La camminatrice di Dio

“ANDARIEGA DE DIOS”

 

Sr Susanna Anzini

 

Accostarsi alla figura di santa Teresa d’Avila può incutere un certo timore: siamo di fronte ad una grande santa, alla riformatrice di un ordine antico e importante come il Carmelo, ad una religiosa vissuta in anni difficili come quelli della riforma cattolica, ad una delle pochissime donne ad essere stata proclamata dottore della Chiesa, ad una scrittrice fondamentale nella letteratura spagnola… insomma, si ha la sensazione di accostarsi ad un gigante, quasi ci si trovasse di fronte alle mura stesse di Avila o a quelle del famoso “castello interiore”.

Ma, come per entrare nel “castello interiore” è necessaria semplicemente la preghiera, così per superare l’idea che Teresa d’Avila sia una santa inavvicinabile, basta solo iniziare a conoscerla. Si scopre così che, come tutti, neppure Teresa è nata santa ma lo è diventata, dopo un’adolescenza non priva di divertimenti e mondanità.

I primi anni in convento non furono facili per lei, rischiò di morire in seguito ad una misteriosa malattia: arrivarono addirittura a scavare la sua tomba. La sua vita di clausura, inoltre, non era affatto ritirata: Teresa, un’abile oratrice, trascorreva molto tempo nel parlatorio a conversare. Solo dopo molti anni avvenne quella che i suoi biografi chiamano la seconda conversione: Teresa iniziò a condurre una vita maggiormente dedita alla preghiera e alla meditazione.

La sua spiritualità crebbe grazie agli incontri con altri santi, Pietro d’Alcantara e Giovanni della Croce, che la incoraggiarono e dissiparono i suoi dubbi sui fenomeni mistici, che diventavano sempre più frequenti nella sua vita. La sua esistenza si trasformò in una vera e propria lotta: contro l’inquisizione, che vedeva con sospetto le sue estasi e controllava scrupolosamente i suoi scritti per cercarvi tracce di eresia; contro le consorelle, che non approvavano la sua idea di riformare il Carmelo per riportarlo all’austerità della regola primitiva; contro i suoi concittadini, che ostacolavano l’intenzione di fondare un nuovo monastero in una città che già ne era ricca. Ma la fiducia che Teresa riponeva in Dio era incrollabile e lei si mostrava instancabile; nonostante l’avanzare dell’età, la sua attività era quasi febbrile: scriveva lettere e opere, guidava le consorelle e peregrinava da un punto all’altro della Spagna per dare vita alle sue numerose fondazioni: saranno diciassette i conventi che farà nascere. Viaggiare, a quell’epoca, non era certo semplice, ma Teresa era inarrestabile tanto da meritarsi il soprannome di “andariega de Dios”.

Siamo dunque di fronte ad una donna molto intelligente, che ha vissuto pienamente incarnata nel suo tempo, sapendone cogliere pregi e difficoltà. Santa Teresa non si è fermata di fronte alle grandi sfide che la vita le ha posto davanti (l’inquisizione, essere donna in una società maschilista, la sfiducia e l’opposizione di chi le stava accanto…), ma ha saputo leggere i segni di Dio nella semplicità del quotidiano e vivere fino in fondo la sua missione. Tutto questo è riuscita a realizzarlo mantenendo la gioia di chi è certo dell’amore di Dio.

Teresa d’Avila non è dunque una santa di molti secoli fa, ma una donna pienamente attuale, che ha ancora molto da dire al mondo di oggi.

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