Per cambiare la vita dei giovani più poveri e abbandonati

Secondo l’Atlante Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) dell’ONG “Save the Children”, nel 2017 sono arrivati in Italia oltre 17mila minori, dei quali 15.779 minori senza alcun accompagnatore – praticamente, il 90%.
A questi vanno aggiunti i MSNA che non vengono intercettati alla frontiera o nei luoghi di sbarco: si tratta di circa 5.000 ragazzi “invisibili”, che ogni giorno rischiano di essere coinvolti in attività criminali o in circuiti di sfruttamento sessuale.

 

Il progetto “M’interesso di te”, portato avanti dai “Salesiani per il Sociale” cambia le vite di tanti di questi ragazzi.

 

A Catania sta lavorando per ricostruire le esistenze di A.B., nato il 23 novembre 1999. Partito dalla Guinea il 24 agosto 2015, è arrivato in Italia il 9 giugno 2016. Dopo la morte del padre nessuno si occupava della sua famiglia, perché aveva la mamma malata. Un amico di famiglia voleva prendere il posto del padre, ma lui glielo ha impedito perché era un uomo violento: ha voluto così cercare di raggiungere l’Italia per mandare i soldi alla famiglia.

Non ha potuto studiare perché non avevano i soldi nemmeno per compare quaderni e materiale scolastico. In poco meno di un anno ha girato in diversi Paesi prima di potersi imbarcare per arrivare in Sicilia. Ha dormito nelle stazioni del Benin e del Togo e mangiava una volta al giorno.

Quando è riuscito ad arrivare a Tripoli, insieme con altre 300 persone, è rimasto due mesi in una fossa dove venivano nutriti una volta al giorno, con acqua razionata. Gli hanno rubato tutto, vestiti, documenti: ha subito violenze, ha visto persone morire per le percosse ricevute. Dopo un giorno e mezzo di viaggio è sbarcato in Sicilia: vorrebbe rimanere a Catania, si trova bene e sta studiando per darsi una possibilità. Ora sta studiando all’Istituto Alberghiero “Filippo Eredia Deodato” di Catania.

Sempre a Catania i Salesiani accompagnano S., ventenne nigeriano. Viveva con la famiglia a Maiduguri, poi si è iscritto a un college a Chibok. A gennaio del 2015 il college dove studiava è stato preso di mira dai terroristi di Boko Haram, che lo hanno assaltato: lui è riuscito a scappare e a tornare a casa. Ma la città era ostaggio del gruppo terroristico, quindi con la famiglia si sono spostati a Kano, in una casa di famiglia. Ma la casa è andata parzialmente distrutta da un nuovo attacco di Boko Haram e S. ha deciso di andare via per aiutare la famiglia visto che il padre aveva perso il lavoro.

Il progetto “M’interesso di te” dei “Salesiani per il Sociale” sostiene il lavoro della rete composta da educatori di strada, psicologi e volontari che garantiscono subito a ciascun ragazzo intercettato, sostegno e protezione. In una seconda fase, questa rete offre ai ragazzi intercettati la possibilità di seguire un corso di lingua italiana, di ricevere assistenza legale per l’iter di riconoscimento, di acquisire competenze professionali e inserirsi nel mondo del lavoro.

 

Fonte: infoans

 

 

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