«Cari giovani, facendo ritorno nelle vostre comunità, testimoniate ai vostri coetanei, e a quanti incontrerete, la gioia della fraternità e della comunione che avete sperimentato in queste giornate di pellegrinaggio e di preghiera».

Le parole di Papa Francesco radunatisi a Roma sono chiare e dirette, una consegna che richiede una libertà e una responsabilità personale e comunitaria. Chi ha vissuto le GMG, sa bene l’entusiasmo e la voglia di spaccare il mondo con cui si rientra a casa; poi, però, i giorni passano, ritornano gli impegni quotidiani, le chat create per l’occasione si raffreddano, quanti hanno camminato insieme prendono altre strade, coloro che hanno coinvolto per l’esperienza vengono trasferiti o sono oberati di lavoro…e tanta ricchezza, ricevuta e donata, in buona parte si disperde.

Che ne sarà dello speciale incontro con Cristo celebrato? Che ne sarà fra un mese degli intensi messaggi del Papa? Che fine faranno i “non ci lasceremo mai” promessi lungo il cammino? Tutto “fumo”, parafrasando il Santo Padre? Questo può essere un triste finale, ma mi piace sognarne un altro a partire dalle frasi-slogan “Per mille strade” e “Siamo qui”! “Per mille strade” mettiamo la stessa energia con cui abbiamo organizzato gli incontri in preparazione, i cammini, la due-giorni con il Papa, il rientro; se siamo stati così bravi a portare migliaia e migliaia di giovani a Roma, possiamo anche condurli sulle “mille strade” di ogni giorno e per giunta giocando in casa.

“Per mille strade” abbiamo raccolto i giovani per partire, essi stessi hanno coinvolto amici; ora tocca cercarli e coinvolgerli da protagonisti nelle “mille strade” in cui essi vivono, amano stare, vi sono costretti, si trovano smarriti. “Per mille strade” abbiamo ricevuto parole di sogno e sul sognare, d’amore e sull’amare; sarà bello trasformare le parole in opere nelle “mille strade” delle comunità, dei gruppi, delle associazioni, delle famiglie, dei luoghi di studio e di lavoro, della politica e della cultura, dove mancano l’accoglienza e l’integrazione.

“Per mille strade” abbiamo scattato foto, fatto selfie, registrato dirette, immortalato e condiviso momenti indimenticabili; così sarà tempo di rivoluzionare i social cercando tra “le mille strade” la verità, la bellezza, l’equilibrio, la moderazione nel linguaggio.

“Siamo qui” è la voce all’unisono dei giovani pellegrini, un verbo che resterà al presente anche il mese prossimo e pure quando i giorni di pellegrinaggio sembreranno lontani.

“Siamo qui” è la voce sommessa dei giovani che non hanno voce, che nessuno ascolta o sa ascoltare, delle periferie “esistenziali”.

“Siamo qui” è il grido dei giovani delle carceri, delle periferie delle città, dei viaggi della speranza, dei centri d’accoglienza. “Siamo qui” è l’appello di chi non trova un senso nello studio scolastico ed universitario, di chi dipende dall’alcol, dalla droga e dal web ma non sa uscirne, di chi ha delle avventure ma sa cos’è l’amore.

Per quelle “mille strade”, nei diversi volti, in ogni storia, fuori e dentro le comunità, nei sogni e nella realtà, è Gesù che dice “sono qui”! E noi dove saremo?

Marco Pappalardo

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