Adesso si parla del groufie, il bastone per selfie.

Alzi lo smartphone chi non ha mai fatto un selfie? Dal primo autoscatto realizzato da Robert Cornelius nel 1839 fotografo americano, al più tecnologico selfie scattato dall’astronauta Buzz Aldrin nel 1966 fuori dai confini terrestri, oggi siamo arrivati al groufie-il selfie di gruppo. Parlando di autoscatto c’è sempre qualche novità, suggerita dai media, attori, politici, personaggi che per necessità hanno bisogno di aggiornare la loro immagine alle nuove tendenze. All’inizio il selfie era visto come un comportamento narcisistico, plateale e in molti casi un esempio di maleducazione sociale da non ripetere, e solo negli anni a seguire è stato interpretato e decifrato sotto una diversa luce.

Federico Capeci, autore del libro “Generazione 2.0”, diceva che il selfie non è solo narcisismo, desiderio di apparire, ma un modo diverso di presentarsi al mondo e una disperata ricerca di accettazione e dialogo. Ivo Germano, professore all’Università del Molise termina una sua intervista affermando: “il selfie è un urlo personale in un mondo di solitudine”.

ARRIVEDERCI SELFIE, BENVENUTO GROUFIE

I tempi passano ed i selfie cambiano. Oggi non è più di moda presentarsi con un selfie classico, questo può farvi apparire come un solitario e abbandonato dal gruppo, meglio se abbracciati almeno ad un amico o schiacciati in un groufie.

Dopo il celebre scatto della conduttrice americana Ellen DeGeneres nella notte degli Oscar con i più famosi attori del momento, i media ci hanno lanciato il groufie come un nuovo modo di presentarsi e raccontarsi. Per i giovani il groufie fu amore dal primo scatto e non solo, già dall’estate scorsa non ha smesso di fare tendenza. Se il vecchio selfie era la testimonianza della propria identità, il groufie dimostra che facciamo la parte di qualcosa di più grande, che non siamo soli o dimenticati. Vero anche che ci sarà sempre qualcuno capace di fare brutte figure come ad esempio un gruppo di signore newyorchesi che qualche mese fa hanno fatto un groufie sorridendo davanti al Manhattan in fiamme.

Il bastone per selfie.

Il bastone per selfie è un braccio allungabile che ti consente di riprendere il tuo viso, la tua persona, con alle spalle uno sfondo magnifico, o ti aiuta di inquadrare meglio i tuoi numerosi amici in un solo scatto.

Sono due gli inventori che rivendicano di essere stati i primi ideatori di questo strumento: il fotografo giapponese Hiroshi Ueda che nel 1980 ha inventato un bastone per la sua macchina fotografica dopo una sfortunata gita a Parigi, dove gli fu rubata la sua preziosa Minolta da un “gentile passante” che aveva fermato per scattare una foto.

Wayne Fromm canadese in vacanza a Firenze, che dice di aver colto la necessità di fare un bel selfie avendo il Ponte Vecchio alle sue spalle, ed una volta tornato a casa pensato di realizzare un bastone per fare selfie-Quik Pod nel 2005. Oggi questa invenzione è diventata indispensabile per i veri amanti del selfie, anche se nei luoghi pubblici devono rispettare loro malgrado i numerosi divieti imposti da ragioni di sicurezza. (Ad esempio all’interno degli Uffizi di Firenze perché potenziale arma per le opere d’arte, ed in altri luoghi come Wibledon, Disneyland, al Carnevale di Rio perché il bastone da selfie costituisce una minaccia).

Il bastone per selfie è anche una scusa per una nuova teoria – Un Selfie fatto con il bastone non si può più chiamare selfie, come chiarisce preoccupata la professoressa francese Laurence Alard “il Selfie ha un suo codice le sue regole, in primis deve mostrare che è stato scattato direttamene dalla mano del fotografo”.

Comunque, di una cosa siamo certi, che un selfie, con o senza bastone, con i suoi mille visi farà ancora notizia, e politici, attori, astronauti continueranno ad essere imitati da quel selfista narciso nascosto in molti di noi. Il selfie, parola fatata che ti attrae già dal titolo…

Bojana Ninkovic

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