Mamma Margherita: la mamma di Don Bosco

Gli ha insegnato a vivere, a essere prete, a educare i ragazzi, e tutto questo mentre andavano insieme in campagna, quando si confidava con lui alla sera, mentre all’Oratorio rimestava la polenta.

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Gli ha insegnato la forza di non stancarsi mai, la fiducia nella Provvidenza. Gli ha regalato, senza che lui se ne accorgesse, il suo sistema educativo che meraviglierà il mondo. È tutto condensato nella sua vita e in sei parole: “bontà dolce e forte della madre”.

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Il Dio di sua madre

Non è un Dio-carabiniere quello che lei scolpisce nella mente dei suoi piccoli. Se la notte è bella e il cielo stellato, mentre stanno a prendere il fresco sulla soglia dice:
«È Dio che ha creato il mondo e ha messo tante stelle lassù». Quando i prati sono pieni di fiori, mormora: «Quante cose belle ha fatto il Signore per noi». Dopo la mietitura, dopo la vendemmia, mentre tirano il fiato dopo la fatica del raccolto, dice: «Ringraziamo il Signore. È stato buono con noi. Ci ha dato il pane quotidiano».

«Finché ero piccolino – scrive Don Bosco – mi insegnò lei stessa le preghiere. Mi faceva mettere con i miei fratelli in ginocchio mattino e sera, e tutti insieme recitavamo le preghiere in comune».
“Mia madre stessa mi preparò alla prima Confessione. Mi accompagnò in chiesa, cominciò a confessarsi ella stessa, mi raccomandò al confessore, dopo mi aiutò a fare il ringraziamento. Ella continuò a prestarmi tale assistenza fino a tanto che mi giudicò capace di fare degnamente da solo la confessione”.

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La madre di un prete

«Se diventi sacerdote, raccomanda e propaga sempre la devozione di Maria.
Nel terminare queste parole, mia madre era commossa; io piangevo. – Madre, le risposi, vi ringrazio di tutto quello che avete detto e fatto per me. Queste vostre parole non saranno dette invano e ne farò tesoro in tutta la mia vita».

«Giovanni, tu hai vestito l’abito del sacerdote. Io ne provo tutta la consolazione che una madre può provare per la fortuna di un figlio. Ma ricordati che non è l’abito che onora il tuo stato, è la pratica della virtù. Se mai tu avessi a dubitare della tua vocazione, ah per carità! Non disonorare questo abito. Posalo subito. Preferisco avere un povero contadino che un figlio prete trascurato nei suoi doveri».

«Sei prete, dici la Messa, da qui avanti sei dunque più vicino a Gesù. Ricordati però che cominciare a dir Messa, vuol dire cominciare a soffrire. Non te ne accorgerai subito, ma a poco a poco vedrai che tua madre ti ha detto la verità. Sono sicura che tutti i giorni pregherai per me, sia ancora io viva, o sia già morta. Ciò mi basta. Tu, da qui innanzi, pensa solamente alla salvezza delle anime e non prenderti nessun pensiero di me».

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