Pochi giorni ci separano dalla visita di Papa Francesco in Sicilia: tra meno di una settimana, saremo lì ad accoglierlo, mostrando il volto della Chiesa che accoglie e “si rimbocca le maniche”.

Sia Piazza Armerina, prima tappa del viaggio, che a Palermo, il centro dell’evento, pulsano di solidarietà: l’attività dei volontari per l’ospitalità, l’attesa per i giovani che accoreranno per l’Incontro Regionale dal tema “Dove abiti?”, le testimonianze di chi spende la propria vita per gli ultimi, tutto concorre a generare un clima di festa.

In questo crocevia di popoli, porta d’Europa, la visita del Papa sarà orientata al dialogo con le periferie: la periferia degli ultimi, ai quali è riconosciuta la dignità; la periferia dei giovani, in ricerca del proprio posto nel mondo; la periferia di chi, nel silenzio, lotta affinché la mafia e la corruzione non abbiano la parola definitiva.

Non a caso, è significativo che il Papa pranzerà insieme ai poveri accolti nella “Missione Speranza e Carità”.

E le parole del fondatore, il missionario laico fratel Biagio, esprimono il benvenuto di tutti i siciliani: “Siamo tutti sulla stessa barca”, italiani e stranieri davanti ad una crisi sociale drammatica, eppure nella Chiesa abbiamo un’àncora contro la rassegnazione e un forte incentivo per perseverare nel bene.

Altrettanto significativa la visita al Centro Padre Nostro, nato come continuazione dell’opera di 3P: grazie al dono di sé di Padre Pino Puglisi, martirizzato venticinque anni fa, l’intero quartiere di Brancaccio è stato fecondato dalla voglia di giustizia contro la criminalità organizzata.

Nelle parole dei volontari traspare la gioia per un sogno che si realizza: le minacce e le intimidazioni contro quanti si prodigano per strappare i giovani e le famiglie alla morsa mafiosa, non riescono a scalfire la loro tenacia e la visita del Papa li conferma nell’azione.

Otto anni dopo la visita di Benedetto XVI, Papa Francesco riaccende la speranza e rafforza i propositi di rinascita di una terra segnata da precarietà, ma capace di inclusione, collaborazione, giustizia.

Veramente si riconosce quanto sia profetico l’augurio dell’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, “È una felice e propizia occasione per far fruttificare l’entusiasmo e la creatività missionaria della testimonianza del Vangelo che ha caratterizzato l’intero ministero pastorale di don Pino Puglisi e che tanto ha inciso nella coscienza ecclesiale e civile della diocesi di Palermo e in particolare nella vita di tanti giovani”.

 

Andrea Miccichè

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