Amoris Laetitia – 3°

da | 26 Apr 2016 | La buona parola

Verità nella Carità: la creatività pastorale nel discernimento familiare

Eccoci giunti al punto mediatico nevralgico dell’esortazione di Papa Francesco: il rapporto tra Chiesa e “situazioni difficili”.

Per comprendere in modo chiaro l’approccio del Santo Padre è bene considerare attentamente il “dato cronologico” della stessa “Amoris Laetitia”, che è stata pubblicata il 19 marzo (ricorrenza della solennità di San Giuseppe) del 2016, Anno della Misericordia.

In questo binomio temporale vi sono i caratteri dell’azione pastorale: la custodia (simboleggiata dallo sposo della Vergine) della famiglia, istituzione di origine divina, e lo sguardo misericordioso verso i peccatori.

Il problema originario, da cui si origina la distruzione della famiglia, è la negazione di Dio; l’aspetto morale dell’amore coniugale è inscindibilmente legato con la questione della fede: perché possa sussistere un reale e continuo “sì” alla chiamata al matrimonio è necessario, prima di tutto, rispondere alla domanda rivolta da Cristo ai discepoli “Ma voi chi dite che io sia?”; Benedetto XVI esortava con fermezza a vivere la sequela con disponibilità e coraggio (Omelia per la Celebrazione Eucaristica conclusiva della XXVI GMG a Madrid) .

Senza l’accoglienza dell’annuncio cristiano, non si riceve il dono della fede;

di conseguenza, la “casa” rimane costruita sulla sabbia, fragile e indifesa davanti alle immancabili tribolazioni e tentazioni.
Il principale effetto è la dissoluzione del matrimonio: i motivi possono essere i più diversi, le responsabilità molteplici; il risultato è, comunque, sofferenza su sofferenza. Davanti al numero crescente di divorzi, si può restare insensibili, o arroccati su posizioni polemiche? Il Santo Padre ci chiama a sperimentare la creatività pastorale, per trasmettere la Verità nella fermezza e nella Carità.

La parola d’ordine è “discernimento caso per caso”: le variabili della storia personale non si rinchiudono in formule; in alcune situazioni è preferibile adottare la “linea dura”, in altre deve prevalere l’accoglienza, il tutto nell’ottica della Misericordia (AL 296-300).

Come Chiesa siamo chiamati a incarnare il Volto di Cristo, imitare i suoi gesti: il cammino di prossimità di Dio verso l’uomo non è sempre uguale, l’Amore si manifesta in modi sempre differenti, proprio perché ciascuno è unico nella propria identità.
Questo non vuol dire sminuire la gravità della violazione del precetto “l’uomo non divida ciò che Dio ha congiunto” (Mt 19,6), ma ricordare che “Dio è più grande del nostro cuore” (1Gv 3,20) ed è capace di ridonarci la vita.
Intervenire nelle situazioni di disgregazione vuol dire educare i coniugi a perdonare, ad amare senza misura, a riconoscere che, come Gesù ha donato la propria vita quando eravamo peccatori, così l’affetto trascende la crisi.
Fino alla fine, il Papa esorta i pastori a fare di tutto affinché il matrimonio non fallisca e, qualora i loro sforzi siano vani, ad accompagnare gli ex coniugi in un cammino per perseverare nella continenza, soprattutto nel caso dell’abbandono o della separazione moralmente necessaria, per i casi gravissimi di tutela del bene superiore della vita, della sicurezza dei figli (AL 242).

Il caso più complesso rimane quello dei divorziati risposati:

sebbene non siano scomunicati, come si può agevolmente notare considerando il Codice di Diritto Canonico, vivono una situazione irregolare, di negazione dell’indissolubilità e dell’esclusività del vincolo coniugale.
Non devono essere discriminati in alcun modo, ma sono bisognosi di un’attenzione particolare, che si sostanzia nell’accompagnamento da parte della comunità, nella predisposizione di percorsi di fede che culminino nel sincero pentimento e nella piena reintegrazione nel tessuto cristiano (AL 243).

Guarire significa diagnosticare il male che ha condotto alla rottura e dispensare la Grazia necessaria,

non escluso il riavvicinamento graduale ai sacramenti, definiti come “generoso rimedio e alimento per i deboli” (AL nota 351).
La stessa attenzione pastorale deve essere approntata in funzione preventiva: l’“Amoris Laetitia” si concentra, da una parte, sulla preparazione dei fidanzati al sacramento del matrimonio e, dall’altra, sulla maturazione di quei “semi di bene” nascosti nelle relazioni difficili che si moltiplicano (AL 78).
Conoscere il senso del tempo che conduce alla consapevolezza del consenso vuol dire affidare a Dio la propria vita e discernere il progetto sulla propria esistenza.

La spiritualità liquida che contraddistingue la nostra società si riflette in relazioni altrettanto fragili,

spesso non consacrate dal sacramento del matrimonio o, formalmente regolari, che nascondono profili di nullità (ad esempio vizi del consenso, totale assenza di consapevolezza, esclusione dell’aspetto procreativo…):

sono il sintomo di “un amore debole o malato, incapace di accettare il matrimonio come una sfida che richiede di lottare, di rinascere, di reinventarsi e ricominciare sempre di nuovo fino alla morte” (AL 124).

Qual è, dunque, la risposta che possiamo dare?

È la riscoperta della missionarietà (AL 208),

a partire dai laici e dalle stesse famiglie che maturano nella fede; i Maestri lasciano il passo ai Testimoni (Beato Paolo VI, Evangelii Nuntiandi, 41); la Chiesa, “famiglia di famiglie” (AL 87), assumerà, pertanto, in sé il carattere di San Giovanni Battista, nell’annunciare la conversione, e del Cristo, nel proclamare l’Anno di Grazia del Signore.

Andrea Miccichè

C’è un filo sottile che ci salva nel marasma

Di Gianfranco Lauretano Siamo ripartiti. Mancano tante cose, ma il virus non ha spezzato quel filo sottile e indistruttibile dell’amore alla scuola e ai nostri alunni e colleghi.   Il primo giorno di scuola, lo sappiamo tutti, è un classico della letteratura e...

La bellezza che ci appartiene

“Io credo che la grammatica di una vita spirituale viva consista nell’imparare l’attenzione”. La bellezza del creato esiste nel momento in cui sappiamo guardarla con occhi attenti, curiosi, vivi: è il cuore del messaggio che ci affida il cardinale portoghese, grande...

Riparte la scuola… e anche il doposcuola

A marzo improvvisamente il doposcuola a Gallarate che abbiamo gestito per tre anni ha improvvisamente chiuso. Se nel nostro spazio di intervento individuale a “Parole Insieme”, abbiamo trovato una mediazione, grazie ai canali digitali, lo spazio quotidiano che avevamo...

Rimettiamo la relazione al centro

A ragionare sulle responsabilità degli adulti (genitori, insegnanti, istituzioni, scuola, associazioni) sono stati chiamati Eraldo Affinati, scrittore e insegnante, Chiara Giaccardi, professoressa di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università...

Giovani profeti senza paura

Siamo uniti da una missione: «Andare in paradiso e portare con noi più gente che possiamo». Don Angel Fernandez Artime   Vi saluto con tutto il cuore, amici lettori del Bollettino Salesiano, che don Bosco tanto amava. Voglio condividere con voi una bella testimonianza...

Civic Action

Un ebook alla scoperta di storie italiane di (stra)ordinario civismo   Oltre 200 tra cittadini, associazioni, aziende ed enti hanno partecipato a CIVIC ACTION, una call for practices promossa da Fondazione Italia Sociale. Ora le storie più belle della call for...

Archivio Articoli

Categoria Articoli

Ti informiamo che, per migliorare la tua esperienza di navigazione su questo sito, utilizziamo diversi tipi di cookies, tra cui cookies a scopo di profilazione che ci consentono di accedere a dati personali raccolti durante la navigazione. Alla pagina informativa estesa è possibile negare il consenso all'installazione di qualunque cookie. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione saranno attivati tutti i cookies specificati in dettaglio nella informativa estesa ai sensi dell’art. 13 del Regolamento UE 2016/679. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi