Cristiani e Musulmani: il dialogo come via

Cristiani e Musulmani: “il dialogo come via; la collaborazione comune come condotta; la conoscenza reciproca come metodo”

Nell’ottavo centenario dell’incontro tra San Francesco d’Assisi e il sultano al-Malik al-Kāmil, nuovamente un Francesco è partito per incontrare alcune tra le massime autorità islamiche; e il dialogo è stato il cardine del viaggio del Papa argentino. Il 4 febbraio, al termine dell’incontro interreligioso nel “Founder’s Memorial” di Abu Dhabi, il Santo Padre e l’Imam di Al-Azhar Ahamad al-Tayyib – la maggiore autorità dottrinale dell’Islam sunnita – hanno siglato un documento comune sulla “Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la convivenza comune”.

Diversi sono gli elementi di novità di questo viaggio apostolico negli Emirati Arabi Uniti: per la prima volta un Papa mette piede nella Penisola Arabica, per la prima volta è stata celebrata una grande Eucaristia pubblica in tutta la penisola (con oltre 135 mila fedeli presenti, per lo più immigrati stranieri), e per la prima volta si giunge ad un documento così articolato e impegnativo sul dialogo tra Cristianesimo e Islam, a vantaggio di tutta la fratellanza umana.

Nel loro quinto incontro, infatti, l’Imam di Al-Azhar e il Romano Pontefice, “in nome di Dio, che ha creato tutti gli esseri umani uguali nei diritti, nei doveri e nella dignità”, in nome dei poveri, degli orfani e delle vedove, della fratellanza, della libertà e della giustizia, hanno dichiarato, per conto delle rispettive comunità di credenti, di voler “adottare la cultura del dialogo come via; la collaborazione comune come condotta; la conoscenza reciproca come metodo e criterio”.

Numerosi e decisi sono i passi del documento sottoscritto dalle due autorità religiose: si va dalla ferma dichiarazione “che le religioni non incitano mai alla guerra e non sollecitano sentimenti di odio, ostilità, estremismo”, all’appello ai leader delle nazioni a tutelare la famiglia “nucleo fondamentale della società e dell’umanità”; dalla condanna dell’estremismo e dell’intolleranza, che hanno prodotto “una terza guerra mondiale a pezzi”, al richiamo ad un’equa distribuzione delle risorse; dalla tutela dei diritti fondamentali delle donne e dei bambini e dalla protezione degli anziani, fino alla promozione del senso religioso e al riconoscimento del ruolo delle religioni nella costruzione della pace mondiale.

Il documento, che vuole essere un invito alla riconciliazione e alla fratellanza non solo tra i credenti, ma tra tutte le persone di buona volontà, vuole essere oggetto di ricerca e di riflessione in tutte le scuole, nelle università e negli istituti di educazione e di formazione, cristiani e islamici.

Il progetto di Papa Francesco di “avviare processi”, anziché “occupare spazi”, segna un altro, importantissimo passo avanti.

Il testo completo della dichiarazione è disponibile qui.

 

Fonte: Infoans

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