La speranza di Amir

da | 17 Mag 2016 | Giovani

“Mi ha fatto nera” con la sua speranza

“Intestardito e in rotta con se stesso, Amir continua a fissare quella benedetta parola coi suoi occhi vivaci. Ha deciso che deve imparare l’italiano, e guai a chi gli dice che è difficile. Sa benissimo che lo è, ma non intende lasciarsi scoraggiare”.

Sono le parole di Sabrina, quinto anno del liceo scientifico “Don Bosco” di Catania, che con la sua classe per un giorno si è dedicata a fare scuola di italiano e attività sportive presso il centro di accoglienza per minori migranti non accompagnati che il “mondo salesiano” cura alla Colonia Don Bosco.

“Amir è arrivato quest’inverno al “Don Bosco Island” – continua Sabrina – e, come lui, altri 59 ragazzi che hanno fatto un viaggio incredibile che neanche osano raccontare. Non parlano del lavoro barattato con vitto e alloggio, della traversata nel deserto e poi in mare, oppure del viaggio involontario, forzato dai trafficanti in merce umana. Evitano patetismi in una miscela di forza e dignità”.

La vera “scuola” è il confronto sulla vita

Tra un esercizio e l’altro la vera “scuola” è il confronto sulla vita, sui sogni, sui progetti: Amir parla correntemente francese e inglese, e le chiede se per caso non esista la facoltà di Economia in lingua; nel suo Paese aveva la media del nove in matematica e la carriera finanziaria gli piace parecchio. Con il giusto tempo per studiare e coi fondi della solidarietà salesiana, riuscirà ad arrivare a laurearsi a Roma.

Poi la meta è l’Africa, è lì il senso di tutto: salvare la famiglia, restituirle, se non quella politica, l’indipendenza economica. Tra coloro che hanno condiviso il momento sportivo, Mario dice: “Ho notato, passando del tempo con questi ragazzi, che tutti sorridevano sempre. Non credo solo perché stessimo giocando con un pallone, ma perché consapevoli di essere tutti insieme e sotto uno stesso tetto, dimenticando per un po’ quello che avevano passato prima di arrivare in Italia e capendo che almeno per il momento sono protetti ed aiutati da tutte le persone della struttura salesiana. Un sorriso che fa trasparire una speranza nei cuori per il futuro”. Incontrando questi coetanei e riflettendo dopo sull’esperienza come classe, qualcuno degli studenti italiani ha affermato: “La verità è che noi abbiamo tutto, mentre loro non hanno niente”.

Ma non tutti sono d’accordo e tra questi Paola che, in modo deciso, è intervenuta: “Come facciamo a dire che non hanno nulla? Abbiamo guardato bene i loro volti, letto i lori occhi? Siamo noi, amici miei, a non avere nulla: siamo noi a dover imparare da loro… a capire che “tutto” non è il poterci svegliare in un letto a castello IKEA, ma il semplice “poterci svegliare”, il poter dire “anche oggi posso vivere la mia vita”. Siamo noi a dover capire che loro hanno tanto da insegnarci e ben poco da invidiarci. Loro che sanno cos’è il genuino rispetto, cos’è la vera fatica. Ci hanno fatto vedere, forse per la prima volta, la grandezza di un vero sorriso”.

Marco Pappalardo  vinonuovo.it

Illustrazione tratta dal sito di di Rossella Guadagno

Debbie Phelps: la forza di una mamma

Di Annalisa Teggi   Lo scorso 30 giugno ha compiuto 35 anni ed è il campione olimpico più vincente di sempre: 28 medaglie, di cui 23 d’oro. Ha conquistato anche il record di aver ottenuto il maggior numero di medaglie in una singola Olimpiade, e sono gli 8 ori...

Ragazzi buoni e ragazzi cattivi?

Di Emilia Guarnieri   Forse non ce lo aspettavamo, perché per un paio di mesi non li avevamo sentiti, o meglio, ognuno aveva sentito quelli che gli erano più vicini. Gli insegnanti avevano provato a sentirli tutti, tutti quelli delle loro classi. Non ci...

No al multitasking

Di Annalisa Teggi   Il tempo è nostro alleato, un dono prezioso, eppure proprio l’illusione di fare più cose contemporaneamente ce lo fa percepire come nemico. Ecco una strategia semplice per arginare la frenesia e per dare valore a ogni cosa.   Essere...

Ennio Morricone

Ennio Morricone: «La mia musica illuminata dalla fede»   di Vik van Brantegem   Addio al grande compositore, morto nella notte per le conseguenze di una caduta. Nell’intervista che ha rilasciato a Vito Amodio nel 2015 per Famiglia Cristiana, raccontò...

Un nuovo modello di Parrocchia

La paura del contagio frena l’affluenza nelle chiese. Lenza (psicologa): “Passare a un modello di parrocchia che va verso i fedeli”   Di Serena Rubini   Contro la paura serve pensare a nuovo modello di parrocchia, aiutare gli altri e rispettare i propri...

Bud, un gigante per papà

La figlia di Bud Spencer: ho avuto un padre dal cuore smisurato   Di Annalisa Teggi   Calzava il numero 47 ai piedi, Bud Spencer «in arte Carlo Persoli» (così disse lui ridendo alla consegna del David di Donatello). Quel numero di piede così grande dice...

Archivio Articoli

Categoria Articoli

Ti informiamo che, per migliorare la tua esperienza di navigazione su questo sito, utilizziamo diversi tipi di cookies, tra cui cookies a scopo di profilazione che ci consentono di accedere a dati personali raccolti durante la navigazione. Alla pagina informativa estesa è possibile negare il consenso all'installazione di qualunque cookie. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione saranno attivati tutti i cookies specificati in dettaglio nella informativa estesa ai sensi dell’art. 13 del Regolamento UE 2016/679. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi