Una fonte perenne di energia per il rinnovamento spirituale

A distanza di alcune settimane dal seminario di studio sulla meditazione salesiana (Roma – San Callisto, 10-12 maggio), dal Dicastero della Formazione si torna a riesaminare il significato di quell’appuntamento e i passi da compiere per riscoprire e vivere un elemento della spiritualità salesiana che Don Bosco e i suoi Successori hanno sempre indicato come fondamentale.

Nell’incontro presso la comunità salesiana di San Callisto, don Ivo Coelho, Consigliere Generale per la Formazione, l’équipe del suo Dicastero e altri cinque salesiani esperti del settore si sono dapprima confrontati sull’esperienza individuale di meditazione quotidiana, quella mezz’ora di silenzio che si conclude prima di recitare insieme la formula di affidamento a Maria Ausiliatrice.

Il passo successivo è stato l’illuminazione dell’esperienza personale alla luce della tradizione salesiana: attingendo all’esperienza come formatori dei giovani Salesiani, attraverso l’analisi delle parole e delle azioni di Don Bosco, di don Giulio Barberis, il primo Maestro dei Novizi, di san Francesco di Sales e di Gesù, l’uomo dei “tre tempi”, in cui l’azione, la preghiera e la comunità si fondono in uno “splendido accordo”, com’è stato definito.

A conclusione del seminario don Coelho in una lettera di 5 pagine ha raccolto gli elementi salienti di questo intenso momento di riflessione, proponendo anche passi concreti per rinnovare l’interesse per la meditazione e l’“abilità” nel fare della mezz’ora quotidiana dedicata a questa forma di “orazione mentale”, una fonte perenne di energia per il cammino e di rinnovamento spirituale.

Tra i punti che propone:

–     È stato sorprendente vedere quanto Don Bosco e la prima generazione di Salesiani insistessero sulla meditazione: basta vedere le aggiunte che Don Bosco fece inserire all’edizione italiana delle Costituzioni, l’attenzione data da don Barberis nell’insegnare ai novizi il perché e il modo della meditazione, e l’insistenza sulla meditazione di Don Filippo Rinaldi, III Successore di Don Bosco.

–     Se si è convinti del valore che la meditazione ha nella propria vita, si è certamente più inclini ad essere fedeli alla meditazione stessa e ad imparare a come crescere sempre di più nel modo di viverla. La perseveranza è della massima importanza ed è una parola che si trova spesso sulle labbra di Gesù e nel Nuovo Testamento. Bisogna imparare a pregare pregando, ed è importante “essere lì”, giorno per giorno, per la meditazione.

–     Una buona meditazione riecheggia nel corso della giornata, superando gradualmente il “procedere in parallelo” delle attività quotidiane e conducendo, viceversa, all’unificazione delle pratiche di pietà, di vita sacramentale, del lavoro…  I frutti della meditazione sono visti nella trasformazione che ha luogo nella vita.

–     Attualmente molti hanno poca o nessuna iniziazione alla meditazione. Ciò richiede un rafforzamento della dimensione pedagogica della formazione.

–     È in preparazione un e-book col materiale del seminario e altre iniziative saranno lanciate durante gli incontri delle commissioni regionali di formazione.

All’invio della lettera di don Coelho ha fatto seguito una sorprenderete risposta da parte di tanti Salesiani di tutte le regioni, che condividevano l’esperienza fatta e incoraggiavano a proseguire il cammino di approfondimento.

C’è un interesse per la preghiera – e in particolare per questa forma così salesiana di pregare insieme, uniti dal silenzio dell’ascolto – probabilmente molto più intenso e diffuso di quanto si ci potrebbe immaginare.

Fonte: infoans

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