di don Gianni Caputa, SDB

Il beato e presto santo Papa Paolo VI – la sua canonizzazione è prevista per il prossimo 14 ottobre – da giovane studiò dai Gesuiti, sognò di diventare Benedettino ed ebbe come padre spirituale un sacerdote della Congregazione di San Filippo Neri, padre Giulio Bevilacqua. Eppure, fu al tempo stesso intimamente “salesiano”, pieno di benevolenza e affetto verso i Figli spirituali di Don Bosco. Tale predilezione, esibita in molte circostanze della sua vita e del suo pontificato, si manifestò anche nella sua particolare devozione a Maria Ausiliatrice e nell’attenzione alle sue ricorrenze.

Il 23 maggio 1976, tredicesimo anno del suo pontificato, Paolo VI pronuncia il discorso precedente la preghiera del “Regina Coeli” prendendo lo spunto dal “calendario salesiano” che indica: vigilia della festa di Maria Ausiliatrice.

Noi non dobbiamo dimenticare in questo istante, quanti abbiamo la fortuna d’essere alunni della devozione mariana, che il mese di maggio è particolarmente dedicato al culto popolare verso la Madonna, e che siamo vicini alla festa di Maria Santissima onorata come ‘Aiuto del Popolo Cristiano’: i Salesiani, con un loro fedele calendario, ce lo ricordano con speciale pietà e filiale fiducia.

Raccogliamo oggi noi pure, allo scorcio di questo mese primaverile, ancora fragrante di letizia pasquale, l’invito ad un pensiero religioso e quasi familiare, cordialmente rivolto a Maria, Madre di Gesù Risorto, e Madre spirituale della Chiesa in via di perenne risurrezione.

Pensiero duplice, perciò: a Maria, l’‘ammirabile’ e unica figura teologica, evangelica e storica ed umanissima, che veramente può cele­brarsi come “piena di grazia”, vero modello dell’umanità perfetta, la donna benedetta fra tutte, posta al centro dei misteri dell’umana redenzione.

E, in secondo luogo, a Maria, l’‘Ausiliatrice’, colei che ha una incomparabile potenza di preghiera; di preghiera che comprende con cuore materno ogni nostra necessità, ogni nostra sofferenza, ogni nostra supplica; e di preghiera poi che ottiene con virtù profetica da Cristo, quanto Ella, come Madre, come Associata al suo disegno di salvezza, gli chiede.

Tutto questo è bello, è semplice, è consolante, ed è vero; e sorregge il nostro spirito a grandi pensieri, e la nostra umana fatica a grande speranza.

A Maria, dunque, la nostra lode; a lei la nostra invocazione”.

Papa Montini, inoltre, ebbe parole di grande profondità anche in occasione del centenario della consacrazione della Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino, esattamente 50 anni fa, nel 1968, quando fece inviare una lettera dal Segretario di Stato Vaticano, card. Amleto Giovanni Cicognani, all’allora Rettor Maggiore, Don Luigi Ricceri:

Reverendissimo Signore,

nell’imminenza del compimento di un secolo dalla consacrazione della Basilica di Maria Ausiliatrice in Torino, il Sommo Pontefice gode unirSi alla benemerita Società Salesiana che in spirito di umile, sincera letizia si accinge a dare risalto a questa ricorrenza con solenni celebrazioni.

Tale commemorazione s’impone per titolo di doverosa riconoscenza alla Regina del Cielo che ha voluto circondare di particolari predilezioni codesto tempio, aprendo in esso una ricca sorgente di grazie, e rendendolo una testimonianza viva della sua soccorrevole misericordia.

Se la fausta ricorrenza costituirà un soave richiamo a Maria SS.ma per tutti coloro che amano invocarla col bel titolo di Aiuto dei Cristiani, ancor più lo sarà per i Figli di Don Bosco sparsi ovunque nel mondo. I cento anni di storia del caro santuario non soltanto ricorderanno loro i momenti più salienti e più sacri della vita della Congregazione, ma saranno altresì un invito a ripensare i motivi per i quali il Santo Fondatore volle che la sua nascente famiglia religiosa fosse così intimamente legata al nome e alla protezione di Colei che egli aveva sempre proclamata ispira­trice di ogni sua opera.

Appunto perché fin d’allora il santuario di Maria Ausiliatrice non ha cessato di essere il centro spirituale dei Salesiani tutti e il punto ideale del loro incontro con la celeste Madre, la celebrazione del prossimo cen­tenario acquista un significato che supera l’aspetto puramente commemo­rativo dell’avvenimento. Essa cioè esprime l’impegno di codesto Istituto di ritemprarsi alle fonti della propria spiritualità, di mantenere fede alle sue più genuine tradizioni; e soprattutto di consolidare i vincoli della propria appartenenza a Maria, verso la quale l’intera Società Salesiana sente di essere debitrice della sua esistenza e della sua rigogliosa vitalità.

Per tali motivi l’Augusto Pontefice formula volentieri i Suoi voti per il felice esito delle celebrazioni; e mentre invoca largo e perenne il patrocinio della Vergine su figli così devoti, Egli si ripromette, come frutto delle solennità stesse, un salutare incremento di pietà mariana in ogni ramo della grande Famiglia Salesiana.

Finché i suoi membri sapranno ispirare i loro sentimenti, il loro zelo, la loro vita all’immagine e agli esempi di Maria SS.ma, non potrà mai inaridirsi in essa quella sorgente di generosità e di dedizione, di interiorità e di fervore, di santità e di grazia che ha animato fin qui l’attività dei Salesiani nel mondo, e per loro mezzo ha procurato così preziosi servizi alla Chiesa.

A questi voti e preghiere il Santo Padre si compiace di aggiungere la sua Benedizione Apostolica, che di cuore imparte a Lei e a tutta la sua Congregazione.

Mi valgo volentieri della circostanza per confermarmi con sensi di distinto e religioso ossequio”.

Fonte: infoans

Print Friendly, PDF & Email