Parlare di Don Bosco senza parlare di Maria è come parlare dell’Italia senza parlare della pizza

da | 20 Mag 2015 | Giovani

Con questa frase che si apriva qualche anno fa, a New York, una conferenza su Maria nella vita di Don Bosco.

Ed è vero, parlare della presenza di Maria nella storia del nostro Padre significa, in pratica, considerare tutta la sua vita. Non c’è dubbio che Maria sia intrinsecamente legata alla vita di Don Bosco e a quella dell’oratorio e del sistema preventivo. Sappiamo che Don Bosco festeggiava Maria soprattutto sotto due titoli: Immacolata e Ausiliatrice.

Perché? Cosa lega nostro padre a questi titoli? Scopriamolo insieme!

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Immacolata

Eh, no guarda, ti sei sbagliato, questa è la basilica di Maria Ausiliatrice, non è mica la chiesa dell’Immacolata?!

No, non mi sono sbagliato, perché se ci fai caso sulla cupola centrale della Basilica c’è proprio una statua di Maria Immacolata.
Che dici, Don Bosco si è sbagliato ad ordinare la statua? Non credo.

Hai mai fatto caso al fatto che la festa dell’Immacolata ha segnato i momenti significativi della storia dell’oratorio?

  • 8 dicembre 1841: Incontro con Bartolomeo Garelli
  • 8 dicembre 1847: Apertura dell’Oratorio di S. Luigi a Porta Nuova;
  • 8 dicembre 1859: Annuncio della riunione che avrebbe dato inizio alla Congregazione;
  • 8 dicembre 1878: consegna della prima Regola stampata delle FMA;
  • 8 dicembre 1884: Cagliero è consacrato vescovo
  • 8 dicembre 1885: don Rua è nominato vicario di Don Bosco.

Una delle famose frasi di Don Bosco è infatti: “di tutto noi siamo debitori a Maria, tutte le nostre cose più grandi ebbero principio e compimento nel giorno dell’Immacolata”. Quindi, la prossima volta che fai l’accademia dell’Immacolata, ricorda che non è solo la memoria dell’incontro con Bartolomeo Garelli! Ma perché l’Immacolata? Perché non Maria Madre di Dio, o Maria Addolorata, o la Madonna del Sudore (si, c’è anche questa, non me la sono inventata).
Perché l’Immacolata rappresenta “l’amore che precede, prediligendo, rendendosi visibile, esprimendosi in gesti ed azioni, manifestandosi in parole che danno senso ai gesti e alle azioni, e nell’azione rendono concreto, quasi palpabile, il sentirsi amati. Ecco la dinamica rivelatrice dell’amore.” (Chavez 2004) Belle parole caro Chavez, ma che vuol dire? Vuol dire che in maniera “preventiva” Dio ha colmato di grazia Maria, l’ha amata in modo del tutto speciale prima che fosse concepita, l’ha resa “il frutto più perfetto del suo sistema preveniente/preventivo”. (si, mi dispiace, il primo ad applicare il sistema preventivo non è stato Don Bosco ).

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Ausiliatrice

“La Madonna vuole che noi la onoriamo sotto il titolo di ‘Auxilium Christianorum’: i tempi corrono così tristi che abbiamo proprio bisogno che la Vergine Santissima ci aiuti a conservare e difendere la fede cristiana”». (Don Bosco a Cagliero)

L’Ausiliatrice è la madonna dei tempi difficili, è “l’esercito schierato”. Questo titolo (Auxilium Christianorum) si è diffuso dopo la famosa “battaglia di Lepanto” quando il 7 ottobre 1571 l’impero ottomano (la superpotenza dell’epoca) venne sconfitto dalla lega santa, e la vittoria venne attribuita alla protezione di Maria.

Bene! Allora Maria ci aiuterà nella battaglia contro l’Isis! Attacchiamo!

Fermo, sgasati, ovviamente l’idea della battaglia delle flotte armate è un po’ figlia del suo tempo e sicuramente ora va re-interpretata e attualizzata. Oggi, come allora, dovremmo vedere la battaglia in cui ci guida Maria da un punto più “spirituale” di lotta contro il peccato, contro l’esercito del male che c’è dentro ognuno di noi. Anche e soprattutto alla luce della teologia degli ultimi decenni, dovremmo “ampliare” l’idea di protezione mariana non solo ai cristiani ma all’umanità intera (in molti oratori e soprattutto in terra di missione è infatti di norma usato il semplice titolo “Maria Ausiliatrice”).

Maria è la madre dei giovani più poveri, abbandonati e in pericolo, quelli che piacciono a Don Bosco! Quelli che, alla fine del sogno dei nove anni, si trasformano da animali selvatici in mansueti agnelli, “che tutti saltellando correvano attorno belando come per far festa a quell’uomo e a quella signora”. Maria quindi è strettamente legata alla spiritualità salesiana, l’amore nei suoi confronti ne è infatti una componente fondamentale (ve lo ricordare il pannello della spiritualità salesiana?).

È lei che ha indicato a Don Bosco il “campo di azione” (Ecco il tuo campo, ecco dove devi lavorare) del sistema preventivo (e ciò che in questo momento vedi succedere di questi animali, tu dovrai farlo pei figli miei), ma anche la modalità, ossia l’amorevolezza (Non colle percosse, ma colla mansuetudine e colla carità dovrai guadagnare questi tuoi amici. Mettiti dunque immediatamente a fare loro un’istruzione sulla bruttezza del peccato e sulla preziosità della virtù).
Mettiamoci allora seriamente a seguire l’esempio di Don Bosco, affidiamoci a Maria e invitiamo i nostri ragazzi ad affidarsi a lei. Invocandola come “Madre e Maestra” come lo è stata di Don Bosco, le chiediamo che lo sia di ognuno di noi, e di ognuno dei nostri ragazzi.

Buona Festa di Maria Ausiliatrice!

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