ragazzi da i 14 ai 20 anni tanto diversi da loro quanto simili: ognuno con la sua storia, spesso sofferta, spesso alla ricerca di un riscatto. Mi sono ben presto resa conto che la superficialità con loro non era ammessa, c’era troppo da capire e troppo da decifrare. Qui educare è l’obiettivo principale, ma non parlo solo di conti, tabelline e antologie; qui si educa alla vita. Sono rimasta fin da subito sorpresa dallo stile e dall’impegno dei formatori: conoscevano ogni ragazzo, ogni storia, ogni difficoltà e successo. Guidati dallo spirito salesiano, cercavano di accompagnare ogni allievo e non solo la classe; ho riconosciuto questo rapporto individuale tra formato di una volontariaore e allievo che, per quanto faticoso e intenso per il formatore stesso, ti consente di aiutare davvero la persona in difficoltà, capendola e immedesimandosi in lei. Durante tutto l’anno. ho avuto il piacere di assistere a questa vera vocazione, a questo impegno, a questa missione che ogni insegnate, credo, si sente chiamato a svolgere. Ma è stato, per me, altrettanto educativo vedere chi, malgrado i tanti sforzi, non ce l’ha fatta o non avrà le forze e gli strumenti per rialzarsi; ti rendi conto che spesso sei impotente di fronte a situazioni troppo grandi, ma realizzi anche che è tuo dovere cercare di sostenere finché sarà possibile. Non è un arrendersi, è un continuare a credere e sperare anche nei momenti più difficili, è continuare ad aiutare e a donare incondizionatamente.

È inutile poi raccontare e descrivere i legami e i rapporti venutisi a creare durante questi nove mesi di scuola. Le attività del progetto mi hanno permesso di avere a che fare con alcuni studenti da un punto di vista privilegiato, conoscendoli più approfonditamente e istaurando con loro un clima sereno, di gioco, studio, ma anche di scontro e confronto. Alcuni di questi ragazzi, in particolare, li porterò con me per molto tempo, sia per quello che mi hanno saputo trasmettere, sia per il bene che gli ho voluto.

Oltre l’attività scolastica, ci sono state (e ci saranno ancora) molte iniziative che mi hanno introdotta anche in contesti inaspettati: come la giornata delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Lombardia in Casa Don Bosco ad EXPO. È stato bello poter partecipare in prima persona, progettando proposte e giochi per un evento così importante e di portata … mondiale!

Sono stati mesi stimolanti a contatto con persone sempre disponibili, attente affettuose e devo ringraziare ognuna di loro: anche con un semplice e piccolo gesto avete accompagnato questo mio viaggio.

Un’esperienza che arricchisce la vita.

Chiara

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