Appena abbassiamo la guardia, lei è sempre pronta ad attaccarci. Eppure se la guardi bene è solo frutto delle nostre insicurezze.
Ci lasciamo definire da noi stessi… ma tu quanto vali?

Alcuni giorni sembra che il sole non voglia proprio uscire allo scoperto. Sordingo rimane nascosto dietro una spessa coltre di nuvole. La luce bassa che stenta ad illuminare un giorno che non vuole iniziare, certo non mi aiuta a mettermi in moto. A volte… è semplicemente così. Semplicemente, i pensieri bui della vita riaffiorano senza preavviso. La paura e l’insicurezza si fanno strada in un cuore incerto.

Così entra la tristezza.

Come una sottile crepa nella roccia lascia passare una infiltrazione d’acqua, così il mio tentennamento lascia entrare la tristezza. Prende possesso della mia giornata e mi lascia in un limbo senza senso. Eppure cosa è cambiato rispetto a ieri? Rispetto alla settimana scorsa?

Quando piombo in questo stato, faccio domande alla mia tristezza:

  • da dove vieni?
  • chi ti ha chiamato?
  • cosa cambierebbe il mio stato d’animo?

È sorprendente vedere come le risposte a queste domande sono spesso semplici; la mia vita è sempre lì e la scintilla che ha fatto partire tutto molte volte banale: magari una risposta storta di un amico o di mia moglie mi hanno fatto sentire insignificante ai loro occhi, un messaggio sui social, oppure un mancato riconoscimento lavorativo mi fa dubitare delle mie capacità. Alla fine dei giochi … per me si esaurisce sempre in quel piccolo brivido di paura di non essere abbastanza, di non farcela.

E qui scatta la domanda da un milione di dollari.

Quanto vali tu?

Quanto vale la tua vita? Quanto vale la mia vita? Mi è stato insegnato da un uomo molto saggio che c’è una guerra silenziosa che io e te dobbiamo combattere ogni giorno. È una battaglia quotidiana con una tristezza di fondo che ci dice che non valiamo niente. È la nostra battaglia. La battaglia del nostro tempo. La buona battaglia che vale la pena combattere.

Chi definisce il tuo valore?

Quando entra la tristezza, il nostro sguardo si è abbassato. Chinati sul nostro ombelico ci lasciamo giudicare da immagini di plastica create su photoshop, da sogni pensati da altri per la nostra vita, da ambizioni futili e vane. Quando entra la tristezza, hai smesso di credere alla tua unicità.

Unico come sei, con quel naso lì, quella bocca lì… che spesso ti danno fastidio. Un uomo è salito su una croce per difendere quell’unicità! Tu non ci credi, ma Gesù ci crede nella mia e tua unicità. Ci crede che puoi alzare lo sguardo. Ci crede che puoi ambire alla tua terra promessa.

Solo Dio può definire il tuo valore. Perché solo Lui ne conosce l’ampiezza e la profondità. Solo Lui conosce le tue potenzialità.

La tristezza abbandona la tua vita quando smetti di guardare l’ombelico ed incominci a contemplare l’orizzonte, consapevole che c’è un uomo, Gesù, che ti indica una strada. Una strada che … molte volte sarà diversa dalle tue aspettative (e ben venga!). Una strada che si allontana dai tuoi progetti di sicurezza ma che spalanca un orizzonte inesplorato di possibilità.

L’obiettivo nella vita è incontrare Lui. E mentre io e te ci arrabattiamo affinché il nostro viaggio sia il più semplice di tutti. Lui ci mette di fronte tutte le occasioni possibili per incontrarLo.

Alza lo sguardo.

E vivi la tua personale rinascita.

 

Fonte: www.5p2p.it

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